I motivi per cui restare

Come ho raccontato in più post, ogni volta che faccio rientro sul suolo italico per le ferie d’ordinanza, vengo colta da attacchi di mal d’Africa mica da ridere. No, non che io voglia tornare nella sconfinata savana a correre con le gazzelle e sentire il contatto con madre terra, cosa che per inciso non ho mai fatto.  Intendo dire che la mia città d’origine in Italia, nel momento in cui mi ci reco in vacanza, improvvisamente mi sembra il luogo più accogliente del mondo, quando fino a ieri in pratica ci sputavo sopra. Tipico effetto boomerang dell’espatriato: ma fa parte del gioco e bisogna in qualche modo farci i conti. Poi, al rientro a Monaco, i giorni scorrono, io riscivolo nella routine e, come per magia, mi dimentico della nostalgia di casa. Perchè alla fine, diciamocelo pure senza pudore, a Monaco ci sto bene, faccio la vita che ho tanto a lungo desiderato e, grazie al cielo, tante mattine ancora mi sveglio “confusa e felice” di abitare e lavorare qui. E sospetto che non si tratti solamente di un fatto soggettivo. Voglio dire, ci sono anche dei fatti indiscutibili che mostrano che qui si vive bene e mi fanno pensare che i miei pensieri periodici di rientrare debbano rimanere , appunto, solo pensieri.

Tanto per dire, in ordine totalmente sparso, ecco alcune motivazioni per rimanere:

–          Monaco è una città super-sicura. Puoi dimenticare la tua borsa con dentro passaporto e chiavi di casa in metropolitana  e, garantito al cubo, la ritrovi dopo due giorni all’ufficio oggetti smarriti. Con tutto il suo contenuto intatto. Puoi parcheggiare la macchina per una settimana in una strada pubblica e al tuo ritorno ritrovarla esattamente come l’hai lasciata, senza un graffietto in più o uno specchietto in meno. Se sei un bambino di 8-10 anni, puoi già andare a scuola in metro da solo; e arrivarci. Tutto intero.

–          Fai la conoscenza di una tua lettrice, giovanissima ed intraprendente ingegnere, che sta facendo le valigie per andare a lavorare in Norvegia e alla domanda: “Ma quanto conti di restare?”, ti risponde, con un gran sorriso: “Non lo so”. E ti fa capire, che se ci starà bene, potrebbe anche decidere di rimanere. Allora ti chiedi perchè l’Italia continui a formare gente sveglia ed intelligente, che poi per trovare condizioni lavorative interessanti deve fare 10.000 km.

–          Parli con una tua amica in Italia che fa la pratica da avvocato e contemporaneamente la commessa in un negozio di prodotti cosmetici, che ti dice: “L’italia sta diventando come un paese dell’Est Europa. Rimani dove sei.”. E allora ti ricordi che sei espatriato anche per il futuro di tuo figlio (vedi anche motivazione qua sopra).

– Per questo (anche se io non sono del Sud): http://lafilosofiareggina.com/2012/04/17/lettera-della-madre-di-lucia28-anni-morta-suicidalaureata-con-110-voleva-solo-vivere-in-calabria/

–          Non c’è niente da fare, bisogna che io lo ripeta e lo confermi. Qua le cose funzionano: c’è organizzazione e i servizi brillano. Lo so che se lo chiedi ad un tedesco, ti comincerà a snocciolare i motivi per cui in realtà in Germania le cose non vanno affatto, potrebbero andare meglio e tutto l’ambaradan. Ma per noi che veniamo dall’Italia, questo è un paradiso. Ve lo assicuro. Scusate, ma quando mai da noi capita che mandi un’e-mail ad un ufficio pubblico e dopo pochi minuti l’impiegato ti chiami sul cellulare e ti spieghi che ha bisogno di altri documenti e se puoi, per favore, farglieli avere? Anche via pdf va bene.

–          Il fatto di essere expat, si sa, alza la qualità della vita. Non sei più graziato mensilmente dai classici mille euri al mese. Non sei più costretto a tirare la cinghia su tutto e a non dormire la notte se hai comprato un paio di scarpe di troppo. Puoi finalmente, finalmente, finalmente, fare ragionamenti del tipo: “C’è un bel ponte di quattro giorni a Giugno. Che si fa, si va via? Dai, pensiamo dove.” Invece di “Sabato sera andiamo a cena? No eh? Meglio di no, dai. Un bel DVD e la serata si allieta”. Per carità, è fondamentale godere delle piccole gioie quotidiane e anche stare sul divano col partner a guardare semplicemente un film è una cosa splendida, ma dopo che hai vissuto solo di piccole gioie per tutta la vita, permettemelo, le piccole gioie ti hanno decisamente rotto gli zebedei!

