C’è grossa crisi

C’è grossa crisi. Sono nella mia città d’origine, provinciale e opulenta, quantomeno una volta. Mi aggiro tra le corsie quasi deserte del gigantesco centro commerciale BigCentre, inaugurato 15 anni fa e da allora punto di riferimento classico nei noiosi sabati pomeriggio di tante famiglie della zona. Entrando nei vari negozi la prima cosa che mi salta all’occhio, oltre al fatto che anch’essi sono semi-vuoti, è la quantità di merce esposta sugli scaffali. Da Calzettonia, tanto per dirne una, fanno bella mostra di sé, a prezzi minuscoli, file intere di costumi da bagno di ogni forma, taglia, colore. Reggiseni a fascia, a triangolo, a quadrato, a pentagono, a esagono, col ferretto, senza, imbottiti  un pochino, abbastanza, moltissimo, troppo. Slip di tutte le varietà: dal tanga/filo interdentale alla coulotte superavvolgente, con tutte le varianti possibili e immaginabili di fantasie, dalle classiche righine ai darkissimi teschi con ossa. Siamo a inizio agosto e pare invece fine maggio, come se tutto quel bendiddio a metà prezzo fosse arrivato ieri fresco fresco dal magazzino. Se non ricordo male, dico tra me e me, anni fa arrivati a questo punto della stagione, nei negozi non era rimasto quasi niente. Se ti andava bene, trovavi nell’ordine: una maglietta color “senape andata a male” con stampata la faccia di Topolino taglia 50, un paio di ciabatte beige da nonna numero 35, una cintura in pura plastica amaranto con borchie, fondo di magazzino di tre stagioni prima. Punto. Volevi più varietà, più colori, più taglie? Compravi a inizio stagione. Oggi compri il 30 agosto e puoi permetterti anche di storcere un poco il naso e dire: “Ma non c’è di una taglia in più e magari viola lavanda?”. C’è grossa crisi.

Una mattina decido di fare la classica vasca  in centro città e la situazione di cui sopra mi si ripresenta identica. Negozi vuoti, con dentro commesse annoiate e dallo sguardo implorante; schiere foltissime di vestiti, scarpe, borse che pare dicano “Acquistami! Acquistami!”. Tutto ovviamente super-scontatissimo e in mega-offerta. Praticamente  tirano la roba dietro e si rischia una commozione cerebrale a causa del lancio di un bauletto in vera pelle che nessuno ha voluto per tutta la stagione! Le occasionissime, infatti, si sprecano.  Alla libreria Disgiunti, chi compra un volume da donare ai terremotati,  riceve un buono sconto del 15% sull’acquisto di un altro libro a settembre. Presso la catena di negozi di prodotti di bellezza La Boutique Verde, invece, sono arrivati addirittura a donare una parure di lenzuola ai clienti senza che questi acquistino nulla. Sì avete capito bene: biancheria da letto gratis al 100%. Basta passare dal negozio una volta alla settimana per 18 settimane, farsi fare un timbro su una tessera, anche senza comprare nulla, e alla fine del gioco …voilà: lenzuola, federe e copriletto in pile apposta per te, in esclusiva solo per i migliori clienti! Gli basta  che qualcuno faccia un giro là e mostri la sua bella faccia una volta alla settimana per premiarlo, capito? Da lì a pagare i clienti affinché comprino, il passo è breve. Quali saranno le prossime super-offertone dei commercianti del centro, pensate appositamente dall’ufficio marketing per attirare compratori? Già me le immagino! “Compri sette, paghi uno!”;  “Acquista oggi, paghi tra tre mesi, ma solo se vuoi!”;  “Prendi, indossa, usa, restituisci e va bene così!”; “Parla bene di noi e ti regaliamo la collezione autunno-inverno completa fino al 2020!”. Ormai non sanno più che cosa inventarsi, diciamocelo, pur di attirare gente che, però, di soldi non ne ha. Mille domande mi frullano in testa: quando ripartirà il mercato? Quando ricomincierà l’economia a girare, le aziende a vendere, i clienti a comprare? Quando s’intravederà, anche solo in lontananza, la classica luce in fondo al tunnel? Per il momento, a giudicare da quanto ho visto, il traguardo è lontano. C’è grossa crisi.

