FAQ

Ho deciso che è giunto il momento di aprire anche io la mia sezione FAQ=Frequently Asked Questions=Domande che Ricorrono. Voglio dire, oggi se non hai anche tu una FAQ section da qualche parte, non sei nessuno. E allora ecco a voi una carrellata delle domande che mi  vengono rivolte più di frequente a proposito della mia vita in Germania e, ovviamente, le relative risposte.

–          Come sei finita in Germania?  Stavo cercando lavoro all’estero da diversi anni, per cambiare aria, per sperimentare una vita diversa e per darmi maggiori opportunità lavorative. Non mi ero prefissata nello specifico l’obiettivo Germania, anzi casomai quello era proprio l’ultimo dei posti in cui pensavo di finire.

–          Come hai fatto a trovare lavoro all’estero?  Ho mandato senza sosta per anni CV alle multinazionali più conosciute del mondo, in modo da ampliare il ventaglio delle possibilità. Ho anche partecipato ad un concorso per lavorare alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo. Infine mi sono iscritta ad una newsletter con annunci di lavoro in tutta Europa, sul sito eurobrussels.com. È proprio lì che alla fine ho trovato l’annuncio che mi ha cambiato la vita. È stato anche l’unico, a parte Strasburgo, al quale c’è stato un seguito, con colloqui, viaggi avanti e indietro pagati dal futuro datore di lavoro e tutto l’ambaradan. E l’unico “successful” in pieno.

–          Perchè Monaco? Risposta pragmatica:  Perchè l’annuncio di cui sopra parlava di Monaco. Se avesse parlato di Copenhagen, sarei finita a Copenhagen. Risposta new-age: perché il destino, o la vita, o l’universo, avevano scelto Monaco di Baviera per me.

–          Come faccio anche io a preparare un buon CV da mandare all’estero? Specificando che ho fatto tutto in inglese, io ho consultato alcuni siti tipo http://www.ilcurriculumdeituoisogni.com o http://www.theperfectcvthatwillmakeyoufindtheperfectjob.org  e poi mi sono fatta dare una mano da una sorella che abita in un paese anglofono e all’epoca lavorava per un’agenzia di selezione del personale. Abbozzavo un cv ed una lettera di presentazione, poi le mandavo il tutto per posta elettronica, per avere delle dritte. Posso dire con certezza che questo è stato fondamentale. Sconsiglio infatti caldamente di buttarsi  nella creazione di un cv senza seguire delle linee guida più o meno ufficiali. Aprendo la posta in ufficio mi capita ogni tanto, infatti, di leggere degli orrori assoluti, tipo “Buonasera, mi chiamo Jacques, ho 30 anni, un diploma; avete un posto per me lì da voi?” o giù di lì. Ok, sono estremi, ma tanto per rendere l’idea.

–          Come si vive a Monaco di Baviera? A Monaco si vive bene, la qualità della vita è alta, ma bisogna essere consapevoli di alcune cose fondamentali, per non avere un impatto troppo violento con la realtà.

  • A Monaco si vive bene perché la vita costa abbastanza. Dovessero offrivi un lavoro, poniamo, da 1.500 euro al mese netti, non commettete l’errore di pensare “Uh quanti soldi” e precipitarvi qua. 1.500 euro al mese a Monaco non sono niente, considerando i prezzi degli affitti, dei trasporti e di amenitá quali idraulico, elettricista e simili.
  • Monaco è una città tranquilla, sicura, verde, silenziosa, che offre anche parecchio a livello culturale, tra musei, cinema e teatri. Tuttavia so di gente che adora la vita notturna e qua si trova malissimo, perchè sostiene che la vita notturna di Monaco sia inesistente. Perciò non aspettatevi follie. Comunque se siete una persona tranquilla come me e magari avete una famiglia, Monaco farà per voi.
  • In barba al mito della parità tra i sessi nei paesi nordici, a Monaco essere mamma e lavoratrice a tempo pieno è un grandissimo casino, soprattutto se non si hanno parenti a disposizione. Si veda il post relativo.
  • A Monaco d’inverno nevica parecchio e fa molto freddo. Tantissimo. Molto di più di quello che uno si può immaginare venendo dall’italia. Il primo inverno  qui per me è stato un trauma psicologico non da ridere. Attrezzatevi di conseguenza.
  • Per favore, non sperate che si possa stare bene a Monaco senza sapere il tedesco. Non si può. Immaginate di essere uno straniero che viene a vivere in Italia e sa solo l’inglese. Quanto sarebbe in grado di muoversi? Ecco. In ogni caso la città è piena e strapiena di scuole di tedesco, quindi, se non lo parlate già, qui potete di sicuro rifarvi.

