Cercando di destreggiarsi tra le paludi nebbiose del bilinguismo

Sapevo che prima o poi sarebbe successo. Era inevitabile. Ho sperato che il nostro caso fosse diverso, che per qualche specie di magia noi ci saremmo salvati. Invece niente. Ci tocca affrontare la realtà: il bambino bionico, dopo un anno e mezzo di soggiorno in Teutonia, sa meglio il tedesco dell’italiano. Parla tra sè e sè in tedesco, ad esempio quando gioca da solo. Pensa in tedesco e traduce in italiano. Esempi. “Mamma, quando divento 6?” = “Quando compio 6 anni?” (dal germanico “Wann werde ich 6?”); “Mamma, dopo il mese di Iulio c’è Augosto!” (Juli e August in tedesco); “Mamma voglio giù” = “Mamma voglio scendere” da “Mamma, ich will runter”. Inutili i miei tentativi di correggerlo per ricondurlo sulla retta via dell’italica grammatica. La sua risposta fissa è “Sì, ma a me non interessa: io parlo come voglio”. Ah ok, se lo dici tu. Spesso poi mi chiede come si dicono determinate parole in italiano, a volte mettendomi parecchio in difficoltà. Tipo “Mamma, come si dice “Wasserstrudel” in italiano?”. Ehm…ehm… ci ho dovuto riflettere. “Vortice d’acqua!” ho poi esclamato trionfante dopo qualche minuto di meditazione. Stesso discorso per “Luftschlangen” (stelle filanti), “Planschbecken” (piscina gonfiabile) e “Matschhose” (intraducibile – sono pantaloni impermeabili spesso neri, blu o giallo fluo che i bimbi qua indossano per proteggersi dal freddo o per evitare di sporcarsi quando giocano in giardino).

Ora, da una parte mi fa ovviamente piacere che il b.b. stia assorbendo la lingua di Goethe con cotanta facilità. Dall’altra mi dispiace però che stia perdendo in qualche modo l’idioma di Dante, che poi è la mia lingua madre. Ed anche la sua. Ora, è vero che noi in casa parliamo quasi esclusivamente italiano, tranne quando viene zio Fritz a curare il giardino e il b.b. gli dà una mano (e tra l’altro ora, grazie a ciò, sa un discreto numero di nomi di piante in tedesco). Ma è anche vero che non appena mettiamo piede fuori dalla porta, ci immergiamo in un mondo in cui la lingua prevalente è il tedesco. All’asilo le tate parlano tedesco, anche se il b.b. tende a fare gruppo con i bimbi italiani. Va da sè che gli vengano insegnate le canzoncine tipiche dei bimbi, le filastrocche e le nenie in tedesco. Diciamolo: il suo mondo e la sua identità di bambino si stanno pian piano costruendo più che altro in tedesco. Certo, il b.b. non sarà mai al cento per cento come un bambino nato qui e con genitori entrambi tedeschi. Crescerà invece con due (o forse tre, data l’origine del marito supersonico) identità culturali. Sarà per sempre una sorta di mix, una persona con l’anima patchwork.

A me viene però da chiedermi: che cosa posso fare io affinchè non dimentichi completamente l’italiano? O meglio affinché lo impari correttamente. Posso portarlo in Italia il più spesso possibile. Posso supportarlo con DVD in italiano, libri di favole in italiano, fumetti in italiano. A un certo punto mi era anche balenata l’idea di iscriverlo ad un corso d’italiano di quelli organizzati dal Consolato, ma poi mi sono anche detta. “Non sará troppo? Già questi bimbi fanno diverse attività all’asilo, tra yoga, inglese, ginnastica, computer, taglio e cucito, pizzi e merletti. Ma che, ci devo infilare anche le lezioni di lingua? Non sarà meglio che invece si rilassi un po’ nel suo tempo libero, senza avere pensieri per la testa?”. E così, per ora, ho accantonato l’idea.

Stiamo a vedere come si sviluppa la situ in futuro. Lo terrò monitorato. Intanto, giusto per mostravi fino a quale punto questo bimbo si sta integrando, non solo linguisticamente, vi regalo una perla assoluta. Un’immagine esclusiva, una fotografia unica, una testimonianza preziosa e, forse, irripetibile. Uno di quegli scatti epocali, che le riviste di gossip di tutto il mondo faranno a gara per avere: il piede del bambino bionico che indossa….tadà… nientepopodimeno che sandaletto e calzinooooo! Ebbene sìììì!!! Non ci credevate eh? E invece è tutto vero; si tratta di un regalo per voi fedeli – o occasionali – lettori del blog.