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36 risposte a “C’è grossa crisi

  1. Molto semplice. Il mercato ripartirá quando:
    -le tasse saranno diminuite su tutti (comprese le aziende)
    -tutti, e non solo gli impiegati, pagheranno le tasse su quello che guadagnano
    -la burocrazia snellita
    -nelle aziende (anche statali) i manager scadenti saranno licenziati (senza bonus) e premiate solo le persone meritevoli e non i raccomandati
    -i carrozzoni vari, saranno liquidati
    -le varie lobby, che ci sono ovunque ma non in modo cosí trasversale, distrutte.

    Com’é che ci sono cosí tante scorte e auto blu in Italia (il sindaco di Londra va in ufficio IN BICI!). Com’é che i farmaci non si possono vendere al supermercato, i saldi non si possono fare quando si vuole, com’é che un libro non lo posso scontare piú del 15% i negozi devono rispettare un orario, le licenze per un sacco di tipi di esercizi sono limitate e costosissime, certi partiti e giornali ricevono sovvenzioni pubbliche quando anche quando non danno nulla in cambio, devo continuare? Questo andava bene (forse!) 20 anni fa. Ora fa solo andare in crisi le aziende competitive e tiene a galla chi dovrebbe chiudere. E quindi chi non ha soldi non compra, le aziende chiudono, piú gente ha meno soldi, meno gente compra e cosí via di nuovo…

    • Ciao Grissino, di tutto quello che hai scritto – sacrosanto – mi colpisce soprattutto la faccenda di premiare i meritevoli e non i raccomandati. Ora chiedo un parere a te, che lavori a Vienna. Qualche sera fa discutevo con mie amiche italiane e dicevo che sono venuta via dall’Italia anche perchè negli ambienti di lavoro notavo che faceva carriera solo chi sapeva muoversi e aveva le conoscenze giuste e non chi aveva le competenze. Risposta corale: “Eeeeh ma che cosa vuoi, è così dappertutto!”. Come dire che mi stavo lamentando di qualcosa di assolutamente ovvio, che non si può cambiare e che comunque dovunque vai, trovi. È proprio così? In Austria com’è? Grazie in anticipo del parere.

    • Mah, credo che qui sia come per le bustarelle. Ci saranno sicuramente. Ma mentre in Italia mangiano cosí tanto che poi i lavori vengono fatti male o con ritardi clamorosi, qui mangiano un pochino e poi fanno tutto bene. Cosí per le raccomandazioni, penso ci siano (specialmente alcuni posti, es. quelli pubblici) ma poi la gente che ci é entrata lavora. Insomma, si potrebbe dire raccomandati sí, ma pochi e lavoratori. Ovviamente per quanto ne so io…

    • Mi intrometto nella discussione, anche io vivo a Vienna e purtroppo ti posso confermare che qui non solo si fa carriera se conosci, ma riesci ad essere assunto in un azienda se:
      1)Non c’e’ nessuno in lista che viene raccomandato da qualcuno dentro
      2)Non c’e’ nessun madrelingua in lista.
      3) La posizione e’ veramente libera e non e’ un modo per tenere impegnato l’ufficio HR.
      Solo dopo vanno veramente a vedere il tuo curriculum e ti propongono un colloquio.
      Ho trovato il tuo blog perche’ voglio scappare da Vienna e mi voglio informare su altre nazioni.
      Anche in Germania funziona cosi?
      Ciao

    • Caro Gaetano, io ho l’impressione che queste cose esistano ovunque. Trovare un luogo di lavoro o un paese dove non succedono, credo sia quasi impossibile. Bisogna solo vedere in quale misura questo accade. In Italia si tratta di un sistema vero e proprio, di una sorta di virus diffusissimo. All’estero (=paesi nordici) secondo me accade meno; perlomeno questa è la mia impressione. Sulla questione del madrelingua, però, non posso dar loro torto. Anche io, fossi un datore di lavoro, a parità di requisiti, preferirei un candidato madrelingua e penso proprio che in Germania ragionino uguale.

    • Bhe su questo hai perfettamente ragione, anche io a parita’ di condizioni prenderei un mio connazionale o una persona di fiducia.
      Invece qui non esiste meritocrazia proprio come in Italia!
      Ma dove vanno le persone che emigrano?

    • Mah, vanno un po’ in tutto il mondo, credo. Mi piacerebbe comunque sentire altri pareri sulla meritocrazia in Austria!

