La visita pre-scolastica di screening obbligatoria di Fantozzi

In Germania non è detto che i bambini debbano andare a scuola nell’anno in cui compiono sei anni. Ci possono essere diversi motivi per i quali il pargolo farà il suo ingresso un anno più tardi nel mondo della frequenza obbligatoria. Può succedere e qua non v’è nulla di strano al riguardo. Alcuni bambini vanno a scuola a sei anni, altri a sette e fine della storia. Tuttavia quando ho raccontato questo fatto ai parenti italici, la cosa ha suscitato un mezzo scandalo e molta molta perplessità. In Italia, infatti, i piccoli, raggiunta l’età di circa 72 mesi, devono andare a scuola. Che siano pronti o no. Qua è diverso, anche se a noi pare difficile da capire. E per essere sicuri sicuri sicuri che il bambinello adorato sia davvero pronto per il grande passo che cambierà la sua vita e quella dei suoi genitori, i tedeschi lo sottopongono anche un’approfonditissima visita medica obbligatoria. Sì, visita medica. Sì, obbligatoria. In pratica l’anno precedente l’ingresso a scuola del proprio bambino o bambina, si riceve a casa una lettera in cui viene fornita una spiegazione del perchè e percome di questa visita e si viene invitati a telefonare all’ufficio igiene per fissare l’appuntamento. Ma non si può telefonare a caso eh. No. “Tutti i bambini nati nel mese X dell’anno Y: telefonare per prendere l’appuntamento tra il 15 e il 30 marzo dell’anno prossimo.”. In pratica ti danno l’appuntamento per prendere l’appuntamento, cosa che tanto piace ai nostri organizzatissimi amici teutonici. Bene, allora il genitore solerte telefona e fissa l’appuntamento, che, va da sé, sarà in orari da ufficio (tanto la mamma non lavora no? E quindi che problema c’è?), quindi gli toccherà prendere un permesso, uno dei tanti che devi prendere di continuo per accompagnare il pargolo alle milioni di visite mediche a cui qua i bambini vengono di continuo sottoposti. Fin da quando nascono, infatti, i pupattoli dovranno andare incontro ad una serie di controlli medici obbligatori a cadenza regolare, le cosidette U Untersuchungen (dove U sta appunto per Untersuchung, cioè visita medica). C’è la U1, la U2, la U3 e via di seguito, manco fossero nomi di  linee di metropolitane. Il risultato di ciascuna visita viene quindi certificato e accompagnerà il bambino per sempre nel suo percorso di vita. Questo serve ovviamente a fare emergere eventuali problemi nello sviluppo e, nel caso, ad intervenire tempestivamente. Da noi in Italia l’intera vicenda è presa, a mio avviso, molto più sottogamba e infatti ho conosciuto nel Belpaese diversi bambini i cui problemi sono stati scoperti quando ahimè era troppo tardi per porvi rimedio, perché “nemmeno il pediatra se n’era accorto!”; e allora il piccolo si è dovuto tenere i suoi casini. Vabbeh. Torniamo a noi. Il giorno della visita medica pre-scolastica di screening obbligatoria di Fantozzi, ci si presenta all’ufficio igiene con il bimbo, il suo libretto delle vaccinazioni, che devono essere state fatte tutte – qua, mi pare di capire, c’è poco spazio per le proteste sociali degli anti-vaccinisti, ma potrei sbagliare – il suo libretto giallo con sopra tutti i risultati delle U Untersuchungen e soprattutto il risultato della U9 Untersuchung, quella immediatamente precedente l’ingresso a scuola, la più importante. Il bimbo viene quindi ribaltato come il classico calzino, in quanto viene pesato, misurato in altezza e circonferenza cranica, gli vengono fatte prove dell’udito e della vista, gli viene chiesto di contare fino a dieci, di disegnare, di riconoscere alcune immagini e poi viene sottoposto a vari altri test più o meno ameni. Alla fine, se non v’è stato nulla di particolare durante questo primo screening, si può andare via felici. Se invece c’è stato anche il minimo inghippo, bisogna fare un ulteriore passaggio e cioè andare da un medico vero e proprio (quella di prima era un’infermiera), sempre lì all’ufficio igiene. Per esempio, nel caso del bambino bionico, l’infermiera s’è accorta che con l’occhio destro il piccolo, pur portando gli occhiali, non riusciva a leggere le ultime due righe della tabella per la prova della vista. Allora la dottoressa ci ha consigliato di andare dall’oculista per un controllo (l’ultimo era stato sei mesi prima). Io ho pensato dentro di me: “Beh andremo a Natale dal nostro oculista in Italia, come sempre. Faccenda risolta”. Mi ero illusa troppo presto. La dottoressa mi ha consegnato un foglio, pregandomi di consegnarlo a mia volta allo specialista degli occhi, che lo dovrà compilare con i risultati della visita e poi timbrarlo e firmarlo. Poi io lo dovrò faxare compilato all’ufficio igiene. Ovviamente questo ha escluso subito la possibilità del medico in Italia. Echeppalle, lasciatemelo dire. La duemilionesima visita medica! Arrivata in ufficio quella mattina, ho fatto subito partire un sondaggio d’opinione tra i colleghi genitori: “Tu dove porti il tuo pupo dall’oculista? Da nessuna parte? A chi potrei chiedere allora? Hai mai sentito di uno in zona? Me lo consigli?”. E poi giù dell’ennesimo appuntamento da prendere, sempre in orario da ufficio (ma quando lo capiranno che non è vero che le mamme sono tutte a casa full-time a prendersi cura della prole?). Poi bisogna ricordarsi di faxare il risultato della visita pre-scolastica alla scuola del bimbo, così sanno che la visita è stata fatta. Poi c’è la copia per noi, da archiviare nel faldone “Documenti Germania bambino bionico”. Poi c’è la copia per il pediatra, quella per il farmacista, quella per la donna delle pulizie, quella per il vicino di casa, per la nonna, per l’edicolante che ci vende il Topolinen, per il panettiere (ok, tutte queste ultime sono degli scherzi). Se ne esce vivi? si domanda alla fine di tutto il genitore smarrito. Forse no.