Immagine

Che scoop eh?

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29 risposte a “Cercando di destreggiarsi tra le paludi nebbiose del bilinguismo

  1. Grissino mobile

    Noooooo il sandalo col calzino no!
    Bisogna prendere il meglio delle altre culture, non il peggio! 😀
    Che poi qualcuno mi deve spiegare il vantaggio di una tale soluzione. Dove stà?
    Per il resto direi di continuare con gli input bilingue che secondo me lo aiuteranno anche più tardi a correggere gli errori. È già tanto che sa due lingue, lasciagli un pò di tempo per saperle bene!

  2. Signora, cancelli subito i suoi pensieri sulla qualita’ dell’italiano di suo figlio, eviti di tradurle le parole se non ne e’ perfettamente consapevole della loro giusta traduzione. Basta fare queste cosine, parlare sempre con il figlio la propria lingua, senza esagerare con dvd e fiabe, frlo normalmente e rispondergli anche se il piccolo fara’ domande strane, con verbi alla fine della frase etc, non correggerlo mai!!!! Correggerlo e’ accusarlo, occhio! Portarlo in italia e cercare di fargli avere dei contatti con bambini italiani. Sapere aspettare e regalargli sempre dei bellissimi sorrisi anche quando dirra’ degli strafalcioni incredibili , portarlo regolarmente in italia e quando sara’ grandicello lasciarlo in italia per almeno un mese o due all’anno, come per magia a 15, forse prima , forse dopo suo figlio parlera’ perfettamente italiano e magnificamente tedesco e avra’ dei tesori di parole da lui coniate nel suo sacco personale dei tesori. Lo dico per esperienza, non si preoccupi e non lo gravi con mille corsi etc, il sabato e la domenica servo per giocare, correre , liberare la fantasia, imparare gli odori e i nomi delle piante, stare con gli amici, il tempo non gli manchera’ per fare sport , corsi etc, ma adesso gia’ e’ tanto mandarlo all’asilo, da piccolini c’e’ il gioco, una magia che noi matusa abbiamo dimenticato. Altro consiglio, lo faccia stare molto tempo con lo zio bavarese, e’ importante per l’apprendimento del piccolino.

  3. il sandalo col calzino mio marito lo usa, alle mie rimostranze me l’ha spiegata così: preferisco perché e’ più aerato ma caldo…contento lui, io non lo posso guarda’! invece per il pb. che poi pb non e’ anche io avevo notato che la bimba di due miei amici, entrambi italiani, ogni tanto faceva fatica con alcune espressioni italiane, nonostante DVD etc li vedesse tutti in italiano. affronterei il pb di aiutarlo magari quando comincerà a scrivere, avranno tante attività ma il bilinguismo e’ bello anche scritto non solo parlato e qui vedo troppi Italiani di seconda generazione che lo parlano ( così così, certi strafalcioni sento!) ma scriverlo non possono proprio, non sanno nemmeno da che parte cominciare ed e’ un peccato no?!
    se ti interessa dai una occhiata a questo: http://www.macomefa.com, la maestra Elena secondo me e’ molto brava e magari quando il b.b. e’ un po’ più grande.

  4. Ciao cara. Intanto grazie per questa perla fotografica, che avrei voglia di stampare e attaccare graziosamente sul mio frigorifero, tanto mi fa sorridere. Secondo me stai facendo gia’ il possibile e le cose si faranno da sole, quando sara’ un pizzico piu’ grande. Forzarlo con troppe informazioni potrebbe essere, come dici giustamente tu, un po’ troppo stancante. Un caro saluto.