    • Bravo Grissy, si informato sul nostro Boris !! Dancer 😆

  2. Piuttosto, io mi chiedo: ma la cultura della qualità anziché quantità? Come abbiamo potuto rimuoverla in una decina d’anni o meno? Perché dovrei comprarmi ad ogni stagione qualche straccio made in China da Zarra, imitazione effimera di quelli più blasées, e poi buttarlo via la stagione dopo (o perché non è più in voga oppure, più probabilmente, è cucito talmente male che s’è completamente destrutturato)?
    Forse che questa crisi potrebbe aiutarci a rivalutare il nostro modo di fare compere..?

    • Brava Brunhilde, sempre responsabile e attenta a evitare il consumismo! Perchè dobbiamo comprarci roba nuova ogni stagione? Perchè ci fanno credere che sia indispensabile rinnovare il guardaroba ogni tre mesi, perché i vestiti dell’anno prima non vanno più bene, sono “old fashioned”. Ovviamente sta a ciascuno di noi distinguere! Per quanto riguarda la qualità di certi capi di certe marche (e i prezzi a cui li vendono), beh ci sarebbe da discutere a lungo.

    • Come vestiti io sono messo male ma come parte tecnologica ho un ricambio abbastanza veloce. Ognuno ha le sue passioni. Penso non sia un problema, ovviamente se si spende da una parte si deve risparmiare da un’altra (per non fare debiti e mettere via qualcosa).

    • Non avevo pensato alla cosa in questi termini. In effetti, se ci penso, io di cose tecnologiche non ne ho quasi e uso il cellulare solo per una cosa: telefonare. Invece sui vestiti… Mi piace comprarne, anche belli, anche se con giudizio e senza eccessi!

  3. Oltre ai dati oggettivi della crisi che hai descritto, non sarà che la città è semideserta dato che era Agosto e metà dei concittadini è sdraiata su qualche spiaggia dello Stivale? Butto li l’idea..ti prego non aggredirmi!!

    • Ci mancherebbe pure che ti aggredissi, Torquy! Ma che è proibito dire la propria? Quello che hai scritto è verissimo, ma infatti quello che ha colpito me è stata soprattutto la quantità di merce rimasta, chiaro segnale che non è stata venduta e quindi chiaro segnale di crisi! 🙂

  4. Cavolo, vuoi vedere che impoverire così tanto la classe media a favore dei ricconi alla fine abbia avuto conseguenze per tutti?!

  5. pure io l’ultima volta che ero tornata in italia ero passata per un negozio sempre pieno di gente, quello con le taglie microscopiche in cui io magra non riesco più’ a entrare, e la commessa, una con cui pendolava su milano, mi raccontava che durante la settimana era il deserto dei tartari e nel w.e. la gente entrava ma non comprava. Mi aveva anche consigliato un posto più economico più avanti..Non so la tua città ma la mia è di provincia e poco distante da milano, l’80% lavora su milano quindi fanno acquisti li, certo che è brutto se ci penso..è una città morta ormai, se non fosse per l’università d’eccellenza!

  6. C´e´crisi, si sa…pero´ci sono sempre famiglie con 2 o 3 macchine…cosa per me non normale. Forse se la gente sfruttasse piu´i mezzi pubblici (pagando, chiarmente), inizierebbero a funzionare anche meglio, oltre al fatto che sarebbe di tutto guadagnato per la nostra salute. Ma noi siamo indietro su ste cose. Altra cosa che ci rovina e´la promozione che non facciamo sul nostro Paese. L´Italia e´poco pubblicizzata agli stranieri, cosa che in Austria e´l´opposto, ti potrebbero vendere anche un paesino sperduto tra le montagne paragonandotelo a Roma, come niente. Oppure se penso alle mance che mi faccio qui come receptionist a Vienna…in Italia purtroppo tante cose per turisti mancano. Basterebbe rimboccarsi le maniche, visto che siamo il primo paese al mondo a livello di arte, cultura e cucina, dovremmo sfruttare molto meglio queste risorse.E comunque bisogna ammettere che l´italiano di base e´un po´viziato .Penso che per qualche periodo si possa stringere un po´la cinghia, senza farne un dramma. Il consumismo non e´una bella, c´e´troppo di troppo. Forse si dovrebbe fare un passo indietro e pensare a coltivare piu´le terre al posto di aprire negozi di vestiti..

    • Secondo me uno dei problemi del turismo in Italia sono anche i prezzi esorbitanti, che schizzano alle stelle in agosto. Difatti quest’anno, molti non vanno da nessuna parte oppure vanno nelle cittá di mare vicino a dove abitano.
      Per il resto: sì, concordo che siamo stati tutti un po’ viziati e che questa crisi ci sta rieducando all’essenzialità, come ha scritto anche Brunhilde!