–          Last, but not least, vuoi mettere avere la chance a 36 anni, oppure un’età qualunque, di ricominciare tutto da capo in un posto strepitoso, di mettersi alla prova e vedere che sì, ce la puoi fare, ce la stai facendo, ce l’hai fatta. Hai superato lo scoglio linguistico, inizi a conoscere il territorio e ad avere amici; sei felice di ogni conquista, hai mille luoghi ancora da esplorare, lezioni ancora da imparare e persone ancora da conoscere. Hai spezzato la quotidianità, hai dato il classico giro di vite e, come se non bastasse, ti diverti! Sì, lo so, lo so che poi mi passa e anche Monaco mi sembrerà eccitante quanto Canicattì – senza offesa per i canicattesi – ma per adesso lasciatemi sognare, lasciatemela godere!

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37 risposte a “I motivi per cui restare

  1. Per me vale la pena andare all´estero e in Germania in particolare solo se ne vale davvero la pena cioe se fai un passo importante in avanti nella scala sociale perche´ vero che molte cose funzionano meglio qui ma e´anche vero che tante cose ti mancano… come il cibo, gli amici, il clima e la vita sociale in generale… e non e´poco!

    • Beh Massimo, per il cibo si rimedia facilmente con ristoranti e supermercati di prodotti italiani; per il clima, ci si adatta e poi si sverna a casa o in luoghi ameni. E per la socialità, beh, ci si attacca! 😉

  2. Sono completamente d’accordo con te!

  3. Sottoscrivo in pieno tutti quanti i punti e aggiungo che un altro motivo per cui vale la pena restare è la bellezza intrinseca di Monaco. Ahhhhhh mi sa che sono innamorato!

  4. Io invece non ho proprio voglia di tornare in Italia e quando ci vado per le vacanze di rito,,,dopo un po ho voglia di tornare qui…mi sa che questanno le salto.
    Francesca

  5. Mi ritrovo esattamente in tutto quel che hai scritto, tutto.

  6. Se Monaco ti entra nel cuore rimani fregato per tutta la vita. Saluti da Kuala Lumpur!

  7. Torquitax, Manuela è proprio così: di Monaco ci si innamora e poi è la fine. Si è incastrati!

  8. A Monaco non sono ancora stata ma posso confermare che è cosi’ pure nel nord della Germania.
    Direi che più passa il tempo meno sono le cose che mi mancano dell’Italia. Pero’ agli amici in Italia non posso dirlo, passerei come traditrice della Patria 🙂

    • Cara Bianca, in realtà a me quello che ogni tanto manca dell’Italia sono le amicizie strette, forse perché qui ancora non ho avuto il tempo di crearmele. Per il resto, guarda, lascio l’Italia agli Italiani che hanno deciso di restare. Tanti auguri!

  9. Ciao, ti seguo sempre e ti ringrazio per gli articoli, sempre molto interessanti e precisi. Purtroppo andrà sempre peggio, e assisterai a molti italiani che vorranno emigrare li in Germania, ad esempio. Io stesso sto studiando tedesco e vorrei emigrare entro un anno. La crisi economica ha fatto si che moltissimi italiani abbiano ripreso ad emigrare. Un grosso scoglio che hanno molti per non farlo è la presenza di genitori anziani. Sul cibo, beh.. Bolzano non è lontana, si può fare un viaggetto in macchina ogni tanto..Il clima è difficile esportarlo. Circa le amicizie però non sono d’accordo: gli italiani sono molto superficiali, tutti ti danno la parola, però poi quando hai bisogno di vero aiuto, sono davvero pochi quelli che si comportano da veri amici.

  10. Caro Simone, sono contenta di sentire che mi segui e che apprezzi i miei post. Mi sono già accorta che molti italiani vogliono emigrare qui, dato che ricevo spesso richieste di indicazioni pratiche su come emigrare. Se deciderai di farlo anche tu, beh, ti dico che non mi sembra che ci sia una gigantesca differenza culturale tra Bozen e la Baviera. Quindi l’impatto per te credo che sarà facilitato, anche a livello di rapporti umani. Fammi sapere! Ciao! Eireen

    • Eireen.. sono di Verona, non di Bolzano, scusa ma mi sono espresso io male. Intendevo dire che si può un sabato mattina fare un salto in macchina fino a Bolzano, e riempirla di pasta, riso, grana, passata, etc.

