Paziente privello, paziente fortunello. O no?

In Germania il sistema sanitario funziona, detto molto in soldoni, che si può essere un paziente pubblico oppure un paziente privato. Immagino s’intuisca la differenza. I pazienti privati pagano di più, tramite una bella cifretta mensile e, quando si recano dal medico di base o dallo specialista, pagano la tariffa intera. Ovvero si vedono recapitare a casa una fattura che dovranno saldare entro, a seconda dei casi, una settimana, quindici giorni, un mese. Dopodichè girano tutto alla loro assicurazione privata, la stessa che si è intascata la cifra mensile di cui sopra e questa provvede a rimborsare. A seconda del tipo di prestazione ricevuta e del tipo di rimborso concordato, il paziente si ribecca indietro – dopo due o tre settimane e se l’assicurazione non tira fuori cavilli – tutta la somma spesa o gran parte di essa. Che detta così, a uno viene da pensare: “Che figata! Mi posso rivolgere a tutti gli specialisti che voglio, spendere quello che mi pare e poi vedermi rimborsato.”. Frena, frena, frena. Non è proprio così. Intanto bisogna vedere quanto hai speso e quanto di ciò che hai sborsato ti torna indietro. Insomma, un contributo da parte tua ci scappa quasi sempre. Poi ci sono i tetti annuali o biennali. Per le visite specialistiche puoi spendere, esempio a caso, massimo tremila euro l’anno; il resto, te lo paghi tu. “Eeeeeh, tremila euro!!! Ma sono un sacco di soldi. Prima che io spenda tremila euro bisogna che mi vengano 25 bronchiti, 7 gotte, 8 gomiti del tennista, 1 calvizie, 2 disturbi alimentari. Vai tra!”. E invece no. Qua casca il primo asino. Se uno non è abituato alle tariffe che i medici applicano ai pazienti privati qua, rischia un infarto (e allora giù di ospedalizzazione con costi annessi e connessi e salasso garantito). Per esempio, può succedere di fare due visite dal pneumologo e vedersi recapitata a casa una fatturina da 700 euro. No, non ho sbagliato a digitare, non volevo scrivere 70. Volevo proprio dire SETTECENTO. Dopo essere svenuti, si passa a controllare il dettaglio del documento, le voci di spesa. E qua viene il bello. Si passa dai termini più facili, tipo “Visita generale degli organi” a quelli più astrusi e incomprensibili persino se fossero in italiano, tipo “Schmackfitzujnderierung”. Che uno dice: “Ma quando m’ha fatto sta roba il medico? E soprattutto che cosa cavolo è?”. Poi, indagando, si scopre che magari era una robina che l’infermiera ti ha fatto e tu non te ne sei nemmeno accorto; magari mentre eri girato per starnutire, ZAC, la gentile signorina te l’ha messo in quel posto. Nel senso che ti ha infilato una supposta anti-dolorifica e poi te l’ha messa in fattura. La cosa più stupefacente di tutte però, è la “Beratung”, che si può tradurre con “consigli” o “raccomandazioni”. Esempio. Vai dal medico di base perché hai il naso chiuso. Quello ti dice: “Si copra bene, mi raccomando!”. Beratung: dieci euro. Giuro, non sto scherzando, è tutto vero. E poi i dottori t’invitano caldamente a telefonargli, se hai domande/o dubbi. “Es gibt keine dummen Fragen” (non esistono domande stupide) mi disse il mio medico di base la prima volta che mi visitò. “Chiami quando vuole, sono a disposizione!”. E te credo: mi fai pagare cinque euro ogni domanda! A sto punto ti posso chiamare anche per chiederti quanto costano le mele al chilo e fastidio non te ne dò di sicuro. Il punto è che il sistema sanitario tedesco, mi par di capire, si basa parecchio sui privati, che pagano e stra-pagano le vacanze in Thailandia dello specialista e compensano i soldi che i pazienti pubblici non sborsano. Questi ultimi hanno diritto, se non sbaglio, a visite ed esami in gran parte gratuiti. Ovvio che nel momento in cui il medico ha davanti a sè un privato, farà di tutto per ciucciargli più soldi possibile. E allora giù di sorrisi a trentadue denti, strette di mano calorossime, interessamenti profondi a te come persona, tappeti rossi srotolati da schiavi stesi ai tuoi piedi – che poi ti mettono in fattura alla voce “srotolamento di tappeto tramite meccanismo umano a mo’ di conforto psicologico”- , bigliettini di auguri di buon compleanno e buona guarigione (mi è capitato, vi assicuro). E poi giù di esami e farmaci assolutamente inutili, ma fatti passare per vitali e indispensabili.

“Dottore, ho un callo.”

“Da quanto?”