–          In Italia c’é la crisi. Lì come si sta? Come potrete immaginare, qui la crisi è arrivata, ma la Germania è in qualche modo ancora in piedi. Tuttavia, solo per darvi un esempio, si stanno cominciando un pochino a chiudere le porte del mondo lavorativo: si leggono infatti annunci di lavoro per idraulico, panettiere e simili, ma tutti, da qualche tempo a questa parte, richiedono una formazione professionale minima di tre anni. Ovviamente meglio se ottenuta qui. Altrimenti, se avete un diploma di formazione ottenuto in Italia, bisogna che v’imbarchiate nell’impresa del riconoscimento del diploma e allora tanti auguri!

–          Ma è proprio vero che i tedeschi sono freddi, distaccati e riservati? Sì è vero. Evitiamo le generalizazzioni per carità, ma in questo caso ci vogliono, sorry. Ovvio che incontrerete sempre il tedesco ultra-friendly che v’invita a casa sua dopo una settimana per una birra e un Würstel, quello pazzerellone che vi riempie di pacche sul culo come se piovesse, quello che parla anche coi sassi. Ma in generale i tedeschi tendono a farsi i fatti loro, non fanno amicizia da un giorno all’altro come gli italiani. A volte nemmeno da un mese all’altro. Però forse da un anno all’altro sì. Questo all’inizio può provocare qualche turbamento nei latini, abituati a ben altro modo di fare. Attrezzatevi di conseguenza.

–          Ho uno o più bambini piccoli, si adatteranno al cambiamento, troverò la scuola giusta per loro, impareranno il tedesco?
Posso raccontare come ha vissuto il trasloco il mio, di bambini, che aveva 4 anni e mezzo al momento del cambiamento. Dopo un inizio impegnativo e una fase di disorientamento, si è inserito benissimo, parla il tedesco quasi come se fosse nato qui e fa colazione con cetrioli e Brezen all’asilo esattamente come gli altri bambini. Per quanto riguarda asili e/o scuole, si può fare una prima cernita già dall’Italia oppure direttamente da qui via Internet. Praticamente ogni asilo o scuola ha un sito e un’indirizzo e-mail a cui rivolgersi in caso di bisogno. E risponde. La scelta delle scuole a Monaco è vasta: si va dalle classiche tedesche, pubbliche o private, alle varie Montessori, alle scuole internazionali, alla scuola europea. Armatevi di tempo e pazienza e iniziate a ravanare sul web.

–            Nota di servizio: Für weitere Fragen stehe ich Ihnen gerne zur Verfügung! Tuttavia metto in guardia gentilmente tutti i miei lettori, fissi o occasionali, sul pormi domande che siano al di fuori della mia possibilità di rispondere. In questo anno e mezzo me ne sono sentita chiedere di ogni. Esempio: “Cara Eireen, abito ad Amburgo e sto cercando un negozio che venda la Pasta Papilla. Mi sai consigliare?” Ehm, io abito a Monaco; se vuoi, ti consiglio un ottimo supermercato di prodotti italiani qui, ma non so fino a che punto ti è comodo da raggiungere.”Ciao, sono un montatore di mobili italiano che ha appena perso il lavoro. Secondo te, se mi trasferisco a Monaco riesco ad aprire una piccola impresa mia di montaggio mobili? Nel caso, quali sono le procedure burocratiche da seguire?” Carissimo, vorrei disperatamente aiutarti, ma lavoro in tutt’altro campo e non sono nulla di montaggio mobili ed affini. Inoltre no, non ho amici tedeschi che montino mobili. Solo perché abito a Monaco non vuol dire.
“Buongiorno, sto per trasferirmi a Monaco di Baviera e cerco casa. Mi puoi suggerire la zona ideale in base alle mie esigenze e dirmi come faccio a trovare qualcosa di conveniente?”. Premesso che aiuto chiunque di cuore con dei consigli su richiesta, devo specificare che io non sono e non posso fare da agenzia immobiliare. Vivo in una casa di famiglia e non ho dovuto cercarmi un appartamento al mio arrivo; sono stata fortunata. Non posso consigliarvi la zona ideale della città, semplicemente perché non conosco in dettaglio le esigenze di tutti e tutte le zone della città. Tuttavia se interessa, posso suggerire dei siti internet che possono aiutarvi a snellire la ricerca. Chiedete pure! E in bocca al lupo!


