O tu, persona tedesco-studiante

È fatto universalmente noto, è cosa detta e ridetta, è certezza inoppugnabile da sempre che la lingua tedesca sia particolarmente impegnativa da imparare, parlare, ricordare (infatti, se non la si parla affatto per più di un anno, sarà circa come non averla mai imparata – tutto l’opposto che andare in bicicletta, insomma). Per esempio io , in 38 anni di vita, non ho ancora avuto l’onore di conoscere qualcuno che mi dicesse: “Imparare il tedesco? Ci ho messo tre mesi e mi sono divertito un sacco. Pensa che a volte, quando tornavo stressato dall’ufficio, mi facevo un bel bagno con le essenze di sandalo e mughetto e intanto mettevo in sottofondo il CD con la lezione sul Preteritum e le frasi secondarie. Uno spasso. Alla fine, spesso mi addormentavo in vasca, tanto ero in relax!”. Per dire, no?

Ovviamente ci sono varie sfumature di difficoltà nell’apprendere questa rigorosa lingua e così nel parlarla. Nel senso che, esempio, se siete una persona che parlava fin da piccola cinque lingue a causa dei trasferimenti continui di vostro padre in paesi diversi, vi sieteanche laureati in lingue straniere e queste  lingue sono l’inglese, il nederlandese, lo svedese, il finnico e l’islandese, beh credo che il tedesco lo parlerete così bene nel giro di soli sei mesi, da potervi far passare come ridere per un madrelingua. Se invece, sempre per fare un esempio, siete una persona cresciuta in uno sperduto paesino calabro, non vi siete mai mossi di casa, sapete così così anche l’italiano e avreste gli incubi di notte anche solo a imparare il francese a livello base, direi che potreste incontrare qualche difficoltá in più nell’assorbire la lingua di Goethe. Poi, va detto, io tendo un pochettino ad esagerare. Nel senso che, essendo in generale perfezionista, lo voglio sempre parlare come se fossi nata qui in Germania e non sono mai soddisfatta di quello che dico; spesso rimugino sugli errori che ho fatto (acc…ho detto mit die Schwester invece che mit der Schwester,  sarò sembrata una burina della grammatica teutone), vorrei avere usato una parola più adatta alla situazione (invece di dire “hanno caricato l’automobile sulla nave per spedirla via” avrei dovuto usare il verbo einschiffen che in tedesco significa proprio quello), non mi perdono i balbettii e le incertezze e via dicendo. Ma a parte il mio caso, che riconosco essere patologico, bisogna ammettere che la lingua in sé ha parecchie complicanze per noi italiani. Tanto per fare un esempio, mentre in italiano abbiamo due generi per i sostantivi, maschile e femminile, e di conseguenza due articoli determinativi, il/lo e la, i tedeschi hanno pensato bene che due non bastavano, che per essere più precisi e accurati, sarebbe stato meglio usare tre generi diversi, ovverosia udite, udite, il maschile, il femminile e…tadá…il neutroooooo (applausi). Ebbene sì.  “Ok” dice il temerario studente di tedesco, “allora vorrà dire che il maschile si userá pe r le cose maschili, tipo il bambino, il contadino, il sole; il femmminile per le cose femminili, tipo la bambina, la casalinga, la luna e il neutro per le cose neutre, cioè quelle non ben identificabili con uno dei due generi di cui sopra.”. Ah! Credevi eh? O tu ingenuo, o tu facilone. Così sarebbe troppo semplice. No, la mentalità che ci sta dietro è molto, ma molto più contorta e diabolica. I generi sono in realtà determinati a caso, quasi senza logica – almeno ai nostri occhi latini. La ragazza, das Mädchen, è neutro. Prime perplessità dello studente.  Il Sole, die Sonne, è femminile. La Luna, der Mond, è maschile. “Ok, per questi basta ricordarsi che è il contrario che in italiano” pensa ancora lo studente di prima. Ma non è finita. La testa, der Kopf,  è maschile. La gamba, das Bein, è neutro. Ciascuna parte del corpo ha infatti il suo genere specifico, assegnato praticamente a caso. Tutti da ricordare a memoria. La gonna? Der Rock, maschile. Chissenefrega se è una roba che si mettono le donne. Divertente, nevvero?

