La Terra trema

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E ora per voi un post che non c’entra granché con la tematica dell’espatrio… [pausa di riflessione] … o forse sì. Il fatto è che tra Modena, Ferrara e Bologna in questo momento sta succedendo il finimondo.  Il terremoto che circa dieci giorni fa si è abbattuto con violenza su quelle zone, ieri mattina si è fatto risentire con due scosse fortissime, impietose ed impetuose. E io lo sono venuta a sapere non dalla TV, non dalla radio, non da voci, bensì in presa diretta ed in tempo reale dall’e-mail di un amico che lavora a Bologna: “Qua tremiamo”. Voleva dire che tremava la terra e tremavano loro. Dalla paura, dall’angoscia, dallo smarrimento. Ho sentito raccontare ed ho letto di gente in preda a crisi di panico, in lacrime, con le mani strette nelle mani di altri, magari sconosciuti. E non riesco ad immaginare; o meglio: ci provo, ma sono certa che la mia immaginazione non può cogliere in alcun modo fino in fondo le sensazioni di chi si trova là, con il terreno che davvero può mancare sotto ai piedi da un momento all’altro. Proprio là da dove vengo io. Io che sono qua, angosciata al massimo da una deadline sul lavoro, io che sono qua al sicuro a Monaco, tra ufficio e casa. Che al mattino apro la mia paginetta Feisbuc  e, da lontano, ho la cronaca diretta, minuto per minuto, di quello che sta succedendo a 500 Km di distanza. “Stanotte non ce l’ho fatta a dormire in casa: auto.” scrive un’amica. “Io mi sono messa a letto con la tuta da ginnastica e le scarpe indosso. Poi però non ho chiuso occhio” commenta una conoscente. “Io tenda, ragazzi, tenda” scrive un altro personaggio che non conosco. Ma anche se non conosco tutti quelli che scrivono, li sento vicini ugualmente senza distinzioni. Guardo le foto degli edifici distrutti su Internet, vedo le chiese a pezzi, le case crollate, le auto sfondate. E penso che avrei potuto esserci anche io là. E penso che adesso, da qua, non posso fare niente, se non telefonare, mandare sms, pregare, sperare, pensare, confortare i familiari e gli amici a distanza.

Essendo cresciuta in quelle zone, so che cosa vuol dire “rischio sismico”. Mi ricordo il primo terremoto della mia vita: ero una bambina, ero in macchina; la terra ha tremato e io non mi sono accorta di niente. Il giorno dopo, a scuola, ci hanno spiegato tutto per filo e per segno: che cosa era successo, come mai, come comportarsi nel caso dovesse succedere di nuovo. Ed è successo di nuovo sul serio: più volte negli anni. Un’altra volta, ricordo, ero un po’ più grandicella e me ne sono accorta eccome: ho visto l’armadio di camera mia oscillare pesantemente e poi ho sentito un gran boato. Ricordo la paura, ricordo di avere guardato fuori dalla finestra per capire, ricordo di essere corsa fuori di casa per sentirmi più sicura. E all’epoca la magnitudo fu nulla in confronto al terremoto di questi giorni in Emilia. Pertanto non posso in alcun modo ignorare quello che è successo e sta succedendo, perchè è un pensiero fisso, è un continuo andare con la mente a coloro a cui vuoi bene, augurandoti che finisca il più in fretta possibile e che torni il silenzio. O meglio, che torni il rumore di una normale quotidianità.

P.S. no, il mio articolo non è uno di quelli bellissimi, lunghi, toccanti,  pieni di metafore, tipo le macerie nel cuore, la crepa nell’anima e simili. Non mi sono impegnata più di tanto a scriverlo, é venuto più che altro fuori di getto; voleva essere un pensiero di solidarietà per i miei “corregionali”! Tenete botta, rega!

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14 risposte a “La Terra trema

  1. ciao Eireen il primo giorno ke c’è stato il terremoto vicino a Modena e a Ferrara ho mi sei venuta in mente te. Mi ricordavo infatti che è la tua zona e aspettavo il post…Speriamo bene!!!! anche in Liguria lo abbiamo sentito
    katia

  2. Santo cielo Katia! Fino in Liguria? Oh mama…

  3. Ti sono vicino in questo momento cara Eireen perchè so cosa stai passando: a gennaio la terra ha tremato anche a Verona e quando sono tornato ho visto gli effetti. Crepe impietose solcavano i muri di casa mia. E quando è successo io ero a Monaco al sicuro, nel mio bell’ufficcetto. Ci ha pensato mia sorella a svegliarmi: stase terremoto, crepe in casa. Ah però.
    E per non farmi mancare niente ho sentito anche quello venuto in Emilia. Mi sono svegliato che il letto ondeggiava come se fossi in una navecrocierea. Se l’ho sentito io così, figuriamoci da te a Modena!!!

