Come tutto è cominciato

Cari lettori, qualche volta mi capita di ricevere e-mail di aspiranti expat a Monaco che mi chiedono come ho fatto a trovare lavoro qui e se posso suggerire loro delle strategie infallibili per trovare a loro volta un’invidiabile posizione e riuscire così a trasferirsi nella città di Ludovico, der Märchenkönig, come ho fatto io. Premesso che non esistono percorsi predeterminati, consigli dispensa-certezze o magie delle magie che si possono applicare a chiunque, io posso soltanto raccontare com’è andata a me e augurare a tutti che vada nello stesso modo, anzi meglio!

Tutto ebbe inizio quando io e il marito supersonico ci conoscemmo, ossia nove anni fa. Ci guardammo negli occhi e in un attimo capimmo che non saremmo voluti rimanere in Italia a lungo, che avremmo invece volentieri costruito il nostro futuro altrove. Tutto ciò a causa delle cause che spingono molti a lasciare l’italico suolo per emigrare altrove: precarietà diffusa, mentalità retrograda, possibilità ristrette di crescita professionale, desiderio di allargare i propri orizzonti e sperimentare qualcosa di diverso. Gli anni dunque passarono, le cose cambiarono, ma il progetto rimase. Nacque il bambino bionico e insieme nacque la convinzione che fosse giunto il momento ideale per levare le tende dal paese natio. Ed iniziò la ricerca di un lavoro all’estero.

La nostra eroina pensò che il modo più intelligente per trovare il tesoro nascosto di cui narra la leggenda, fosse di aggredire senza sosta i siti web delle aziende multinazionali più celebri. D’altronde non aveva lei forse lavorato in diverse aziendone importanti con sedi in tutto il pianeta e non era forse già abituata a muoversi in inglese all’interno di questi ambienti multi-culti? Quale migliore biglietto da visita per acchiappare le simpatie degli uffici personale di questi luoghi magici situati all’estero? Iniziò dunque un percorso irto di ostacoli, prove, nemici e difficoltà di ogni sorta. Alla nostra protagonista furono richieste enormi dosi di pazienza, coraggio, tenacia, astuzia. Tante volte, alla mancanza quasi assoluta di riscontri o risposte, la nostra diletta fu tentata di lasciar perdere, di pensare che in fondo forse si sta così bene a casa, ma chi me lo fa fare, non ho già tutto qua? Tante volte la speranza fu ridestata invano da una risposta illusoria, da un’e-mail che risvegliava ingannevolmente i sogni e i progetti tanto accarezzati. Che gioia infatti certe mattine provava ella nell’aprire la posta elettronica e leggere qualche manciata di righe: “Saremmo interessati al suo CV, ci manterremo in contatto per eventuali posizioni si dovessero presentare in futuro.”. E che delusioni quando poi a queste righe non seguiva nulla di fatto per mesi e mesi. Due però gli episodi degni di nota. Il primo: la mega-multi-nazionale del mobile fa-da-te con sede nel Nord Europa che una volta contattò la nostra impavida ricercatrice di tesori, proponendole un ghiotto colloquio. Oh giubilo, o gaudio, forse la meta agognata si stava avvicinando? Forse stava arrivando il premio tanto atteso? Ahimè dopo due mesi dal messaggio illusorio, ne arrivò un altro che spiegava che, a causa di fulmini e tempeste, la selezione era stata sospesa e un’altro candidato aveva avuto occasione di sconfiggere il drago prima di lei e vinto così non solo il tesoro nascosto, ma anche il trono. Ahinoi. Ma la nostra non si fece abbattere nemmeno in questa circostanza e fu così che, un giorno, imbattutasi per caso nel bando di concorso per un posto alla Corte Europea dei Diritti Umani in quel della cittadella di Strasburgo (secondo episodio degno di nota), non esitò un istante a mettersi in lista per la partecipazione al torneo. E anche in questa circostanza ella affrontò prove su prove, prese treni su treni per recarsi a Roma e a Strasburgo, incontrò persone su persone, pregò preghiere su preghiere. E quando finalmente uscirono i risultati della gara…. tadà…ella era risultata TERZA! Terza su quasi 200 aspiranti, che meraviglia! Peccato che le posizioni offerte fossero riservate…ai primi due della lista! Quante lacrime, quanta sofferenza, quanti sogni di pedalare allegramente per le vie della cittadine francese andati in pezzi. Ma ancora una volta ella ebbe il coraggio di rialzarsi, di non abbandonare la ricerca. Nel frattempo gli anni erano passati, il piccolo principe bionico cresceva e lei si rendeva conto di quanto fosse in effetti prezioso il tempo passato in patria, in famiglia, con gli amici, in preparazione al grande salto futuro. Fu così che una sera di esattamente due anni fa, l’eroina s’imbattè nuovamente in un annuncio affascinante, che parlava di un lavoro interessante anzichennò proprio in quel di Monaco di Baviera, città di una parte della sua famiglia, e proprio in un luogo che si presentava speciale ai suoi occhi, lei, interessata proprio all’argomento di cui si trattava in questa sorta di castello. E fu così, che col cuore pieno di trepidazione, prese coraggio ancora una volta e inviò il messaggio con il proprio curriculum e una lettera di presentazione accuratamente preparata. Poi inviò il tutto e si mise, per l’ennesima volta, in paziente attesa. Attesa che fu presto premiata, in quanto dopo sole quattro settimane…ZAC…magica magia, si ritrovò un invito con tutti crismi a viaggiare, per di più in aereo, fino alla città bavarese, spesata e coccolata di tutto punto. Il viaggio programmato fu addirittura impedito da un vulcano della lontana Islanda, che decise di eruttare proprio qualche sera prima della partenza, provocando così la chiusura degli aeroporti la mattina stessa del grande giorno. Ma lei, incrollabile, prese un autoveicolo e, in men che non si dica, fu a Monaco di Baviera. Grazie alla sua precedente esperienza a Strasburgo (che dunque alla fine non si rivelò inutile), non mancò di sostenere un brillante colloquio e di essere subito richiamata, nel giro di alcuni giorni, per un “ulteriore colloquio”. Nel colloquio in questione le fu addirittura chiesto di affrontare il re in persona, la massima autorità del regno. Ma per la nostra, ormai abituata a tutti i tipi di prove, questa non fu che la più classica delle passeggiate. E poi iniziò la centomilionesima trepidante attesa di un responso, nella convinzione, questa volta, che se il destino le aveva riservato un posto a Monaco, questo sarebbe arrivato, altrimenti la vita le avrebbe fatto arrivare qualcosa di addirittura meglio. E l’attesa fu ripagata in pieno, quando finalmente giunse la magica telefonata del Granduca di Baviera, che la informava che il posto sospirato era stato assegnato ad un’altra eroina, MA lui le chiedeva, in ginocchio, di “accettare la sua mano” o meglio di accettare di andare a lavorare per lui, che da lei tanto era rimasto colpito in occasione del primo, fatidico colloquio. La nostra ne discusse con il proprio consorte, ma bastò uno sguardo fra i due per capire che l’occasione tanto attesa era arrivata, che il momento della svolta era giunto, che il tesoro stavolta era sul serio a portata di mano. Lei dunque disse di Sí al Granduca. O, per citare Manzoni, “la (s)avventurata rispose”. E il resto è, come da copione, storia.