La struttura della frase in tedesco poi, tanto per dirne un’altra, è particolarmente rigida. Verbo in seconda posizione nella frase affermativa. Punto. “Ma proprio in seconda?” Si domanda lo studente smarrito. “Non si può fare un’eccezione, qualche volta?”. No, non si può. Verbo in seconda. Fine. Niente discussioni. O verbo in seconda o morte.  Mettilo pure in terza o quarta o decima, se ti va, ma ti farai istantaneamente identificare come Ausländer (straniero). E qua entra in gioco il menefreghismo personale. Fino a che punto, o studente, t’interessa parlare tedesco alla perfezione da subito? Preferisci parlare e basta, tanto per farti capire e poi il resto verrà col tempo  – atteggiamento che io consiglio caldamente –  oppure scegli di preferenza di concentrarti sullo strutturare frasi pulite, composte e appropriate alla situazione  – dove questo rischia di generare in te stesso insicurezze, paure e tremolii nella voce? Vuoi farti passare giá nei primi mesi di soggiorno in Germania come quello che vi abita da anni e potrebbe partecipare con facilità ad un concorso letterario o vuoi anche divertirti e quindi credi che sia fondamentale buttarsi e poi quello che succede, succede e le finezze si lasciano per il futuro? Lascio a ciascuno la sua personalissima risposta.

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50 risposte a “O tu, persona tedesco-studiante

  1. Grissino mobile

    Vogliamo ricordare anche che i nomi vanno scritti sempre maiuscoli e i giornali scrivono in un orrendo passato remoto che nella lingua parlata è quasi sconosciuto? Uhm comunque la cosa più angosciante sono gli articoli senza alcun dubbio

    • Concordo. In realtà dopo avere pubblicato il post, mi sono venuti in mente altri esempi a bizzeffe, ma ormai era tardi. È che se uno vuole elencarle tutte, le difficoltà di questa lingua, ci vuolei un tomo pesantissimo! 😉

  2. Moh lo giro alla figliola e vediamo che ne dice, futura diplomanda al linguistico…ahahahahahahah…ma chi ci crede…

    A.

  3. e le preposizioni con dativo,accusativo o tutt’e due a seconda dei casi???!!!? :/
    solo una mente malata puo’ pensare queste cose…. 😉

  4. E vogliamo parlare delle declinazioni dei sostantivi e degli aggettivi? Che al singolare sono coli e al plurale colà? Sorvolando di quando sono al nominativo o all’accusativo/dativo. E i 7 modi per costruire il plurale, totalmente arbitrari che ti tocca studiare a memoria articolo e plurale??? Avranno meno tempi verbali dei nostri, ma ragazzi…si complicano la vita dall’altro lato…

  5. Io, come già sai, sono per tuffarsi nell’acqua alta e provare a nuotare. Nel frattempo un poco si berrà ma, alla fine, probabilmente si imparerà almeno a stare a galla.

    Per quanto riguarda i generi delle cose, anche in italiano ci sono scelte incomprensibili e apparentemente casuali, derivate da chissà quale strano percorso storico linguistico. Per esempio, se le gambe sono femmine perché i piedi sono maschi? E se un braccio è maschio, perché due sono femmine? Sono domande filosofiche le mie! 😛

    Noi italiani però abbiamo avuto almeno il buon senso di abbandonare il neutro latino.

    • Le tue domande filosofiche le comprendo, Jane, ma almeno concorderai in italiano è più semplice. Mi spiego. La gamba finisce in A, quindi è femminile. In tedesco non puoi dire “Das Bein finisce in N, quindi è neutro”. Certo, ci sono alcune certezze, tipo “Tutto ciò che finisce in UNG è femminile”, ma non sono tante. Per contro, nello strutturare la frase di certezze ve ne sono parecchie; pure troppe da ricordare! 😉

  6. Per non parlare delle parole che nella domanda sono intere e nella risposta si dividono…di solito sono quelle che iniziano
    con auf,aus,etc…
    Sarà dura…aaah se sarà dura! 🙂

    • Ah quelle sono le più divertenti. La cosa più tremenda è riuscire a sapere quando si dividono e quando invece no. Dopo un po’ incameri l’informazione e ti viene naturale, ma all’inizio è una tortura!