  4. Riporto anche la mia piccola esperienza avendo sentito sia quello del 20 maggio sia quello di ieri.. a Como (230 km da Modena) lo si è sentito benissimo. La notte del 20 ero sveglio e ha iniziato a ballare tutto e mi è caduto dallo scaffale il libro della guida di Monaco… terrore…non oso immaginare come sia a trovarsi nell’epicentro…..

  5. Martedì mattina sono stata appiccicata a Twitter a seguire le cronache istantanee dal terremoto. Sabato mattina siamo decollati proprio da Bologna, e la sera prima abbiamo cenato con mia cugina e suo figlio, che vivono proprio là (e non ne possono più). Sto continuamente in pensiero per loro, ma pure per tutti i miei amici di Twitter, che non posso assolutamente considerare estranei, e per chiunque stia sopportando questo momento. Nel 1997/98 ho vissuto tutto lo sciame sismico dei terremoti tra Umbria e Marche, sebbene Città di Castello sia stata risparmiata dai danni grossi, e me lo ricordo benissimo. Pure la scossa che interruppe lo scritto dell’esame di Statistica e l’assistente, imperturbabile, che ci consigliò di andarcene perché quel trave di cemento armato poteva spiaccicarci tutti. È una guerra dei nervi, e non si può perdere.

  6. E’ terribile, è vero. I miei parenti abitano a 5 km da Mirandola, non sono giorni sereni. Per fortuna almeno i miei nonni sono stati portati via da lì. E, sempre per fortuna, sta arrivando l’estate.

  7. Ciao Eireen, ho sempre letto il tuo blog sin dall’inizio e anche letto le tue interviste rilasciate su un paio di siti.
    Non ho mai scritto niente ma ho seguito con molto interesse, dato l’umorismo, il modo di scrivere corretto e scorrevole, e in ultimo, ma non ultimo il fatto che tratti veramente argomenti che riguardano l’espatrio(molti blog partono così ma finiscono per parlare di tutt’altro). Appena ho sentito del terremoto ho subito temuto che fossi a Modena anziché a Monaco, anche perché durante la prima scossa una donna tedesca purtroppo è rimasta vittima del terremoto.
    Grazie per averci rassicurato con questo post e per averci fatto sapere che sei a Monaco.
    PS So che il terremoto si è avvertito addirittura in Austria.

    • Cara Roberta, quello che scrivi mi fa un piacere enorme, non ho parole per ringraziarti. Oggi pomeriggio un ennesimo scossone in zona terremotata, purtroppo. Speriamo si acquieti presto.

  8. Cara Eireen ti sono vicina .. a me non è mai capitato, o meglio ero presente la scorsa estate a NY quando c’ era stato l’allarme terremoto e probabile tsunami con successiva mobilitazione, mi trovavo in macchina quando c’era stata la scossa di qualche secondo; la macchina era ferma, posteggiata, una sensazione di ondulamento ma di pochissimi secondi e tutto finito. Non riesco ad immaginare qualcosa di più grave, deve essere spaventoso. Speriamo che tutto finisca e che come dici tu i rumori siano quelli di sempre, che ci piacciono di più ! PS: il tuo post era bello, invece!
    Dancer

    • Cara Dancer, non posso esimermi dal ripeterlo: la vicinanza dei miei lettori mi fa un enorme piacere e vi ringrazio tutti dei vostri commenti e della condivisione delle vostre esperienze con le catastrofi naturali! Forza e coraggio! Passerà.

  9. Cara Eireen, leggendoti e leggendo questi commenti mi viene un solo pensiero: siamo italiani. Io vivevo al sud, a Napoli, e ho vissuto con lo stesso misto di incredulità e paura gli interminabili secondi di numerose scosse. Aggrappata all’arco della porta aspettando che finisse, cosi’ mi vedo quando ci penso e non posso non essere vicina a chi lo sta vivendo in questi giorni. Purtroppo l’Italia è un paese a rischio sismico…bisognerebbe averlo in mente ogni volta che si costruisce, che si restaura, che si scava.
    Forza e coraggio…e speriamo passi la nottata!