    • Ehm, ok, afferrato! E hai ragione: Monaco-Bolzano in 3 ore si fa.

  11. thomas bernhard

    stiamo tutti studiando il tedesco in italia, ormai… io guardo solo e unicamente la tv tedesca in questo periodo, ormai conosco tutti i Krimi teutonici…

    • Uppallà! Allora sei più informato di me, che non la guardo quasi mai, per disinteresse. Ma quando l’accendo, come accompagnamento per le ore di cyclette, beh mi cucco tutta una serie di reality-show, del tipo X-files, Vendo, compro casa oppure “C’ho la casa piena di spazzatura, venitemela a svuotare”. 🙂

  12. Sono completamente d’accordo. Mi piace tornare a trovare i miei genitori, rivedere i miei amici e farmi un giretto per la mia città. Poi però torno qui e mi rendo conto che anche questa è la mia casa ed anche qui ho i miei amici. Ma soprattuto il futuro di mio figlio è qui.
    Monaco è una città molto italiana, ci credo che si sta bene! 😉
    P.S. Della Germania non mi piace l’uso – a volte eccessivo – dei lavori da 400€, le cui maggiori fruitrici sono proprio le donne. Poi succede, per esempio, che Schlecker (che, secondo me, non ha proprio brillato per comunicazione aziendale ne’ per scelte strategiche) fallisce e ci rimettono proprio le categorie di lavoratori più deboli. Perlomeno c’è l’Arbeitsamt.. E qui ti risparmio di dire ciò che (non) ho ricevuto in Italia dall’omologo Ufficio quand’ho perso il lavoro. Vabbè.
    Resto qua.

  13. Cara Brunhilde, noi due mamme e per giunta della stessa età, ci capiamo! Pargolo germanizzato, pargolo fortunato! Per il discorso dei lavoretti a 400 euro, non sapevo. Anche se, adesso che me lo dici, in giro fuori dagli esercizi commerciali si vedono parecchi cartelli “Cerchiamo persone. Base di 400 euro mensili”: E avevo anche sentito di questa storia del fallimento di Schlecker, brutta roba. E se vorrai raccontaresul tuo blog delle tue disavventure all’ufficio del lavoro in Italia, beh, io ti leggerò volentieri! Tschüß!

    • No, meglio non ammorbare i miei rari lettori con le disavventure di una ex lavoratrice italiana sospesa tra precariato e precariato finto. Tanto, poi, a che servirebbe? Io me ne sono andata, e chi resta conosce situazioni peggiori. Però, ripeto, anche qui non è bello sapere che ci sono lavori pagati male ed in modo del tutto legale.

  14. d´accordo.su tutto. quando eravamo a Milano chiedevo sempre a mio marito di andare via da li´, ovunque, ma via da li´ …. adesso che siamo a Monaco gli chiedo sempre di non tornare a Milano… e nonostante la lontananza dei parenti e degli amici, e nonostante i milanesi in confronto agli abitanti di monaco siano persone aperte e solari e nonostante qui si dorma con la coperta ad agosto…si sta meglio …
    🙂

  15. I periodici pensieri di ritornare bloccali sul nascere!! Te lo dice una persona che è appena fuggita dall’Italia verso Londra:) Seguo il tuo blog da tantissimo tempo, ora continuerò a seguirti da qui, ho anche aperto il mio blog e ti inserirò nel mio blogroll ! Monaco è bellissima !

    • Caro “Noiduedelmondo”, innanzitutto grazie di cuore di seguirmi e anche di avermi inserito nel tuo blogroll, ne sono profondamente onorata. E ora faccio anche un salto a trovare il tuo blog. Sono tanti (troppi) anni che non faccio un salto a Londra! A presto Eireen

    • Grazie Eireen !! (La) Dancer 🙂

  16. Ciao, anch´io son expat, ormai da 5 anni, a Praga. Non si sta male ma dato che sia io che mio marito – praghese-, abbiamo una buona conoscenza del crucco, ogni tanto mi trastullo con l´idea di ricominciare a Monaco. A parte le fatiche per porre nuove radici, nonché la ricerca del lavoro, son dubbiosa sul fatto di crescere il nostro cucciolo in una terra per entrambi non natia, come si sentirá? Grazie del tuo blog, ti seguo e condivido!