  7. Quoto Grissino in pieno; ha detto quello che volevo dire io. L’unica nota positiva (mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno) è che qui in Liguria i negozianti in generale sono molto + gentili. Qualche anno fa non solo le commesse dei negozi, ma anche al bar, mancava poco che ti tirassero il caffè addosso. E non esagero. Basta andare nel vicino Piemonte che son già gentilissimi. E che diamine, come dicono a Monaco: der kunde ist könig…
    katia

    • Strano quello che dici…sono una pura Genovese, di Genova e roba simile nei bar non mi e´mai successa, oltre al fatto che per anni ho fatto la barista…non so di dove sia tu esattamente..

    • Ehm ehmm io non so i bar di Genova, ma ricordo un paio di esperienze in Liguria, tra ristorante e albergo, dove i gestori sono stati davvero molto poco carini nei confronti di noi clienti. Ma non posso con questo permettermi di generalizzare su tutta la Liguria. Altrimenti si finisce per parlare per luoghi comuni ed è rischioso. Certo, se lo dice Katia che abita là… 🙂

  8. Crisi grossa, e il peggio deve ancora venire purtroppo! Ho almeno tre parenti che hanno perso il lavoro e altri a rischio. La gente è nervosa, si altera per un nonnulla. Non vedo l’ora di tornare in Turchia per togliermi da questa atmosfera cupa. Purtroppo però le notizie dall’Italia giungono anche là…

  9. Andro` in Italia a fine Agosto….ma i mie mi dicono le stesse cose che hai scritto!
    Ciao francesca

  10. La crisi c’è, ed è paura, pure qui nell’ex locomotiva Nord-est.
    I negozi sono vuoti, ci sono molte persone che passeggiano, guardano e non comprano nulla. Cara Eireen, il peggio deve ancora venire: il debito pubblico non aumenta, e da settembre il governo ricomincerà a spremere noi limoni, già troppo spremuti. Il tutto, senza che vengano toccati i soliti privilegi.
    Ritengo che l’emigrazione di massa verso il nord Europa sia solo agli inizi. Ti allego qui un bell’articolo:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/11/germania-terra-rifugio-dei-lavoratori-in-fuga-dalla-crisi/323321/
    Ritengo, purtroppo, che questa volta l’Italia non ce la farà. Siamo nella bufera perfetta e i soliti noti non vogliono cedere nemmeno di un passo.
    Viele Gruße aus Verona

    • Concordo con Simone. Sembra che anche il NordEst veda la crisi come un’influenza, un malanno che prima o poi passa, basta rimanere fermi, tranquilli sotto le coperte…Monti ha dato una bastonata alle finanze degli italiani? Può essere, ma io temo ancor di più il momento in cui questo governo lascierà il campo ad un governo “politico”…

    • Mah, io spero sempre, all’inizio di ogni anno, che la crisi inizi a finire! Conto sempre sulla creatività italiana e sulla nostra capacità di tirarci comunque fuori dai casini in qualche modo. Ma forse sono troppo idealista! (grazie a Simone per l’articolo, veramente interessante!).

    • appleforever

      Più che idealista, direi ingenua (detto in senso buono eh, non prendertela, non ti voglio far arrabbiare).