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21 risposte a “Come tutto è cominciato

  1. Bellissima questa tua esperienza così romanzata! Sei stata determinata e quindi premiata. Complimenti! E comunque non è da tutti cambiare da un giorno all’altro la propria vita!

    • Beh grazie di cuore, ma anche tu non scherzi, sinceramente. Prima Asmara, poi Istanbul… Mondi ben diversi dal nostro e che richiedono un’ottima capacità di adattamento. Dunque ricambio in pieno i complimenti!

  2. E sei contenta, lo rifaresti? Io si!
    francesca

    • Sì, sì, lo rifarei senz’altro. Quella di espatriare è un’avventura pazzesca, che ti regala dei momenti altissimi, sia “negativi” che “positivi”. E chi li avrebbe vissuti restando a casa?

  3. Le mie felicitazioni Amazzone Eireen. Ha sconfitto, o meglio conquistato, il drago e ottenuto l’Oro del Reno. E che razza di oro che ha ricevuto!! Dai, diciamolo senza tanti giri di parole: era destino che andassi a Monaco. Punto. Comunque quel MA vale anche per me…dovevo andare all’Ufficio Turistico, ma…sono all’UT! UT UT del mio cuore…

    • Ma sì, guarda, sono convinta anche io, mio caro Torquitax, che fosse destino che infine giungessi qui, nella città delle mie origini e della mia infanzia. Come è stato destino che tu finissi dove sei ora e non, appunto, all’Ufficio Turistico. Qualcuno dice che nulla accade a caso. Chissà…

  4. thomas bernhard

    Prenndendo in affitto un appartamento per sei mesi e provando a cercare sul posto vale a pena? o è meglio inviare prima mail dall’ italia?