16 risposte a “FAQ

  1. Ciao Eireen, mi chiamo stefania e mi sono appena iscritta al tuo blog. Ho trovato molto interessante leggere la tua storia. Anch’io sono una mamma,moglie, lavoratrice e prossima ad avere un secondo figlio. Avrei molto piacere il poterti scrivere più discretamente via e-mail, è possibile? ciao

  2. tania di domizio

    Ciao Eireen,
    leggendo il tuo blog mi è sembrato di essere davanti ad uno specchio! anche io come te sono mezza tedesca (mamma di Monaco) anche io come te mi sento perennemente tra due mondi, quello latino e quello germanico, anche io come te sogno da una vita di fare il salto! solo che a differenza tua alla venerdanda età di 30 anni non ho ancora avuto il coraggio di mollare tutto…con tutto intendo affetti, lavoro, casa, italia etc…ora finalmente mi sono decisa a cercare seriamente lavoro e ho avuto diverse risposte, al contrario dell’italia, dove tutto tace! a differenza tua non ho ancora figli, quindi dovrebbe essere più semplice…come faccio a dare sicurezza al mio compagno, che giustamente si sente un pò spaventato a prendere una decisione del genere?tuo marito è italiano?
    help!anzi…Hilfe!!! Liebe Gruesse, Tania aus PESCARA!
    ps….nessuno come noi abruzzesi, può essere più vicino alle popolazioni emiliane colpite dal sisma! un abbraccio a tutti!

    • WOW Tania, ho trovato il mio Doppelgänger! 😉 Guarda, io ho fatto il saltone a 36 anni, quindi non dire “alla veneranda età di 30 anni”, anzi sei giovanissima. Non hai neppure figli, quindi tutta la cosa sará ancora più facile. Per me il trasferirmento a Monaco é stato alleggerito dal fatto di conoscere già la lingua e la città almeno in parte. Non mi sono sentita sperduta come mi sarei sentita se mi fossi trasferita, che ne so, a Helsinki, che non ho mai visto.
      Per quanto riguarda il tuo compagno, direi che in linea di massima può stare tranquillo perché ha te come supporto. Credo, ma non ti dico nulla di nuovo, che debba solo mettere in conto tanta pazienza prima di imparare bene il tedesco, ma con te accanto forse la cosa risulterà più facile. Qui é strapieno di scuole di tedesco di tutti i tipi, a tutti gli orari e per tutte le tasche. Mio marito, originariamente straniero, ma diventato italiano qualche mese fa, al momento sta facendo un corso intensivo di lingua gratuito finanziato al 100% dall’Arbeitsamt. Gli pagano pure le spese del viaggio da e per casa! Che dire, secondo me a venire qua con le vostre condizioni c’é solo da guadagnare; magari non immediatamente, ma sul lungo periodo di sicuro. In bocca la lupo e fammi sapere, per favore, come procede.
      E grazie infinite per le tue parole sul terremoto!