  11. appleforever

    Carissima Eireen, le tue domande mi “chiamano in causa”. Ti ricordi le teorie economiche che avevo postato parecchi mesi fa, dicendo che, soprattutto in un periodo di crisi, misure di austerità avrebbero peggiorato la crisi? E che se non cambia il modo di interpretare il ruolo della BCE, per l’Italia (e tutti gli altri paesi PIGS) sarebbe andata sempre peggio (per meglio dire, per la loro classe media, sempre più derubata da caste e ricconi vari – come detto da Clarke -, fino a scomparire nella povertà)? Ebbene, ora si iniziano a vedere gli effetti pratici, come si evince dal tuo e da altri commenti – e temo sia solo l’inizio. Spero di sbagliarmi, ma secondo me l’Italia sta seguendo la Grecia passo a passo, è solo un po’ in ritardo. Del resto, se in una pietanza che ritieni troppo salata, continui a buttar sale come rimedio, non è che risolvi gran che…
    Peccato, perchè l’Italia ha delle eccellenze incredibili: penso alla gastronomia (anche idustriale), e alle bellezze paesaggistiche con i connessi monumenti storici e architettonici. Purtroppo tutto ciò è spesso inquinato e distrutto (come credibilità: chi si fida più a comprare un vino italiano, che potrebbe essere inquinato dal metanolo, o la mozzarella di bufala, magari neppure di bufala e intrisa di diossina – solo per fare due esempi) dalla criminalità organizzata, ampiamente infiltrata nel sistema politico (in tutti i maggiori partiti) il quale, sarà un caso?, sta impegnando sempre più energie contro la magistratura (caso quasi unico, a livello mondiale – i poteri dovrebbero essere separati, ma in Italia mi sembra non lo siano, e oltretutto chi tenta di far rispettare la legge finisce nei guai, nel migliore dei casi).Insomma, il pm di turno scova un’attività illecita, che danneggia pesantemente la salute dei cittadini, e il governo che fa? Ma va contro il pm naturlamente, dipingendolo come “cattivo”, perchè vuole che chi inquina con metodi da medioevo si dia una mossa e bonifichi quello che deve bonificare ed elimini le cause dell’inquinamento assassino. Ma siccome è il sistema (criminalità organizzata e caste varie) che comanda, al cittadino non rimane molto da fare, se non emigrare (referendum? li mettono in un cassetto, o semplicemente ne ignorano il risultato, come quello contro il finanziamento pubblico ai partiti, votato a stragrande maggioranza, e infatti i partiti continuano a prendere il finanziamento pubblico…). Per come la vedo io, i cittadini italiani, per cambiare la situazione (nel senso inteso da grissino), dovrebbero o votare in modo massiccio, con percentuali bulgare (tipo 80%), un movimento di rottura (tipo Grillo, ammesso che non venga nel frattempo infiltrato anche questo), oppure fare una rivoluzione armata contro il proprio governo (e con esso intendo tutto il parlamento). Pura utopia. Purtroppo l’Italia non è, o è sempre meno, “paese per gli onesti”.
    La luce in fondo al tunnel? Meglio cercarla nel nord Europa.

  12. L’Italia è quella che è e la conosciamo bene. Per farla migliorare bisogna agire, ora e tutti!! Senza aspettare che lo facciano gli altri, il vicino e senza lamentare che ci sono i poteri forti, le varie mafie, la corruzione ecc. E’ così! Non serve essere eroi, ma basta rispettare le regole e pretendere che anche gli altri lo facciano. E questo ogni giorno.

  13. appleforever

    @Pasquale: “tutti e subito” – hai detto poco, caro Pasquale. La realtà è che chi agisce come fai tu non rappresenta la maggioranza, mentre la maggioranza degli italiani aderisce al concetto “armiamoci e partite”…a parole, o nelle chat, protestano, ma nella realtà non fanno nulla.
    Il pesce puzza dalla testa, e fin che la classe dirigente (quindi politica – parlamento e governo, subordinata a mafie e caste varie, che non hanno nulla da guadagnarci ad una maggiore pretesa di legalità e giustizia) agisce come sta agendo, l’Italia è destinata al tracollo. Ti faccio un paio di esempi sul perchè. Come premessa dico solo che molti di quelli che legiferano, hanno violato pesantemente le leggi dello stato italiano, e ora sono profumatamente pagati dai cittadini italiani per modificare a loro favore le leggi che ancora tentano di imporre giustizia…
    L’economia non è complicata (come al contrario vogliono far credere vari guru, improvvisati o meno) e in Germania l’hanno capito molto bene. Hanno capito che se tu dai un po’ piU’ di soldi a moltissima gente (invecie di darne moltissimi a pochi), questa spenderà parte di quei soldi per acquistare beni ai quali fino a quel momento ha rinunciato. Ciò fa aumentare in modo massiccio la domanda interna, e ripartire – o quantomeno non rallentare – l’economia. Due esempi di fatti realmente accaduti.
    Nel 2008, in piena crisi, il governo tedesco ha varato un decreto legge secondo il quale (da quanto mi ricordo, mi scuso per eventuali imprecisioni) chiunque paghi le tasse su suolo tedesco avesse aquistato un’auto nuova in Germania, avrebbe ricevuto 3000 euro dallo Stato. Una gran bella misura, che ha sicuramente aiutato le molte industrie automobilistiche presenti in Germania.
    All’inizio di quest’anno, la VW, visti gli utili notevoli, cosa ha pensato di fare? Dare un megabonus ai suoi CEO o agli azionisti? Naaa. A TUTTI i suoi (circa) 90’000 impiegati (da chi lavora in ufficio, ai meccanici, …) ha dato un bonus di 7’500 (! mica bruscolini) euro. Si può ragionevolmente supporre che parte di quei soldi siano rientrati nell’economia tedesca (e probabilmente nella stessa VW), contribuendo a sostenerla non poco. Aggiungiamoci che sulle autostrade tedesche non vi sono balzelli tipo caselli o vignette: e anche questo contribuisce a far rimanere nelle tasche tedesche un bel po’ di soldini. Insomma, quello tedesco è un esempio di classe dirigente “illuminata” e non corrotta, che opera per il bene del suo popolo, e non di sè stessa o di caste varie.
    E in Italia? Vediamo… per rimanere in ambito automobilistico, la Fiat riduce i salari, licenzia, importa auto Chrisler dall’america su cui ci mette il marchio Lancia…
    I proventi dei caselli autostradali, grazie all'”illuminata” classe politica italiana, vanno a finire nelle tasche di un privato (e so’ mica bruscolini pure quelli…). Oltretutto sono aumentati, contribuendo a impoverire tutti, a favore di una famiglia.
    Lo stato italiano aumenta le tasse (iva, accise sulla benzia, ecc…) e diminuisce gli importi pagati per le pensioni: impoverendo doppiamente la popolazione, favorisce gli impieghi precari, ecc…
    Son solo alcuni esempi che mi vengono in mente, e che non mi fanno essere per nulla ottimista sulla situazione italiana.