“Mah saranno due mesi, solo che le scarpe mi danno fastidio”.

“Ussignur, due mesi? Ah qua ci vuole un laser eh. Un laserino tira via tutto.”.

“Per un callo?”

“Sì, per un callo. Guardi che in men che non si dica si può trasformare in tumore. Conoscevo una donna che è morta così eh. Infermiera, fissi un appuntamento per la signora per tre sedute di laser.”.

“Tre sedute per togliere un callo?”

“Bisogna andare in profonditá, per evitare recidive.”

“Recidive di un callo?”

“Lo chiama ancora callo? Lo chiamarei piuttosto carcinoma all’ultimo stadio. Veda lei. Ah e già che ci siamo facciamo le analisi del sangue. Spesso i calli si accompagnano a carenze di globuli rossi. A proposito, le emorroidi come vanno? Pomatina? Nel frattempo per il callo mi prenda le compresse Callosin, una al giorno; la pomata Sanopied, quattro spalmate al dì; le pastiglie omeopatiche Camminoben, tre al mattino, e fasci bene tutto il piede con la fascia Fasciapied. Ecco la ricetta, può comprare tutto in farmacia qua sotto. ”

“Scusi, ma è proprio necessario dottore? Tutto questo rumore per un callo?”

“Insiste ancora a chiamarlo solo callo?”.

Allora il paziente deve imparare a difendersi, a dribblare gli attachi del medico, a ignorare coraggiosamente i tentativi di essere spaventato, a ricusare analisi continue, ulteriori visite, controlli, approfondimenti, accertamenti. Pur di non andare più dal medico allora, impari l’autoguarigione quantica tramite il pensiero positivo, che sta venendo tanto di moda. Oppure, la prossima volta che ti viene un callo, te lo tieni.

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24 risposte a “Paziente privello, paziente fortunello. O no?

  1. Mi pare di ricordare un post di der pilger di un po’ di tempo fa che raccontava dell’inutilità della gran parte degli esami e degli interventi che ti fanno fare.

    Appena arrivato qua mi hanno consigliato di andare dall’istituto di medicina del lavoro, invece che dal mio medico, “che sono bravissimi e paghi pochissimo”.
    Poi è arrivata la fattura di 70 franchi per una visita di pochi minuti, più 36 franchi per una tisana.
    Ho mostrato allibito a qualcuno la rechnung arancione, il quale ha detto prontamente: “ma hai pagato pochissimo!”
    Quel giorno ho capito l’andazzo.

  2. Ommioddio mi sono spisciata dal ridere a leggere questo post. Effettivamente il marito teutonico che ne sa sempre una piu del diavolo ha smosso mare e monti per avere la sanita pubblica per tutta la famiglia. Per ora io ho fatto una visita specialistica a costo zero, cosi come il pediatra del bimbo. Dice sempre il marito che il problema delle assicurazioni private si pone poi con l’invecchiamento, perche piu anziano sei piu paghi (sempre previdente questo tedeschino, che si ritrova con una moglie gia mezza accasciata), puoi arrivare a pagare fino a 1000 euro al mese, proprio quando sei pensionato (se mai riceveremo la pensione). Insomma se si puo evitare la private health insurance va evitata ( a meno che non si abbia uno stipendio stratosferico).

  3. Non sono d’accordo. Io sono uno di quelli dell’assicurazione privata. Finché é tutto tranquillo, puoi benissimo andare dal medico pubblico, ci mancherebbe. Tuttavia, l’assicurazione sanitaria privata copre ed é pensata per le emergenze, dicasi: ti vuoi operare perché é successo o hai qualcosa (mi sto toccando…) e se vai di pubblico non puoi che aspettare (1 giorno o magari anche mesi in alcuni casi pure qui) e becchi il dottore che ti capita, oppure con l’assicurazione privata, zack, una settimana e ti scegli il medico. Certo, qualcosa magari paghi sempre come ha detto die Italienerin ma… che fate, volete risparmiare sulla salute quando serve?. Poi siamo d’accordo che per le visite di controllo, il check up annuale, il raffreddore e l’influenza, si fa tutto pubblico. sará che non ho piú 25 anni ma questi euro mensili li pago volentieri. Mi girano semmai a elica per i bolli di circolazione, le tasse varie, ecc… ma per la mia salute no di certo.

  4. Scusate l’ignoranza, ma uno in base a quale criterio sceglie se farsi l’assicurazione privata o andare sul pubblico? E ognuno può fare questa scelta?