Per fortuna che di visite pre-scolastiche, come di mamme, ce n’è una sola!

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13 risposte a “La visita pre-scolastica di screening obbligatoria di Fantozzi

  1. L’appuntamento per prendere l’appuntamento è il massimo della comicità!

  2. Dici che posso fare un ballo tribale di ringraziamento alla divinità per non aver mai abbisognato di controlli medici finchè ero in Deutschland? Non avendo nemmeno l’ombra di figli poi…Certo è che alcune volte la loro eccessiva attenzione al protocollo li rende ridicoli ai nostri occhi, però con la salute meglio un controllo in più che in meno. Da noi si sta lentamente tornando alla medicina “magica”: sto male sto male dice il paziente. Colpa del tempo, hai le manie risponde il medico. Tant’è.

    • Guarda, anche io in generale preferisco un controllo in più che uno in meno, che magari risulta poi fatale o quasi (intendo il controllo in meno). Certo quando esagerano con sti controlli qui in Germania, ti rompi le scatole alla grandissima. Ma se pensi ai medici italiani, abituati a dirti: “Mah sará che stai male perché è lunedì”, ti consoli subito. Io mi ricordo un periodo della mia vita in cui avevo continuamente sinusiti e bronchiti. Vado dal mio medico di base a chiedere spiegazioni. Lui: “Stai invecchiando!”. Arrivo in Germania e mi faccio visitare. Saltano fuori un’asma, poi curata col cortisone, e un virus che mi si era installato in corpo e mi faceva venire la tracheite al primo colpo di aria condizionata. Certo, sto proprio invecchiando, come no! Potrei citare altri esempi, ma mi fermo.