  17. Cara Irene,se conosci bene il tedesco, potresti provare l’avventura monacense. Ovviamente non conosco tuo figlio – quanti anni ha? -ma ti posso dire che il mio, che ha quasi 6 anni, ma ne aveva 4 e 1/2 al momento del trasloco – si è adattato molto bene. I primi mesi non sono stati facili per lui, ma dopo il periodo fisiologico del rodaggio, si è ambientato molto bene ed inoltre parla tedesco come se in vita sua non avesse mai fatto altro! In bocca al lupo! Eireen

  18. Ciao Eireen! Non ho neanche letto ancora tutti i commenti, avevo troppa voglia di scrivere.. Uno perché ogni volta che apro x vedere che c’è di nuovo, tu hai scritto qualcosa che ho nel cuore, che mi sento vicino, o che mi è appena accaduta.. due perché ti scrivo non solo da futura expat, ma da calabrese x tutta la vita (pur vivendo in Toscana). La nostra realtà supera qualsiasi film di fantascienza, e leggere di vite che finiscono nella più assurda tragedia è un continuo, è doloroso, è tutto vero e non se ne cava le gambe..Sono tornata da poco da Monaco, perché come tante volte ho scritto, ci stiamo “organizzando”, e ci ritornerò tra un paio di settimane (non vedo l’ora!). Abbiamo portato il nostro bambino brontolone a fargli conoscere la sua nuova patria 🙂 Il nostro piano era quello di “stordirlo”, ubriacarlo di Monaco, semplicemente facendogli vivere tutti gli aspetti migliori che questa città offre, e non è stato difficile trovarli, perché ci inciampavamo continuamente sopra.. Abbiamo pensato tutto fino al minimo dettaglio, perché avevamo sinceramente paura che fosse un fallimento, che ci dicesse “siete matti io qui non ci vengo”, invece.. è stato più intelligente di noi! Tutti e tre camminavamo sospesi da terra, nei parchi, sui marciapiedi puliti, allo zoo, nei giardini, blaterando frasi di sorpresa e meraviglia.. Abbiamo respirato l’aria pura del sincero vivere, abbiamo visto persone che sorridevano, consumavano, passeggiavano, si rilassavano, lavoravano fiere.. ogni tanto ci guardavamo e facevamo spallucce x esempio di fronte agli incredibili prezzi bassi della roba bio nei supermercati, e ci venivano in mente tutte le persone che obiettano “sì ma lì la vita è cara, costa tutto caro”. No, non è cara, è preziosa. E’ qualcosa che qui in Italia abbiamo dovuto dimenticare: l’amore per le persone. Incredibile trovarlo in una terra fredda come la Germania, eppure credimi c’erano cose che avevamo dimenticato. Come lasciare la borsa aperta accanto a un estraneo senza nemmeno avere la minima preoccupazione di quello che potrebbe succedere. Come lasciare tuo figlio scorrazzare libero in mezzo a centinaia di altri bambini, senza la paura che gli succeda qualcosa di terribile.. La rilassatezza di camminare senza avere il coltello tra i denti, la fiducia da poter accordare a un altro essere umano, che sai che quando ti sorride, ti sorride e basta, non sta tentando di fregarti.. Ecco queste “piccolezze”, senza scendere nei particolari, tipo facilità di trovare lavoro o stipendi migliori, rappresentano quelle azioni che ti migliorano la qualità della vita.. a noi sono bastate per riprenderci da un periodo difficile, perché ci hanno fatto capire che si può ricominciare e che quello che più desideri per te e x tuo figlio è realizzabile, in qualche modo, in qualche posto, accade. E mio figlio dopo una sola settimana in Italia non ci voleva ritornare.. Un bambino che, quasi novenne, riesce a percepire che, quantunque gli mancherà tutto quello che conosce, amici, nonni, posti e abitudini, potrà realizzare tutti i suoi sogni, i suoi futuri progetti, in un luogo che ti accoglie, dove sei importante, dove tu stesso sei il futuro… Per ora dice in giro che andrà a Monaco x i prossimi quattro/cinque anni, ma per noi va benissimo, non pensavamo nemmeno di arrivare a tanto! Scusa il poema, Eireen, ma sono molto emozionata (e impaurita) come prima di fare un salto nel vuoto 😉 Terry