  7. Sembra strano, ma il tedesco pur essendo una lingua germanica per definizione, ha una base di grammatica ricavata dal latino, ad esempio il neutro, le declinazioni, la posizione del verbo non sono altro che grammatica latina!

  8. Anche io cerco di parlarlo per bene il più possibile, il che fa spalancare la bocca agli amici svizzeri, i quali lo parlano sì fluentemente, ma con le loro regole che esulano totalmente dall’hochdeutsch. Non capiscono la differenza tra il dire in modo grammaticalmente corretto frasi basiche da corso A1, e il parlarlo bene fluentemente.
    Verbo in seconda posizione, ma ricordarsi pure di mettere i complementi di tempo prima di quelli di modalità, che a loro volta vanno prima di quelli di luogo. Almeno così mi pare di ricordare.

    Riguardo al “buttarsi”, ho sentito fin troppe persone dire di aver paura di rendersi ridicoli provando a parlarlo prima di essere ben eruditi.
    Erano tutte persone non emigrate.

    • Quello dei complementi al posto giusto è per me ancora un ostacolo. Nel parlare, me ne frego e li metto nella sequenza che mi viene, giusta o sbagliata che sia. Ma nello scrivere ci tengo a stare attenta e allora sono capace di metterci un quarto d’ora per comporre un’e-mail di tre righe con scritto “Vorrei ordinare un catering freddo per 50 persone per domani da consegnare nella sala riunioni centrale alle 12:00” e cercare di capire se devo dire prima che il buffet è per domani o se si volge nella sala tot etc… Una follia.

  9. E vogliamo citare il TeKaMoLo (Tempo, causa, modo, luogo)… cmq anch’io sono per il buttarmi, ognitanto riesco anche ad azzeccare qualche declinazione!

    • Ussignur, il TeKaMoLo l’avevo proprio rimosso. Nonostante i miei lunghi anni di studio delle lingue straniere. O forse proprio per quelli! Comunque d’ora in poi ne farò tesoro. TeKaMoLo forever!

  10. Mi sa che era meglio non leggerlo questo post per me! Bene, sono pronto ad affrontare queste millemila difficoltà, almeno adesso so a cosa vado incontro!

  11. Cara Eireen.. ho seguito per nove mesi, due sole ore a settimana una madrelingua tedesca, e ancora tutto mi angoscia. E io che pensavo bastasse arrivare a catalogarsi ad esempio A1, che vuol dire saper chiedere un tavolo, ordinare un wrustel e pagare il conto, che sciocca! Adesso che mi sono trasferita a Monaco (ebbene sì siamo arrivati 🙂 🙂 ) succede questo: inizio a masticare il mio bel tedesco maccheronico (il problema è che poi mi rispondono come se fossi nata qui, eppure lo sapranno no che mi mettono in difficoltà?) ed è un continuo scusi, ripeta più piano, non ho capito, forse è meglio l’inglese.. O.O. E poi inizio già a perdere alcune parole in italiano.. non so come mai ma le sto perdendo..
    E mi ritrovo a dover affrontare alcune questioni burocratiche vitali, tipo la scuola di mio figlio, l’apertura del conto in banca, nel panico! Finora ho avuto la fortuna di trovare native italiane che mi hanno preso sotto la loro ala protettrice, ma non so quanto durerà. Ma sai una cosa? Meglio se me ne sbatto della perfezione, perchè se no non combino niente. Preferisco farmi additare da quello dei traslochi, ma intanto ha capito che è meglio mandarci le mail, e tentennare finchè non spiegherò le ali, tra il tedesco, l’inglese, lo spagnolo, l’italiano, e qualche gesto 😉 Ma un successo l’ho già conquistato: odiavo il tedesco, e non ho mai pensato di poterlo imparare, ora non vedo l’ora. Il mese prossimo inizierò il mio corso intensivo, e forse, potrò capire cosa sono quegli strani piatti bavaresi, anche prima di averli assaggiati..! 🙂