    P.s. come servizio di utilità pubblica per i tanti italiani che vogliono emigrare potresti mettere on line un curriculum fatto bene (togliendo ovviamente i tuoi dati personali)…

    • Caro Thomas, se hai la possibilità di affittare un posticino per 6 mesi qui a Monaco, avrai di sicuro vita più facile nel cercare un lavoro. E ti faciliti la vita ancora di più se mandi e-mail dall’italia prima di partire, specificando che sarai a Monaco a partire dal mese tale.
      Per quando riguarda il mio CV, posso solo consigliare a chi aspira ad un lavoro all’estero, di fare come ho fatto io: scaricare da qualche sito autorevole degli esempi di CV e di lettere di presentazione e poi adattare il proprio CV ai modelli proposti. Infine farsi consigliare da qualcuno di esperto. Io, all’epoca, ebbi l’assistenza di una sorella che vive in un paese anglofono e ha lavorato in un’agenzia di selezione del personale. Mi diede parecchie dritte, soprattutto sulla lettera di presentazione. Anzi… ne approfitto per ringraziarla in diretta! Diciamo che, nella favola, potrebbe essere paragonata ad un folletto buono e magico, che dà una mano al momento giusto!

  5. Ah ah, non finisci di sorprendermi, ogni volta che muovo un passo verso la mia meta, e/o mi accade qualcosa.. faccio un salto da te :D, e puntualmente c’è l’argomento giusto per l’occasione! Solo che a quanto pare, il mio drago, si chiama lingua tedesca, e si può sconfiggerlo storicamente dolo dopo molti, moltissimi.. mesi? Voglio essere ottimista! E’ solo che già è difficile procurarsi il lavoro dall’Italia.. invece Eireen, pensa mi sono già conquistata due colloqui! per due lavori di tutto rispetto! L’ultimo in particolare era quello che mi calzava quasi perfetto… pur non essendo laureata.. Questa è la risposta che mi è arrivata 20 minuti fa dalla tanto agognata azienda: “Dear MT, I’m sorry to tell you, that speaking german perfectly is basic, for a job in this team.
    So I have to denie your application, and i wish you luck on your way to find the right job. With the best wishes, D.R.”
    Sob e sigh :”'( ma l’inglese…? Sono qui che mi divoro un barattolo di cioccolata..

    • Cara Terry, comunque sia andata, ti proibisco di scoraggiarti! Prima o poi troverai un posto in cui il tedesco perfetto non è fondamentale, qua ce ne sono diversi, soprattutto le grandi aziende. So di un’italiana che vive qua, amica di mio marito, che ha trovato lavoro in un asilo dove serviva una madrelingua italiana; lei non è qualificata come assistente d’asilo e non sa il tedesco alla perfezione, ma siccome c’era bisogno, l’hanno presa ugualmente. Per dire che possono saltare fuori tante occasioni. E comunque credo anche io che, in generale, sia più facile trovare lavoro direttamente sul posto, quindi, se non lo trovi prima il lavoro, penso che quando arriverai qui a Monaco, le cose scorrerrano ancora meglio. A presto!

  6. Ehi faccio sempre in tempo ad aprire il mio angolo tosco/calabro di takeaway – cucina contadina! 😀 😀 E no che non mi scoraggio.. a limite posso prendere tempo, ma rinunciare.. giammai 🙂 Un abbraccio, grazie!

  7. appleforever

    Bellissima descrizione Eireen: never give up, non mollare mai ;). Abbiamo il diritto di realizzare i nostri sogni (anche se fossimo i soli a crederci), affrontando tutti gli ostacoli e le avversità (del resto, vincere lottando dà molta più soddisfazione di “vincere facile”). Come dice un proverbio (forse indiano, ma non ci giurerei): non importa quanto è lungo il tuo viaggio se alla fine raggiungi ciò che vuoi.
    Sono sparito dai tuoi commenti per un po’ perchè ero impegnato a raggiungere una tappa importantissima del mio viaggio e, anche nel mio caso malgrado un evento naturale che avrebbe potuto rendere difficile il cammino, questa tappa fondamentale è stata raggiunta (tra l’altro, grazie per i consigli che mi hai dato a suo tempo, molti mesi or sono). Il viaggio non è finito – ma passo dopo passo, centimetro dopo centimetro, mi sto avvicinando alla meta ;).

  8. ciao, ho trovato il tuo blog per caso mentre ero alla disperata ricerca su google di un modo per comprare una rete per il materasso qui a Monaco di Baviera. ho letto che hai avuto varie disavventure in questo campo quindi ti chiedo: hai idea di dove possa trovare le reti per i materassi? a me sembra di trovare solo i telai da mettere nella struttura letto o la truttura letto tutta intera. io invece vorrei solo la rete coni suoi bei piedini che stia in piedi da sola!!! scusa il commento un po’ fuori posto, ma sono a Monaco da pochi giorni e ovviamente sull’orlo di una crisi di nervi!!!

    Ilaria

    • Caro appleforever, grazie del tuo contributo e soprattutto complimenti per il raggiungimento delle tappe importantissime, qualunque esse siano!