  5. Concordo con il parere degli eminenti colleghi commentatori sopra. Per ora io non farei niente, se non quello che stai già facendo: parlare in italiano in casa e “costringerlo” così a usarlo comunque per una buona parte della giornata. Penso sia troppo presto per le raffinatezze. Credo che quando avrà finito di assorbire completamente il tedesco, potrà perfezionare l’una e l’altra. Già ora che tornate in Italia sarà un bagno linguistico. Tempo due ore e sembrerà che non ve ne siate mai andati. Per il momento certi piccoli errori lasciali correre, l’importante è che tutto il resto sia giusto. Anche il perfetto passaggio da una lingua all’altra è questione di pratica: tu lascialo semplicemente allenare ^^

  6. Grazie a tutti dei commenti così dettagliati. Vi rispondo collettivamente, per dirvi che mi avete fatto riflettere parecchio sulla questione dell’italiano del b.b. (non sul suo sandaletto con calzino però! 🙂 ) . Mi avete fatto ricordare che, quando ero piccola, il mio parentado tedesco mi correggeva continuamente quando parlavo e questo, fino ad oggi, ha creato in me una grande inibizione nel parlare questa lingua. Perciò devo stare attenta a non commettere lo stesso errore! Ecco, il bello di un blog é anche questo!

  7. Guarda, io ci ho la moglie giapponese che litiga in giapponese con la mia gentile adolescente figliola sebbene viviamo in Italia. Mia figlia ha fatto lo “switch”, ovvero ha imparato la lingua della madre durante un lungo soggiorno nel Sol Levante frequentando l’asilo a circa tre anni: da allora e’ bilingue, non le ho fatto frequentare NULLA stile scuola giapponese al sabato pomeriggio mentre so di genitori in paranoia per questo…..vive spaccando gli zebedei come ogni altra adolescente, figuriamoci che se la cava meglio col tedesco che col francese……lasciagli godere la gloria del calzino nel birckenstock, noi genitori da identita’ bilingue amorevolmente non esageriamo che poi ti vanno in tilt come ho sentito capitare a chi ha esagerato sull’acceleratore del volergli fare troppo.

    A.

  8. Io voto per le favole in italiano. Assolutamente! 😛

  9. Anche io sono d’accordo con gli altri. Vedrai che da adulto sarà un perfetto bilingue, con un valore aggiunto: l’inglese, che imparerà a scuola e forse perchè no, il francese date le origini del suo papà. A Monaco ho conosciuto alcuni italiani nati e cresciuti in Baviera che sapevano solo il dialetto, per cui ci parlavo in tedesco….
    katia

    • Se lo prendono nella scuola in cui spero lo prendano, imparerà anche il francese, ma fra qualche anno. Non c’è fretta. Avete ragione: inutile stressarlo con tutte queste lingue!

  10. Sei fortunata. Se penso che se avrò un figlio qui, la sua lingua principale sarà il DIALETTACCIO BRUTTTTO(TM), mi vengono i capelli bianchi.
    Tuo figlio non avrà l’italiano come lingua e cultura principali, ma almeno si forma in hochdeutsch.

    • Beh proprio Hochdeutsch Hochdeutsch ehmm…non sempre… cioè è vero che le tate gli parlano in tedesco e non in bavarese, ma l’accento bavarese, quello c’è. E mi sa che il b.b. lo prenderà su alla grande! Pazienza! 😉

    • In effetti a Berlino non e’ che considerino i bavaresi proprio proprio tedeschi, eh……mia moglie parla l’italiano con accento modenese, mia figlia ha la cantilena pavarottiana in giapponese, uno spasso…..io invece nulla so, quindi faccio sempre il baka sorridente.

      A.

  11. Ciao Eireen,
    il tuo interesse per il lo sviluppo di un bilinguismo “corretto” del b.b. è senz’altro normale, ancorchè ammirevole. Come ha scritto un collega commentatore, molti italiani di seconda generazione proprio non parlano italiano, anche perchè i genitori spesso conoscono solo il dialetto natio, non esattamente la lingua di Dante e biascicano ancora in un pessimo tedesco, nonostante siano qui da 40 anni. Naturalmente sono casi lontani anni luce dal tuo, hanno un background da “Gastaerbeiter” e, ai loro tempi, i pargoli avevano come priorità l’integrazione, il non essere etichettati come “Spaghettifresser”. Fortunatamente il b.b. non avrà per niente di questi problemi e anzi, di sicuro col tempo riuscirà agevolmente a destreggiarsi in entrambi gli idiomi, assorbendo i tuoi input. Il processo con cui i bimbi della sua età imparano una lingua è assolutamente affascinante, loro danno letteralmente una forma al mondo che li circonda, mentre noi adulti “riempiamo un vaso pieno”.
    Il tuo post è caduto a fagiuolo, in questi giorni infatti scrivevo di quest’argomento, per cui, se me lo consenti, oserò prendere la tua esperienza come ulteriore esempio 🙂 Merci!