  14. signora appleforever il suo post e’ commovente, dice cose verissime! Non sapevo del bonus della vw, lo hano fatto anche bmw e mercedes? tutto vero, parole sante le sue eppure mi dispiace che l’italia sia cosi’ in crisi, mi dispiace che il mio paese paghi un conto salatissimo, mi dispiace tanto per i miei amici che non sento piu’ perche’ mi considerano un bastardo che se ne e’ andato, non tutti chiaramente, quei 5 o 6 li ho sempre e sono quelli veri e mi ispiace di come vivono, di come soffrono….Credo che questa crisi sia solo all’inizio, l’antipasto , le prime portate saranno catastrofi per tutta l’europa, le seconde pietanze sconvolgerano le economie forti , atterrandole, il dolce sara’ una crisi mondiale e il caffe’ sara’ amaro per tutti . stiamo retrocedendo , ma tanto tanto!

    • appleforever

      Una piccola possibilità all’Italia per uscirne, la vedo ancora (anche se alquanto utopica, come già detto). Alle prossime politiche, dovrebbero votare massicciamente per un movimento di rottura (che ponga la legalità come primo punto, e la visione di una nuova politica economica), e non per uno dei soliti due schieramenti/coalizioni con i soliti volti stranoti. Accadrà?
      Nella mio non ancora del tutto sopito ottimismo, o ingenuità, spero vivamente che tra l’antipasto e le prime portate ci sia un qualcosa (sollevamento popolare, elezioni che segnino il successo in tutta Europa della vera “socialdemocrazia del Biergarten”, ecc…) che porti a cambiare radicalmente la ricetta in cucina, prima che sia troppo tardi. Affaire à suivre.

  15. Anche al mercato chissà perchè la frutta e la verdura proveniente dall’estero costa di meno di quella nostrana. Invece in Germania è giustamente il contrario. Anche la BMW spesso da il bonus a tutti, compreso il personale delle pulizie.
    katia

    • appleforever

      Al mercato non ci avevo fatto caso, ma sì, hai ragione in effetti. Son contento che anche la BMW dia il bonus a tutti – spero vi siano molte altre ditte (magari ve n’è pure qualcuna anche in Italia) che seguano l’esempio.

  16. Che tempi difficili … penso di aver preso uno deglu ultimi carri per fuggire da quel sistema, 4 mesi fa ! Speriamo di sistemarci perbene qui e che comunque questa Italia inizi a far fuori gli imbecilli !
    Dancer

  17. Non so cosa bolle in pentola,pero’ sono sempre piu’ convinta,che siano non pochi coloro che vogliono la rovina dell’Italia.C’e’ chi parla troppo di speranza e di pazienza!.Ammutoliamo tutti al pensiero della morte,della fragilita’ delle nostre vite…vediamo serpeggiare la follia,anche fra le rose,nei pensieri dei pensionati,si contano i giorni,coi portafogli vuoti.L’orgoglio della gente,si nasconde dietro le persiane chiuse.