  3. Ciao! grazie mille per la risposta..molto incoraggiante..sarò su a Monaco lunedi per vedere i miei nonni e ne approfitto per fare altro :)…hai una email privata dove posso scriverti?
    Tschuess!!
    Tania

  4. Arriviamo! Il marito teutonico ha trovato lavoro a Monaco e arriviamo il 4 agosto, con bimbo (anche lui abbastanza bionico) di 2 anni. Prima abbiamo vissuto ad Amsterdam e ora stiamo vivendo a Barcellona, che mi dispiace molto lasciare. So che sara’ abbastanza shock culturale. .. comunque sto leggendo il tuo blog da mesi e non vedo l’ora di conoscerti! Anche io sono Emiliana (beh, Romagnola per dir la verita) e abbastanza coetanea. Per il momento siamo alle prese con ricerca di appartamento e Kika (un incubo, come avevi premonito nei tuoi vari post). Poi pensero a migliorare il mio tedesco (l’ultima volta che feci un corso, 4 anni fa, ero B2, ma da allora e’ andata in discesa, temo) e a trovarmi un lavoretto. Anyway, se non ti spiace una volta installati ti contatto, mi piacerebbe andare a prendere un caffe zusammen. Besos, Elena

  5. Ciao, innanzi tutto complimenti per il bellissimo blog. In realtà io sono mezzo austriaco e mezzo italiano. Sono nato in Austria, ma cresciuto e vissuto sempre in Italia. A Vienna sono tornato per un Erasmus e in seguito per una bella esperienza lavorativa di due anni. Ora da tre anni vivo nuovamente in Italia, ma a seguito di una serie di frustazioni lavorative non indifferenti stavo seriamente pensando di tornare, questa volta con moglie e figlio di due anni, nella più vivibile capitale mitteleuropea. E’ molto bello per me leggere il tuo blog perchè mi incoraggia prendere atto di esperienze di vita vissuta simili a quelle che possono essere la mia. Come hai gestito il tuo essere a metà? Per me questo si traduce alle volte in una sorta di instabilità emotiva. Ad esempio io sono sempre stato teso alla nostalgia per l’Austria quando sono in Italia e la nostalgia per l’italia viceversa. Come ha regito tuo figlio al distacco dai nonni? Questa ad esempio è una cosa che mi preoccupa, dal momento che, pur avendo due anni ,sembra essere molto legato a questi affetti. Mi rendo conto di aver posto domande un tantino esistenziali e forse personali, spero di non essere stato inopportuno.
    Schoene Gruesse aus Italien,
    PaoloB

    • Ciao Paolo B e grazie dei complimenti! Vedo che in qualche cosa siamo simili! Ad esempio, nell’essere a metà. Come l’ho gestito? Dipende dalle varie fasi della mia vita. Da piccolina me ne rendevo a malapena conto: essere così era semplicemente un fatto naturale. Crescendo, ho iniziato a prenderne coscienza e quindi a non sentirmi “né carne né pesce” e la cosa mi dava parecchio fastidio: volevo collocare me stessa a tutti i costi in una delle due categorie e non ci riuscivo. Troppo tedesca per gli italiani, che difatti mi chiamavano “la tedesca” e troppo italiana per i tedeschi, con i quali non mi identificavo del tutto. Adesso sono nella terza fase, che è quella dell’accettazione. Sono così, ne sono consapevole e mi va bene. Sono un ibrido? Forse. Un mescolone? Chissà. Una persona con due identità culturali? Esatto! Mi sento a casa mia in due posti e la considero una ricchezza.
      Per il resto, ti posso dire che il bambino bionico ha reagito positivamente al distacco dai nonni, nel senso che li vede abbastanza spesso (Natale, Pasqua, estate – le 3 classiche) e quindi non fa tragedie, è tranquillo. Naturalmente ogni bambino é a sè e quindi bisogna vedere come reagisce il tuo e bla bla bla… 🙂 Ciao, a presto! E.