    • Cara Lilith, grazie di queste tue parole, che ho apprezzato davvero tanto. Ovvio che puoi prendere questa esperienza ad esempio. Una curiosità:dove scrivi? Hai anche tu un blog?

  12. Grazie a te, figurati, leggo sempre con piacere i tuoi post! Io sto imbastendo una tesi, ma ti confesso che l’idea del blog mi solletica l’ego 😀

  13. No, vabbè, il sandalo col calzino è troppo tedesco!!! La trasformazione è cominciata inesorabile, un calzino alla volta!!!!

  14. Io ho fatto un ottima esperienza con il corso di Italiano del consolato….Ci va la mia bimba grande che ha imparato il tedesco qui a tre anni ed ora ne ha otto….il corso di Italiano le e` servito a conoscere altri bambini che avevano la sua esperienza…genitori italiani e tedeschi ed ora imapara a scrivere in italiano……certo bisogna essere fortunati a trovare un insegnante brava come quella che ha avuto quest’anno….e` comunque un esperienza che ripetero anche con il piccolo che ora ha cinque anni e dal prossimo settebre potrebbe gia frequentarlo!
    Ciao francesca

  15. I danni nei piccolini i genitori li fanno nei primi anni della loro vita, sono danni invisibili che si manifestano all’eta’ di 14 18 anni e sono irrecuperabili. Lasciate giocare in pace i vostri figli, non caricateli di impegni potrebbero andare in burnout prima del tempo. Una riflessione: se a 4 anni vi avessero mandato a studiare un’altra lingua , togliendo del tempo irripetibile al divertimento saresti stati felici? Avreste sicuramente studiato perche’ era una cosa che lo voleva la mamma e quello che dice e vuole la mamma a 4 anni e’ indiscutibile. Parlate con gente professionale come , JESPER JUUL e scoprirete che danni potete fare pressando troppo….
    Il tempo, i viaggi i contatti in italia , questo serve, avere un’amico, amica nel paese del genitore italiano fara’ imparare benissimo la lingua italiana. Aspettarsi troppo da un bimbo, fagli fare troppe cose, che sia sport o studio o musica potrebbe fare molto male al bimbo, causare danni irreversibili che si manifesteranno verso i 14 -18 anni, fateli giocare, ridete con loro, divertitevi insieme. Alcuni libri sono anche stati tradotti in italiano del sig.re JESPER JUUL. La malattia del momento si chiama burnout, coglie all’improvviso e il fisco cede tutto insieme, si cade per terra e tutto si spenge, e’ un rifiuto agli impegli, ci vogliono mesi per guarire, anni per riprendersi, questa malattia e’ dovuta alla vit moderna , stressante, piena di impegni, nevrotica, pensate che per i piccolini non esista una forma di burnout? Esiste un’incubazione lunga e poi l’esplosione e la disperazione dei genitori che in molti casi accusano gli amici del figlioletto senza vedere i loro comportamenti passati. RIFLETTETECI BENE!!!

  16. appleforever

    @nessuno: rilassati – un po’ di filosofia zen, contemplazione della natura, magari anche, perchè no, una seduta di massaggio, o un quintale di camomilla, aiutano ;).
    @eireen: più lingue i bimbi imparano da piccoli, e meglio è. Il modo lo puoi scegliere come vuoi, non preoccuparti.

  17. Te lo dico così ti senti meno sola: anche mia figlia adora il sandalo con il calzino! E non è tedesca! Forse un po’ turca…

  18. Ciao sono la mamma di Davide, 20 mesi, nato ad Amburgo. Ti dico solo che il signorino urla disperato se tento di mettergli il sandalo senza calza. Non si scappa alla crucchizzazione, linguistica o modaiola che sia 🙂
    Ti lascio l’indirizzo del mio blog:
    Racconticavolo.blogspot.com

    • Cara Mari, scusa il ritardo nel risponderti, ma il tuo commento era finito nello spam! Ho visto il tuo blog e mi è piaciuto molto il tuo pezzo sugli italiani in aereo! 🙂 Ti aggiungo al mio blog roll qua di fianco. Continua a seguirmi! Ciao E.

  19. Piu’ ti leggo e piu’ mi accorgo di quanto il tuo bb e’ simile al mio.
    A quanti pensieri/problemi tu stia affrontando, gli stessi che ho io quotidianamente.
    In effetti non si scappa dal tutta questa germanizzazione!