    • Buongiorno Terry e benritrovata! Benvenuta nella Weltstadt mit Herz! Mi aspetto sempre quell’invito per un manicaretto nel tuo bistrot 😉 Quello che scrivi conferma quanto io spesso ripeto e straripeto, a volte prendendomi pesci in faccia e insulti dai commentatori: senza tedesco a Monaco non ci si muove. O meglio ci si muove, ma ci vuole l’interprete attaccato al sedere di continuo oppure bisogna usare scorciatoie tipo l’inglese (chi lo sa), che però qui non tutti conoscono a un buon livello. Insomma sbrigarsela non è agevole. Poi può essere divertente, emozionante, istruttivo e mille altre cose. Ma agevole no. Comunque vedrai che stando a contatto con i nostri amici crucchi e la loro lingua “Tag und Nacht”, nel giro di qualche mese ti stupirai dei tuoi stessi progressi e potrai stringerti la mano da sola per la tua bravura. Occorre pazienza, ovvio. Soprattutto per capire, dato che qui in Baviera hanno un accento che… te lo raccomando. I primi tempi anche io, avendo scordato gran parte della lingua teutonica, mi arrangiavo molto con la mail e con il Google traduttore. Inoltre non giravo mai senza un mini-dizionario in borsa. Oggi, due anni dopo, sono fiera di poter dire che il dizionario non mi serve quasi più. Sono certa che anche tu un giorno potrai dire lo stesso e ti guarderai indietro soddisfatta del risultato raggiunto! Buon proseguimento! E.

    • Ciao Terry, anche io vorrei iniziare un corso intensivo di Tedesco (anche io arrivata a Monaco da un mesetto). Tu dove lo farai? Devo iniziare a cercare. Quando parlo alle maestre d’asilo di mio figlio mi fanno delle faccie…come dire, riprova, sarai piu fortunata!

    • Elena, hai provato a sentire alla Volkshochschule? http://www.mvhs.de/Deutsch_Migration_und_Integration–1965.htm Fanno tanti di quei corsi di tedesco a qualunque livello, a qualunque ora, per qualunque esigenza, a prezzi così stracciati, che non saprai da che parte iniziare! 😉

  12. Grazie! Vado a fare il test in Ottobre per vedere a che livello mi mettono (nel sottosuolo suppongo…)

  13. Ciao Elena, io ho scelto la Deutsch Accademy, buon livello e costa il giusto, ma anche quella che ti ha indicato Eireen è valida.
    Il bistrot! Non sai che avventura… dopo appena due mesi ci hanno contattati (come in Italia certo!) dicendo che erano spiacenti ma ritenevano da attento esame, che il posto non facesse al caso nostro, essendoci lì un altro italiano, che poi il fatto di appartenere a regioni diverse non li ha nemmeno sfiorati, vabbè! Ma comunque avrebbero tenuto la domanda aperta x un anno, in caso fossimo interessati altrove ( proprio come in Italia)! Ci avevamo messo una pietra sopra.. finchè esattamente tre giorni fa.. ci scrivono che se siamo sempre interessati ci troviamo lì il 4 ottobre e ne parliamo!!!!! Ci mancava poco che non ci venisse un coccolone 🙂 E siccome in parte è anche merito tuo.. sappi che sarò onorata di poterti avere come ospite 😉 Ok sono off topic ma voglio solo dire che è proprio vero.. qui è un altro mondo. ❤

  14. Ciao,sono nuova e io e la mia famiglia stiamo seriamente pensando di aprire un caffè a monaco.tu hai aperto un bistro?