  5. La beratung è incredibile! Complimenti ai medici tedeschi!

  6. Mah, ieri sera chiedendo al teutonico mi dice che tutti possono scegliere tra pubblico e privato. Secondo lui la privata conviene se sei single, perche paghi per una persona sola. Se sei una famiglia devi moltiplicare la polizza per ogni membro della famiglia (nella privata), mentre nella pubblica paghi uguale o una somma forfait che non arriva a quella moltiplicata della privata.
    Per i tempi di attesa, penso che quelli tedeschi siano nulla rispetto a quelli spagnoli di cui ho sofferto per vari anni. Il medico lo puoi scegliere anche con la pubblica, vai dove vuoi. La attenzione in casi di urgenza e’ un diritto inalienabile dei cittadini, percio anche nel pubblico ti devono vedere velocemente (all’ospedale si intende). Poi ognuno fa come crede. Comunque io a un certo punto ho spento il cervello quando parlava il teutonico, per cui mi fermo qui.

  7. Rispostone collettivo di Fantozzi. A quanto ne so io, avendo letto il post di Der Pilger citato da Clarke qua sopra, chi guadagna oltre una certa soglia può scegliere se rimanere con l’assicurazione pubblica, molto più economica, oppure farsi la privata, che ovviamente costa di più. Sempre a quanto ne so, chi è nel pubblico ha tempi di attesa più lunghi per le visite e, sempre per sentito dire, viene trattato un po’ a pesci in faccia dai medici. Personalmente la scelta tra pubblico e privato io non ce l’ho: il mio datore di lavoro mi “obbliga” al privato e punto. Mio marito è assicurato privatamente come me, in quanto da me “dipendente”. Ma non appena si troverá un lavoro, andrá finire nel pubblico e allora sarò curiosa di vedere la differenza.

    • Non so come sia adesso, ma nel pubblico a pesci in faccia non mi hanno mai trattata, anzi. Sicuramente i privati con quello ke sborsano (sborsate) li (vi) trattano meglio. Peccato ke il tuo datore di lavoro ti obbliga alla privata, dato ke la pubblica funziona strabene
      katia

    • Ok, grazie per avere portato la tua testimonianza. Io ovviamente parlo per sentito dire sul pubblico. Grazie ancora. Ciao! E.

  8. Io questo problema l’avevo evitato subito perchè risultavo dipendente dall’assicurazione sanitaria della IHK, quindi a me quel pensiero li è stato risparmiato. Ho avuto la gran fortuna di non essermi ammalato neanche un giorno, manco un raffreddore. Ma mi segno sta cosa per quando dovrò scegliere. Dilemmi esistenziali.

    • Bah, io invece mi trascinavo dall’italia una serie di malanni più o meno palesi, più o meno antichi che nel Belpaese nessuno mi aveva diagnosticato. Non malanni immaginari, robe vere. Solo che in Italia, credo, i dottori tendono molto al “Ma dai non è niente, suvvia” e così ti liquidano. Arrivo qui e scopro mille cavoli anche abbastanza seri. A sto punto ho ringraziato gli esami in eccesso, che perlomeno hanno permesso alle magagne di emergere e così mi sono potuta curare sul serio, ma adesso basta però! Tipo la pediatra che mi dice: “È un po’ che non facciamo una visita approfondita al bimbo. Prenda un appuntamento che lo guardo.” Ma per che cosa? Così per l’aria che tira, giusto per incassare 100 euro? Eh no cocca.

  9. E adesso che la BILD ulula che agli italiani penisse werden immer kleiner? Tutti gli expat di corsa a fare misurazioni accurate, eh!

    A.

  10. ciao! io al momento mi sento mooolto fortunata ad avere una meravigliosissima assicurazione privata che copre qualsiasi cosa.. nell´ultimo anno e mezzo non so come avrei fatto…tra i malanni che mi sento io, quelli che ho davvero e la gravidanza….
    la prima volta che lessi in fattura ” beratung , auch telefonisch, 10,72€” rimasi alquanto allibita…ecco il beratung :
    ” dottore, (ero incinta di tre mesi) ho delle fitte al basso ventre”. “ok”, mi risponde il ginecologo “venga subito in studio che la visito.”
    che poi queste fatture hanno, oltre i termini incomprensibili, anche incomprensibili moltiplicatori delle tariffe…

  11. Ho trovato interessante questo post perchè mi ci ritrovo, pari pari. Io ho avuto un’assicurazione privata per anni quassù in Germania. E anche io non l’avevo scelta, era imposta dall’istituto. Devo dire che per mesi ho pensato di essere costantemente sull’orlo di scoprire tumori e malattie incurabili. Ho fatto visite anche ogni tre mesi, accertamenti di cui non avevo mai nemmeno sentito parlare e analisi del sangue anche dal dermatologo. Poi ho cambiato lavoro, guadagno meno e ho voluto l’assicurazione pubblica. Mi hanno fatto un mare di storie, quando sei privato dopo, in teoria, non puoi passare più al pubblico. Io l’assicurazione pubblica la trovo buona, ci sono esami che non vengono rimborsati e allora decido se farli o no. Ne ho guadagnato in salute mentale certamente, le malattie incurabili non si sono più palesate e mi sento decisamente meglio.

