Superquizzone per lettori perspicaci

Immaginate per un attimo di abitare all’estero, magari in Germania, come me. E un giorno di trovarvi su un aereo diretto a Nonsisabenedove, bendati e improvvisamente incapaci di distinguere in quale lingua parli la gente intorno a voi. Per qualche motivo misterioso, comprendete ciò che i vostri interlocutori vi dicono, ma non siete in grado di determinare in quale idioma si stanno esprimendo. Siete smarriti e disorientati e non sapete neppure quanto durerà il viaggio. Tuttavia, dopo poco – ma non sapete dire se ore o minuti – atterrate in un aeroporto misterioso, sempre bendati, e vi viene comunicato che rimarrete cosÌ per tutta la durata del soggiorno, a meno che non riusciate ad indovinare dove vi troviate. Ovviamente non potete chiederlo direttamente a nessuno o sarebbe troppo facile. Come uscite dall’aereo, il clima torrido e l’afa che v’investono, vi fanno immediatamente escludere dall’elenco di luoghi papabili le zone nordiche del pianeta. Proseguite quindi la vostra esplorazione, vi addentrate all’interno nel paese di destinazione e iniziate a raccogliere indizi, nella speranza di indovinare quanto prima dove siete finiti e quindi potervi finalmente togliere la fastidiosa benda dagli occhi.

Nei giorni seguenti notate le seguenti cose o vi capitano gli episodi descritti sotto:

1 – gli automobilisti intorno a voi guidano in una maniera molto più spericolata e incauta di quanto non siate abituati dal vostro paese di residenza. Spesso vi ritrovate con una macchina che viaggia a velocità assai superiore al limite consentito e che vi tallona per chilometri, a pochi centimetri di distanza dal retro della vostra vettura.

2 – un pomeriggio vi recate al bancomat per un prelievo e la macchina, per un problema di software, di colpo si blocca e, prima ancora che inizi a operare, ingoia la vostra tessera senza risputarla. Poiché sono le 17, la banca è chiusa e a voi tocca fare ritorno il giorno dopo per riprendervi la preziosa scheda. Il mattino seguente in banca vi viene detto che dovreste andare alla vostra filiale per il recupero. Loro devono prima spedire il bancomat là e questo richiede 10 giorni di tempo. Dopodiché, con l’autorizzazione del direttore, lo potrete riavere. E voi pensate: “Ma come? Io sono qui, la tessera voi l’avete lì in mano, l’avete appena rinvenuta nel bancomat e non c’è alcun modo di ridarmela e basta?”. Grazie al cielo, prima ancora che possiate verbalizzare i vostri pensieri, è l’impiegata stessa che dice: “Beh, sentiamo in centrale, se si può fare un’eccezione!”. E te credo! Soddisfatti, dopo essere tornati dopo un’ora (il tempo necessario affinchè il direttore rientrasse da una riunione e desse l’ok) e avere fatto la fila, con una semplice firma riottenete felici il vostro bancomat.

3 – immaginate di avere un figlio piccolo e di essere stati catapultati a casa di un parente misterioso, il quale ha effettuato per se stesso l’iscrizione annuale ad un circolo con piscina nei pressi di casa propria. Immaginate che sia proibito severamente l’ingresso in piscina ai non soci del circolo. Immaginate poi ancora che il parente, impietosito dal vostro aspetto sudaticcio e dalla faccia sbattuta che avete a causa della gran calura, decida di chiedere al gestore del circolo se, per il tempo del vostro soggiorno, egli possa chiudere un occhio e far entrare voi e il pargolo in piscina. Il gestore, a questo punto, risponde: “Ma certo, come no, ci mancherebbe! Ma dai, si fa un’eccezione! Dobbiamo tenere un bimbo lontano da una piscina in piena estate? Ma nooooo! E il genitore? Ma non sia mai, ma che siam matti! Ma che vengano tutti e due e non se ne parli più.”. Al che a voi si apre il cuore e vi si risolleva la pressione sanguigna, scivolata nei giorni precedenti a 50/70, a causa dell’afa insopportabile.

4- ogni notte un cane di grossa taglia, rinchiuso in una stanza in un’abitazione non lontana da dove vi trovate, abbaia insistentemente per ore e ore, impedendo a voi e tutto il vicinato di dormire. Indagando, scoprite che il cane abbaia allo stesso modo ogni notte da mesi, dato che i padroni, proprietari di una pizzeria, lo chiudono in gabbia ogni sera per poter gestire il loro locale in pace.  Scoprite anche che sono già state fatte dai vostri vicini diverse segnalazioni alla polizia a riguardo del disturbo e dei latrati insopportabili. Poiché non potete chiudere le finestre di notte, sempre a causa del calore infernale, siete costretti a ciucciarvi gli ululati laceranti a spese del vostro sonno. Una notte, però, decidete che così non si può andare avanti. La mattina dopo telefonate alla polizia e il seguente dialogo si svolge:

–      Buongiorno, telefono per segnalare un cane che abbaia rumorosamente tutte le notti da molto mesi e impedisce al vicinato di dormire.