  3. Mi sfugge il senso di tutta questa procedura. L’oculista certificherà che il bambino ci vede un po’ meno dall’occhio destro.
    Ma come può tutto ciò interessare al medico che fa la visita medica prescolastica? Se non ci vede più che bene non lo ammettono a scuola? Lo fanno entrare a 7 anni? Hanno paura che la minor potenza dell’occhio sia dovuta a un tremendo virus mutante che ucciderà il resto della classe non appena il BB metterà piede nell’aula? Mah

    • Caro Clarke, credo che l’oculista scriverà che il bambino ha sul serio una diminuzione della vista e che lui consiglia di cambiare la lente. Il fax serve a garantire all’ufficio igiene che la visita è stata fatta davvero e che il bimbo è controllato e quando andrà a scuola non avrà problemi di vista. Almeno credo che sia questo il ragionamento che ci sta dietro. 🙂

  4. Io porto il mio una volta ogni 6 mesi dall’oculista, ma solo perchè mio marito da piccolo portava gli occhiali. La visita consigliata è verso i 7 anni. Per il resto mi hanno solo chiesto di fare il richiamo di vaccinazioni prima che iniziasse le elementari. (A 15 anni però vorrei non farglielo fare, con tutto quello ke si sente di possibili effetti collaterali.
    La via di mezzo per quanto concerne la salute e la prevenzione è sempre la migliore. Non ti stressare per i permessi che devi prendere in ufficio, come si potrebbe fare diversamente? Mi lascia perplessa invece la notizia di pochi giorni fa di quasi 8000 bambini intossicati nelle mense scolastiche tedesche. Mi cade un mito di perfezione.
    Il Termin per il Termin è troppo forte mi è capitato spesso pure a me
    katia

    • Ciao Katia! Esprimo parecchia perplessità sulla visita oculistica a 7 anni, che mi pare davvero tardi. Qui in Germania vedi diversi bambini già all’asilo nido con gli occhialini. Segno che la vista è stata controllata precocemente. Sui vaccini si potrebbe parlare parecchio. Quando ero incinta, andai a diverse conferenze sul tema vaccini ed effetti collaterali. Io e mio marito abbiamo pensato e ripensato, poi abbiamo deciso di farle tutte. Questo perché sapevamo giá di volerci trasferire all’estero e col bimbo non vaccinato avremmo potuto avere problemi.
      Per quanto riguarda i permessi, per fortuna il mio capo non fa una grinza quando gli dico che arriverò tardi o uscirò presto a causa di visite mediche per il bimbo. Però che stress dover chiedere di continuo!
      Sull’intossicazione, ho sentito la notizia alla radio stamattina e mi sono domandata anche io come sia potuto succedere! 😉

  5. Perfetto!!
    Solo una nota. I miei bimbi non sono vaccinati, e non mi hanno sollevato obiezioni quando ho spiegato perchè.
    La Germania è il primo paese in Europa che ha tolto l’obbligo dei vaccini, anche se li consiglia.
    Vi faranno firmare un foglio di responsabilità, e la storia finisce lì.
    Esperienza personale.

    Ciao.

  6. La scuola tedesca……. la mia grande delusione!
    Non ricordo esattamente se questa visita di cui parli è la stessa che serve per dichiarare il bambino “maturo per la scuola” o se la maturità viene stabilita con una seconda visita.
    In ogni caso, ho scoperto col tempo che non tutti i bambini vanno a 6 anni a scuola, anzi la maggior parte ci va un anno più tardi. Di conseguenza è facile trovarsi con la maggior parte dei compagni di scuola, di un anno a volte 18 mesi, più “maturi”. Questo crea non pochi problemi nel corso degli anni, tanto da farmi dire che, a saperlo prima, avrei volentieri rimandato di un anno la scolarizzazione.
    Buona giornata a tutti!

  7. Ciao Elle, nel nostro caso il fatto che il bambino non fosse pronto per la scuola, l’abbiamo deciso noi genitori. Le tate dell’asilo e anche le future possibili maestre dicevano che poteva andare, ma noi abbiamo preferito aspettare e finora sembra che abbiamo avuto ragione. Il fatto è che molti bambini nati in agosto (ma non tutti) vengono mandati a scuola quando compiono 7 anni, ma non vi sono obbligati. Alla fine è sempre il genitore che decide. E nel nostro caso, si è rivelata una fortuna.