    • Come ho giá detto altrove, all’inizio tutti quegli esami mi sono serviti a scoprire malattie latenti, ma adesso che sono più o meno a posto, trovo ridicolo che i medici continuino a propormi analisi e accertamenti di tutti i generi, anche per malattie che potrebbero eventualmente sorgere in futuro. A volte ti propinano visite anche così, per l’aria che tira. Tipo “Venga tra un mese che facciamo un check-up generale.” Ma un check-up de che? All’inizio ci cascavo, adesso molto meno!

  12. appleforever

    Sai com’è, pecunia non olet. Più esami fai, più guadagnano. Bel racconto, che mi offre due spunti interessanti (anche se abbastanza off-topic).
    Il primo, sono le vacanze in Thailandia… ossia nella mia terza o seconda patria, che consiglio a tutti di visitare. Penso che il costo maggiore di una vacanza nel regno del sorriso, sia dato dal viaggio in aereo (in particolare pensando ad una famiglia con figli). Per quanto riguarda gli alberghi, se prenoti su internet (da agenzie come agoda.com o booking.com o direttamente dai loro siti), e eviti periodi di altissima stagione (tipo fine dicembre inizio gennaio), penso che mediamente con 100 euro a camera a notte, colazione compresa, puoi prenotare in un hotel 5 stelle (e ti assicuro, per esperienza decennale, che la qualità degli hotel e delle camere – molto più grandi di quelle che trovi di solito in Europa – è eccellente). Trovi anche a prezzi molto inferiori delle sistemazioni decorose. Persino Bangkok è molto bella, se sai dove andare e come muoverti.
    Un’altro spunto me lo dai con il “quantismo” applicato alla psicologia, ossia come influire con la mente conscia sulla potentissima mente subconscia, per cambiare in meglio la nostra realtà (argomento di cui mi sto interessando ultimamente, partendo da molto lontano – lo spunto iniziale è stato: chissà cosa staranno mai studiando al CERN di Ginevra?… pensa te, quanto è piccolo il mondo – parto dai fotoni, quelli veri, ossia le particelle di luce, e arrivo alla meditazione). Se ti interessa l’argomento prova a guardare alcuni video di Alberto Lori (divulgatore scientifico che ha collaborato con superquark), che si è interessato di psicologia quantistica. Li trovi gratuitamente su youtube, se cerchi con albertolori24.

  13. Devo onestamente dire che, come assicurato pubblico, sono sempre stata curata benissimo e in tempi rapidi. Quando è stato il caso ho fatto esami approfonditi e non mi è mai capitato di dover pagare extra, fatta eccezione per le varie Vorsorge. I pazienti privati hanno il vantaggio di prendere subito un appuntamento, anche fuori dai canonici orari delle Praxis e con grande facilità si ritrovano a fare più esami dei necessari perchè sono la vera fonte di guadagno di uno studio medico. Per i pazienti pubblici si ricevono ca. 17- 20 € a trimestre, indipendentemente da quante volte il suddetto paziente usufruirà della prestazione medica in quel quartale. Con questa cifra si dovrebbero sostenere tutte le spese:dipendenti, affitto locali, telefono, riscaldamento, assicurazioni, cancelleria, ricette, siringhe, aghi, garze, garzine, garzette, strumentazione e macchinari, ecc… Quanto alla Praxisgebühr, quella va direttamente alla cassa malattia, al medico rimane il lavoro di contabilità, e la perdita di tempo per l’incasso e la relativa ricevuta. Ne va da se, che i pochi pazienti privati siano serviti, riveriti, coccolati e venerati e siano l’orgoglio di qualsiasi studio medico!

    • Grazie, Elle, del contributo al dibattito! In effetti quando arrivai in Germania due anni fa, mi accorsi subito di quanto fosse conveniente essere paziente privato. Mi venne una bronchite (in agosto!) e dovetti correre dal medico. Ignara della cultura tedesca, che impone l’appuntamento anche per andare al cesso, andai in uno studio medico e suonai il campanello, dicendo che avevo una gran tosse. Loro, scandalizzati, mi dissero che non potevano per nessun motivo prendere altri pazienti, perchè erano pieni. Io insistetti, perché stavo davvero male. Tra un’insistenza e l’altra saltò fuori che ero privata e… “Vado a parlare col medico, mi attenda. […] Ok, il dottore accetta, in via proprio eccezionale, di prenderla come paziente, dato che ha questa brutta tosse.”. Certo, proprio in via eccezionale, per bontà di cuore, per la tossona. Come no!