–      Dove esattamente? A chi appartiene il cane? […] Ah ho capito. Ma sa una cosa? Noi non ci possiamo fare niente. Così la denuncia è troppo generica. Anche se andiamo là adesso, che cosa vuole che facciamo? Se il cane non abbaia… sa com’è.

–      Sì, ma questo cane è già stato segnalato tante volte in passato per il disturbo.

–      Senta, faccia una cosa. Io intanto segnalo la cosa, ma vedrà che i miei colleghi non faranno nulla (Ah! Complimenti per il servizio e la professionalità!). Lei deve chiamare di notte, nel momento in cui il cane abbaia. Poi se i miei colleghi fanno storie e inventano scuse, dica che sono stato io a consigliarle di telefonare la notte.

La notte stessa, dopo mezz’ora di guaiti a mille decibel, vi tirate su dal letto, chiamate la polizia notturna e il seguente dialogo si svolge:

–      Salve, telefono per segnalare un cane che abbaia rumorosamente tutte le notti da molto mesi e impedisce al vicinato di dormire. Sta abbaiando anche in questo momento.

–      Eh ma io che ci posso fare? Non ho mica pattuglie da mandare fuori. (Ma che, è un problema mio?). Sa che cosa deve fare? Chiamare i miei colleghi della polizia diurna e segnalare l’episodio a loro.

–      Veramente è ciò che ho fatto stamattina e mi è stato detto di chiamare voi.

–      Ah, beh, ma dovrebbe chiamare di giorn…eh…ecco…sì… ma io non ho pattuglie da mandare.

–      E allora io che cosa faccio, scusi? Mi tengo i latrati tutta la notte? (Non mi sembra sia un porblema mia se non hanno pattuglie!).

–      Senta, aspetti, vediamo che cosa posso fare. Giovannaaaaaaa, senti…c’è un cane che abbaia, c’abbiamo una pattuglia da mandare più tardi? […] Eh lo so, ma loro gli hanno detto di chiamare la notte! Che si fa? Si manda la pattuglia più tardi? […]      Va bene, senta, tra poco mando qualcuno a guardarci. Appena posso. Buonanotte.

Ecchecavolo, esclamate voi, riappoggiando la cornetta al telefono e la vostra guancia sul guanciale, nella speranza di riuscire finalmente a dormire in santa pace!

Ditemi ora, a quale punto della storia avreste capito di essere stati catapultati in Italia?

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18 risposte a “Superquizzone per lettori perspicaci

  1. Beh, io veramente pensavo fosse la Giamaica..
    Solo che lì, a pensarci meglio, il cane di notte se ne sta sciolto (e zitto) a far la guardia.

  2. Presto. Troppo presto 😦

  3. Quando hai menzionato l’afa ho cominciato a capire, quando hai detto del bancomat risucchiato ho pensato che forse forse era l’Italia, quando hai raccontato del facile eccezionismo non ho più avuto dubbi: eri in Italia!

    • Ahahah, hai centrato in pieno uno dei punti: il facile eccezionismo.” Ah ma sì tanto, che vuoi che sia? Facciamo un’eccezione, no?”. Ok, finchè ci limitiamo ad un ingresso in piscina, ben venga, ma quando si tratta di cose più grosse, tipo costruire case dove non si può o pagare le tasse o rispettare una legge in generale, il discorso cambia parecchio. Idealmente bisognerebbe essere in grado di distinguere caso a caso: essere rigidi sulle cose in cui bisogna esserlo e chiudere un occhio solo ed esclusivamente per le sciocchezze. Invece questa mentalità del “facciamouneccezionedai” da noi si estende a tutto o quasi. Certo, in Germania c’è il problema contrario: rigidità su tutto, sempre. Però chiediamoci quale dei due paesi al momento è meno travolto dalla crisi, è più forte, è più stabile . Ecco.

  4. Appena ti hanno detto che dovevano mandare il bancomat alla sede centrale.
    L’eccezione disinvolta fatta dal direttore, poi, è stata la prova del nove.
    In Italia ci sono solo due leggi: una che dice che non puoi fare niente, e una che dice che puoi fare tutto.