    • Cara Ilaria, prima di tutto benvenuta a Monaco e poi benevenuta sul blog! Ti dirò: sono poco esperta di reti per materassi. Noi abbiamo comprato la struttura letto in legno, come avrai visto, ma dentro era vuota. Siamo stati noi a riempirla con le reti portate dall’Italia. Ma hai provato coi grandi negozi di mobili, tipo Segmüller a Parsdorf, dove trovi tutto, dalla tazzina di caffè all’arredamento completo per il salotto? Magari controlla prima sul loro sito Internet, ma direi che lì dovresti trovare. Ah e poi mi è appena venuto in mente Matratzen Concord, una catena di negozi con filiali in tutta la Germania: controlla http://www.matratzen-concord.de e poi sulla colonna di sinistra, detta “Sie suchen?”, specifica che stai cercando delle “Rahmen” e clicca su “Produkt suchen”, così ti essono le immagini e la disponibilità. Però ti confesso che non so se é quello che stai cercando, sorry. Magari qualche lettore più “sgamato di me” ti può aiutare meglio…? Fammi sapere! Tschüß. E.

  9. Come tutto iniziò per me… lo volevo praticamente da sempre, la situazione italiana degli ultimi anni mi ha spinto a considerarla l’unica opzione possibile.
    Ho mandato tanti curriculum, quasi tutti in UK, ma senza successo. Alla fine ne ho provati un paio in Svizzera e…. il resto è storia.

  10. Cara Eireen,
    ho potuto conoscere il tuo blog dopo aver visto un’offerta di lavoro per Monaco, anche se non parlo il tedesco ma conosco altre 3 lingue. Anche io vorrei andare dall’italia per i tuoi stessi motivi ed anche io ho un figlio e un marito. Il marito mi sosterrebbe anche se sono io che ho lanciato l’idea e che trascino…..volevo chiederti una domanda molto pratica….un salario loro di 35.000 è sufficiente per un affitto per le spese e soprattutto per tenere un bimbo in un asilo? Considera che 6 anni di esperienzza lavorativa (3 cooperazione internazionale, 3 legale) anche all’estero.L’annuncio pero si riferisce non proprio al mio settore. Ogni consiglio è gradito cara..un bacio e continua con il tuo blog…è fortissimo

    • Cara Iallar, benvenuta e grazie grazissimo dei tuoi complimenti! Eccone un’altra che fa l’espatrio “al contrario”, con il marito che fa da cheerleader a bordo campo!! Datemi una I, datemi una A, datemi una L… Siamo rarissime, quasi come una giornata di sole in questo inverno bavarese. Sappi che ti sostengo e t’incoraggio, ma che non posso nasconderti la brutale realtà: 35.000 euro lordi per vivere a Monaco non bastano. Qua gli affitti sono carissimi, a meno che non ci si infili in un retrobottega o si vada molto fuori cittá, tra i contadini bavari, dove però si é isolati e costretti a perdere ore tutti i giorni per raggiungere Monaco. I prezzi degli asili in generale, non li ho molto presenti: io mando il bambino bionico in un asilo convenzionato col mio datore di lavoro e pago 360 euro al mese, full time – cosa rara per un asilo di Monaco, dato che molti chiudono prestino al pomeriggio. Se non parli tedesco, ma potrai impararlo qui con calma, puoi fare domanda in qualche organismo internazionale o ditta multinazionale dove ce la si può cavare anche senza la lingua locale. Ma scommetto che lo stai giá facendo! In bocca al lupo, facci sapere! Tschüüüüüß!

  11. grazie del tuo incoraggiamento…è prezioso…potrei chiederti visto che mi troverei nella tua stessa situazione iniziale, (affitto marito e figlio) una cifra lorda per stare bene, ovviamente non nel lusso ma non con i contadini bavaresi? un abbraccio

  12. Ri-ciao, non mi sento di sparare una cifra lorda, perché non riesco a valutare in quanto si tradurrebbe di stipendio netto. Infatti dove lavoro io, per una serie di ragioni, c’è solo lo stipendio netto, quindi non riesco a dare cifre precise. Con la tua valutazione qua sopra sono andata un po’ a naso, cercando di rapportarmi al mio stipendio attuale vs. quello italiano., considerando i prezzi degli affitti etc… Diciamo che per affittare un posto decente per 3 persone a Monaco, vanno messi in conto grossomodo 1.500 euro al mese, incluse le spese di acqua/luce/gas. Se se decide di andare ad abitare fuori, si riesce a spendere meno, ma dopo si aggiungono i costi del trasporto (macchina o metro/bus). Poi, va da sé, vanno contate le spese per l’asilo del bimbo, magari corso di tedesco, mangiare etc…etc… Spero di averti dato un’idea.