  6. Guten tag! Mi sono divertito un mondo a leggere il tuo articolo di settembre “o tu persona tedesco-studiante” beh, che dire, condivido molto ciò che dici, anche se a me i cambiamenti di genere nelle parole e la dieresi sulle vocali, non mi hanno sconvolto perché vi ero già abituato con il francese e lo spagnolo (el zorro-la volpe) nemmeno per i 3 generi dell’art., ma quando sono cominciati i 4 casi (akk, gen, nom. dat.) mi è venuto in mente il latino…mai fatto, ma sapevo che ne aveva sei (6) e la costruzione MACCHINOSA delle frasi, che mi faceva venire in mente, nel dativo e nell’akk. la matematica…che ho sempre detestato! Lasciai perdere, nonostante avessi avuto il babbo che parlava tedesco (e pure bravo in matematica… ma ormai era troppo anziano per insegnarmi ) e nonostante mi affascini ancora oggi, il “buchstabieren” secondo me, il più chiaro e facile di tutti, anche dello spelling ing. dove se non lo parli a menadito, rischi di sillabare una lettera per un’altra. Ripresi ing. e fra. ma anche per quest’ultimo, se non sei in Francia, non finisci mai d’imparare, MA PROPRIO MAI, c’è sempre qualcosa che non sai nei modi di dire, o vieni corretto nella pronuncia, nello scritto..Tschüss 🙂

    • Grazie Michele di questo dettagliato commento a blog chiuso.:-) Io col francese ho un rapporto di odio-amore e lo trovo veramente delirante (per ogni regola, ci sono cofane di eccezioni!). Ciao E

  7. Tra qualche settimana ci sarà un italo-russo in più a Monaco (barzelletta?) che per ora non sa una päröla o quasi di tedesco. Informatico 41 anni in cerca di casa e conoscenze. Ciao a tutti!

  8. ciao eireen! tra le mille ricerche su monaco sono capitata nel tuo blog, che trovo molto interessante 🙂 io sono una ragazza pugliese di 24 anni laureata in infermieristica, diplomata in lingue e con il mio compagno vorrei trasferirmi a monaco perchè so che la mia figura professionale è molto ricercata. purtroppo il mio ragazzo non parla una parola di tedesco, ma ho letto che tuo marito ha frequentato una scuola di lingua gratuito finanziato dall’Arbeitsamt. se ti è possibile potresti darmi più informazioni in merito? te ne sarei molto grata. Sicuramente sarai sobbarcata di richieste e email, ma spero potrai trovare il tempo per rispondermi 😉 grazie mille

    • Ciao Raffaella, sì è giusto, mio marito ha fatto un corso finanziato dall’Arbeitsamt. Bisogna appunto presentarsi di persona all’Arbeitsamt e spiegare che si vorrebbe tanto lavorare, ma non si sa la lingua. Bisogna chiedere se per caso loro offrono corsi di tedesco (non te lo dicono spontaneamente). Dopodichè si viene assegnati a una corso pagato da loro, che può essere full-time o part-time, dura alcuni mesi ed è a frequenza obbligatoria. In bocca al lupo! E.

  9. Ciao Eireen!
    ho letto alcuni articoli sul tuo blog e mi piacciono molto.
    Tra un paio di giorni vengo a Monaco a lavorare in un hotel, per i mesi di AGosto e Settembre.
    Oltre alle preoccupazioni varie della nuova esperienza che mi attende :), mi chiedo come sia l’estate a Monaco: è davvero tanto fredda?
    Perchè io sono una persona molto freddolosa, come te da quanto ho potuto leggere, e non so cosa mettere in valigia 🙂
    Ti ringrazio dell’attenzione,

    un saluto, Alessia

    • Ciao Alessia, grazie dell’apprezzamento. Che dire… sì, l’estate a Monaco è fredda, o meglio fresca. Le temperature sono molto variabili, sia da un giorno all’altro che all’interno della stessa giornata. Si può cominciare con 10 gradi al mattino e salire a 25 nel pomeriggio (o anche restare sui 10 per tutto il giorno!). Poi ci sono le giornate caldissime in cui fanno 34 gradi o anche di più. Diciamo che la caratteristica principale del tempo qui è l’imprevedibilità. Inoltre piove spesso. Direi di mettere in valigia sandali, vestiti leggeri e freschi ma anche felpe, jeans, maglioncini e scarpe chiuse. Oltre ad un ombrello, ovviamente. Spero di averti aiutata. Buone vacanze! E.

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