    • Sì, quell’episodio è stato clamoroso: te la dovrei mandare alla tua filiale (=a 3 km da lì!!), ma vabbeh dai, tieni. Che anche in questo caso, si è rivelata per me una fortuna, però… In teoria dovrebbe essere così: io bancario mando la tessera alla filiale di competenza, oggi pomeriggio tu cliente ci vai, firmi e la recuperi. Mi chiedi un’eccezione? Mi spiace, non posso.

    • Secondo me, in un Paese decente, la filiale non dovrebbe entrarci proprio un bel niente. Sono nella tua banca, siamo in un mondo digitalizzato, che cavolo c’entra che è una filiale diversa da quella in cui ho aperto il conto? Questo aveva un senso 100 anni fa, prima che esistessero non dico internet, ma i telefoni!
      E comunque, c’è una bella differenza tra crearti problemi per ridarti un bancomat che è stato ingoiato perché hai sbagliato il pin tre volte, e uno ingoiato perché la loro macchina funziona a cazzo.
      Scusa la volgarità eh!

  5. Omiodio come ti capiscoooo !! Non ti puoi immaginare tutto quello che sta capitando a me in ITALIA non ne posso più e non vedo l ora di fuggire … per quanto riguarda il poliziotto che ti dice -tanto i miei colleghi non fanno nulla- che pietà !! Nulla cambierà mai .. che tristezza ! E poi ti ha dato pure le dritte !! Che non hanno funzionato .. comunque alla fine sia voi che il povero cane continuate a stare male… io andrei ad attaccarmi al campanello di questi vicini o lascerei qualche foglio di avviso appeso/appiccicato sul cancello anche della pizzeria, ben visibile, visto che sono tanto imbecilli e insensibili!! Queste persone vanno fermate una buona volta!
    Dancer

    • Guarda Dancer, nel mio caso la sensazione di voler/dover fuggire era molto forte le prime volte che tornavo. Poiché ero “scappata” disgustata dal mio paese, anche solo vedere la coda in posta mi faceva venire la nausea. Oggi è già diverso, sono meno intollerante, penso che sono qui solo in vacanza e che in fondo va bene così. Ogni paese ha qualità e difetti e anche la Germania di problemi ne ha: io dopo due anni di permanenza, inizio a smontarla dal piedistallo su cui l’avevo sempre messa. Però. Però per me personalmente è meglio al momento vivere lá: mi trovo più a mio agio per certi aspetti e sono disposta a tollerare, ad esempio, la gente più chiusa e l’inflessibilità su tante cose. Per quanto riguarda il cane, ti dirò che ha smesso di abbaiare pochi minuti dopo la mia telefonata alla polizia municipale e che sono due notti che si dorme divinamente! 🙂

  6. al punto “ma sa una cosa? noi non possiamo farci nulla”

  7. Sul desiderio di fuga ti capisco. Mi sono trasferito in provincia di Modena da 10 anni dalla Campaia. Qui le cose funzionano meglio, sicuramente non al livello della Germania, ma meglio decisamente a livello di istituzioni, di civiltà, di senso civico, di rispetto per le regole. All’inizio anch’io decantavo i pregi di questa terra e deprecavo l’inefficienza, la sporcizia, la maleducazione del mio luogo d’origine. Poi però la vita ti cambia. Quando oggi torno al mio paese il desiderio di fuga è immediato. Ma cosa ci sono venuto a fare? che schifo! ma tu guarda quel maleducato!! Poi, però, ci metto meno di un giorno ad abituarmi e ci sto bene! Capito? Ci sto bene! Misteri della vita!

    • Casa propria è sempre casa propria! Fosse pure una discarica! Cioè non per dire che le nostre città d’origine, lo siano, chiariamo. Ma per dire che dove siamo nati e/o cresciuti rimane il posto del cuore, a prescindere dalle condizioni in cui versa!

  8. oh … ma … a Monaco piove e ci sono 2 gradi!!!

  9. all’inizio pensavo parlassi dell’India 😀

  10. L’italia è fisicamente bella.L’arte,la cultura,non hanno uguali.L’abbruttimento e’ dovuto al cambiamento.In Italia il brutto,subito si nota,perche e’ contro il bello che si abbatte.Quello ch’e’ brutto rimane tale e quale o,forse ci guadagna.Per il torrido clima,ben poco possiamo fare,ma l’educazione la possiamo pretendere,se voliamo.Difficilissimo lo so e a volte si preferisce andar lontano…,ma il cuore resta italiano.Salve a tutti.