  19. Ciao Terry! Non posso che ringraziarti dell’entusiasmo con cui mi segui e mi lasci commenti articolatissimi ed interessanti! Ma non ho ancora capito quando esattamente vi trasferirete qui. In ogni caso posso dirti che gli occhi con i quali guardi tu questa cittá, sono anche i miei. Sono qua da 20 mesi e non perdo l’entusiasmo, nonostante certe volte sia difficile essere lontana da casa e dai punti di riferimento di una vita intera! Inoltre non vedo più la Germania come la terra perfetta, come facevo all’inizio; ma continuo a vederla lo stesso come il posto in cui sto bene, mi sono ritrovata e ho migliorato la qualità della mia vita. Ho scritto più volte che trasferirmi qui è stata per me una rinascita e ancora oggi lo confermo. A presto. Eireen

  20. Carissima.. noi vorremmo trasferirci.. ieri!! Lo faremo non appena riusciremo a vendere la nostra casa, ehm in questo momento in Italia è un tantino difficile.. speriamo di poterlo fare a settembre. Non penso che sia perfetta, penso che sia umana. So già cosa troverò che non mi piace, e mi piace pure quello se lo paragono a cosa lascio 😉
    Vorrei farti una domanda, se preferisci in privato, se vuoi attraverso email, se è lecito insomma. A presto.

  21. Sovente mi capita di effettuare ricerche sulle considerazioni post-espatrio, in modo da potermi confrontare con esperienze reali: Dopo un periodo di tentennante indecisione-accidia-modalitàannosabbaticoperenne ho iniziato ad ottobre a studiare tedesco: non appena raggiungerò una buona conoscenza scritta e orale conto di fare le valigie e di comprarmi il mio biglietto one-way per Berlino.
    Un costo della vita inferiore, un ambiente giovane, stimolante e dinamico, dove il concetto di prospettiva è concreto e palpabile per chi vuole mettersi in gioco, dove ci si confronta quotidianamente con l’esistenza di uno Stato sociale che funziona (dal punto di vista di un 23enne italiano temo che persino il Gabon funga da metro di paragone), una città dove ho lasciato il cuore. Sono determinato e volitivo, metà dello stipendio “precario” mi parte in ripetizioni, ma sono contento. Gli investimenti come questo non vengono mai per nuocere.

    Un saluto Eireen

    Andrea

    • Ciao Andrea, non posso e non devo aggiungere una parola a ciò che hai scritto. Comunque vada a finire la tua avventura berlinese, con un trionfo o una delusione, solo il tuo coraggio è da apprezzare! Un saluto Eireen

  22. “sì, ce la puoi fare, ce la stai facendo, ce l’hai fatta”. Che emozione queste tue parole in questo momento.
    Per te di “bilanci”, per me di “aspettative”. Sono al primo di questi stadi, al “ce la puoi fare”. Me lo ripeto spesso, magari lo faccio succeere. Tra un paio di mesi (quando sarà trascorsa qualche settimana dal nostro imminente trasferimento in terra tedesca) forse saprò se ce la sto facendo. Per dire che ce l’avrò fatta serviranno mesi e magari anche un paio d’anni. E magari ci sarà un’altra expat 36enne (e no, a quel punto ne avrò un paio in più) che potrà dire di essere felice di ogni conquista e che, sì, ha fatto bene a ricominciare tutto da capo.
    Approfitto per dirti: grazie, Eireen per i tuoi post. Ti ho seguito in silenzio nei mesi della decisione (accettiamo o non accettiamo? partiamo o non partiamo?) e ancora di più in queste settimane di count down. E leggere del tuo bambino bionico che ha imparato il tedesco alla velocità della luce infonde un po’ di ottimismo sul tema in una mamma di tre bimbi che al momento sanno dire solo “eins, zwei, drei”! 🙂
    Grazie ancora.
    Ale

    • Che dire, Ale? Grazie di avermi seguita, sul serio. Mi fa sempre un piacere enorme quando qualche lettore emerge dal silenzio e mi dice grazie per quello che scrivo. M’incoraggia a scrivere ancora! Complimenti per la decisione di emigrare, soprattutto con 3 figli! WOW! Ma venite proprio qui a Monaco?

  23. Prego, è stato davvero un piacere seguire il tuo blog, fonte inesauribile – insieme a quelli di altre expat – per carpire informazioni e prospettive e iniziare a familiarizzare con odori e sapori.. 🙂
    No, niente Monaco: saremo più a nord, a Dusseldorf. Continuerò a seguirti e magari tra qualche tempo ti dirò come è andata. Tschüß!