  15. sono arrivata da pochi mesi e mi rendo conto che senza una minima conoscenza della lingua la laurea la posso anche accantonare:mi offro come aiuto in cucina se dovesse servire…. 😉

  16. …e perche´no?!!? mi piacerebbe conoscerti,sei una persona positiva ed infondi ottimismo. 🙂

    • Ossantocielo, credo di poter classificare questo come uno dei più bei complimenti mai ricevuti. GRAZIE!!! Sul serio.

    • Ciao Erica e Roberta.. no non ho ancora aperto alcunchè 🙂 ma spero di farlo presto.. Non so ancora niente sul versante tecnico/pratico, ma sarà una cosa piccolina, a conduzione familiare… magari un giorno quando saremo diventati “grandi” perchè no 😉

  17. grande,ahime,lo sarei gia’ da un pezzo….ma quello che conta è conservare il proprio fanciullino interiore no?????? 😛
    ragazze io son qua,quando volete fatemi un fischio. 😉

  18. In tedesco gli esseri di sesso maschile sono generalmente (vi è qualche eccezione) anche di genere maschie, e così quelli di sesso femminile sono di genere femminile. Gli oggetti inanimati possono essere invece maschili, femminili o neutri.

  19. Considerando che molte strutture hanno origine latina, parte avvantaggiato chi ha studiato un po’ di latino a scuola, anche per individuare meglio i complementi all’interno di una frase. Personalmente io trovo molto difficili in tedesco le preposizioni che sono tantissime e che possono anche essere parte dei verbi separabili. Per quanto riguarda i generi dei sostantivi anche in italiano ci sono molte cose bizzarre (per es. il ginocchio, le ginocchia), purtroppo bisogna impararli quasi tutti a memoria.

    • Buongiorno Kaisertrainer e benvenuto! Io infatti avevo studiato latino a scuola e quindi, quando sono incappata nei casi tedeschi, non ho trasecolato più di tanto. Ciò però non mi ha evitato fatiche future. Si tratta pur sempre di una lingua astrusa e complessa…

  20. Ciao Eireen, ho scoperto oggi il tuo blog e mi piace tanto. Mi trasferisco a Monaco a breve e studio tedesco da autodidatta da 6 mesi. Anch’io ho una paura matta di fare brutta figura..odio esprimermi malamente!! ma chissà che tu non abbia ragione…..

    • Col tedesco o ci si butta o si muore. Sul serio: chi aspetta di parlarlo bene per aprire bocca (come me), finisce per non riuscire a dire nulla per anni. Diffidate da questi atteggiamenti ! 🙂

    • appleforever

      Parole sante! Aspettassi di parlare il tedesco perfettamente, non aprirei mai bocca. Dopo averlo dovuto studiare un bel po’ di anni sono arrivato alla conclusione che è una lingua impossibile da imparare perfettamente, a meno di essere superdotati proprio per questo idioma. Le uniche persone che conosco che lo hanno assimilato perfettamente, sono quelle che hanno avuto almeno un genitore lingua madre che gliel’ha insegnato fin dalla più tenera età.
      Il mio obiettivo è cercare di capire il cuore del messaggio, e farmi capire. Mi capita, spesso senza accorgermi sul momento, di iniziare una frase in tedesco e finirla in inglese, o mischiare le parole dei due idiomi. Ciò non mi ha mai causato particolari problemi, specialmente se parlo direttamente con l’interlocutore (il telefono, se posso, lo evito). E se la persona con la quale sto conversando, come spesso accade, parla un’altra lingua che conosco, non esito a passare immediatamente all’altro idioma, così da evitare malintesi.

    • Caro Apple, dopo un’infanzia passata a parlare (anche) tedesco, dopo una laurea in tedesco e dopo due anni in Germania, sono giunta alla tua stessa conclusione: il tedesco è una lingua impossibile da parlare perfettamente. Non ci sono cavoli. E per quanto riguarda il telefono, se posso lo evito anche io; ma devo ammettere che, se posso, lo evito anche in italiano, dato che mi mette parecchio a disagio. 🙂

    • appleforever

      Mi consola sapere che esiste qualcuno che non adora il telefonare ;). Ho un rapporto quantomeno ambivalente con questo oggetto. Pur preferendo di gran lunga altri mezzi di comunicazione (e-mail, sms, messaggi di qualsiasi tipo – che almeno ti lascian la libertà di leggerli, comprendere il motivo del contatto, e rispondere quando vuoi), se devo chiamare io – decido quando e come farlo – allora mi può anche andar bene. Odio visceralmente le chiamate in entrata: le ritengo una vera e propria aggressione, da evitare il più possibile. Grazie alla tecnologia attuale, che permette di vedere il numero di chiamata, valuto se rispondere subito o meno, e se eventualmente richiamare. Numero anonimo? S’attacchi. Numero sconosciuto, e non rintracciabile in internet? Pure. Numero rintracciabile – dipende. Se riesco a percepire il motivo, vediamo. Altrimenti, come prima (in questo modo escludo tutti i tentativi di promozione di qualunque cosa). Numero conosciuto, ma al di fuori della cerchia dei pochissimi “da rispondere sempre e subito”? Anche lì, dipende. L’Iphone (che utilizzo per leggere e-mail, navigare in internet, come navigatore, ecc…, e quasi mai per telefonare) lo tengo sempre sul silenzioso – che così non mi disturba neppure involontariamente e per sbaglio, neppure chiamasse… la Merkel? (seee, perchè chiamerà me…). E se vi togliessero la funzione telefono, mi andrebbe bene ugualmente. Al fisso non rispondo praticamente mai, a meno che sia una persona ben precisa che mi chiama, unica eccezione ammessa. Pensare che son nato in un periodo in cui internet non esisteva, e neppure i telefoni mobili – c’eran solo i fissi col un meccanismo rotante per comporre il numero (che non saprei come chiamare, ma ci mettevi una vita, e se sbagliavi dovevi ricominciare daccapo), e non sapevi mai chi ti chiamava.
      Adoro la tecnologia e i suoi progressi ;)).

    • Beh io non amo il telefono in quanto sono timida e di conseguenza, mi mette a disagio dover parlare con qualcuno che non vedo. Certo, se arriva una chiamata in entrata, rispondo, a meno che io non sia impossibilitata, ovvio. Perchè alla fine è anche vero che comunicare per e-mail non è la stessa cosa: si possono equivocare i toni e le frasi e i chiarimenti si possono fare lunghi. Ma comunque visto che viviamo in terre libere, che ognuno faccia ciò che desidera: evviva la possibilità di scelta (se telefonare, scrivere o andare di persona).

    • Ad Appleforever: la penso esattamente come te! Rispondo volentieri a tante emails ma il telefono proprio mi irrita da morire, col risultato di sembrare nervosi ogni volta che si parla!

  21. Aggiornamento: ho passato quello stranissimo test fatto sul computer per accedere ai corsi della Volkshochshule (si scrive cosi??). Inizio un corso livello B2 il 2 dicembre. Ole ole… ho gia comprato i libri – certo pero prima di iniziare devo ripassarmi quei casi e le varie declinazioni, sento che rimangono il mio punto debole, soprattutto dato che non mi ricordo mai il genere delle parole.

    • Livello B2? Niente male, allora, complimenti! E buon ripasso… 🙂

    • Vi volevo segnalare,per chi non li conoscesse bene il sito busu.com.
      Io uso l’applicazione per iphone.
      Devo dire che vale i soldi spesi.
      Almeno la base si impara con facilità.
      Comunque fino adesso con livello A1 scarso,sono riuscito a:
      Aprire un conto in banca e ritornarci per sbloccarlo dato che ero riuscito a bloccarlo online.
      Comprare tre schede telefoniche.
      Comprare la lavasciuga e caricarsela in macchina.
      Ordinare un divano.
      Farmi riscaldare un panino.
      Cambiare le ruote alla macchina.Quelle invernali sono obbligatorie.
      E altre cosettine di poco conto.Maxhe ti fanno capire quando sia difficile essere un auslander.
      L’importante e non chiudersi e buttarsi.
      :))

    • Bravissimo, complimentoni. Il prossimo step è andare all’ufficio delle tasse e richiedere info sulla dichiarazione dei redditi! 😉