I figli crescono e le mamme imbiancano

 

 

 

 

 

 

È venuto il tempo di scegliere la scuola elementare per il bambino bionico. Ebbene sì. Adesso però concedetemi, per cortesia, cinque minuti di sbrodolamento mammesco, di luogocoumunismo, di frasifattismo, di malincotristezza, di fastidiosa banalità: come passa il tempo, mi sembra ieri che desideravo un figlio e adesso lo sto iscrivendo alle elementari, fra poco il mio pulcino avrà 18 anni e volerà via dal nido, certo i figli crescono e le mamme imbiancano. Va bene, grazie, ci voleva proprio, adesso posso rientrare in me.

Nell’ambito della comunità di espatriati, perlomeno qui a Monaco, uno degli argomenti che fa più tendenza tra chi ha figli, piccoli o meno, è il sistema scolastico bavarese. Quando sono arrivata in Germania io non ne sapevo nulla e vivevo felice. Poi ho iniziato a sentire delle voci, a leggere dei post su altri blog di expat, a chiacchierare con i colleghi di diverse nazionalità. Ebbene, pare che la scuola qui sia in pratica una sorta di schiacciasassi: la pressione sugli alunni per studiare sarebbe altissima e questi poveretti verrebbero selezionati prestissimo in base alle loro capacitá intellettuali. Arrivati alla (ancora) tenera età di nove anni, verrebbero infatti indirizzati dai professori verso il loro futuro percorso scolastico, in base ai risultati ottenuti a scuola. In soldoni e per semplificare al massimo la faccenda: se il pargolo è bravino e s’impegna, ha aperta davanti a sè la possibilità di frequentare le scuole più prestigiose della Baviera, dove verrà spremuto, stressato, battuto fino allo sfinimento. Al momento dell’uscita da queste scuole, però, potrà fregiarsi di una preparazione di prima classe e avrà la strada spianata per praticamente qualunque tipo di carriera. Se il bambinello, al contrario, è poco dotato scolasticamente, ahimè, ha il futuro segnato al contrario, ossia dovrà frequentare una scuola di tipo strettamente tecnico, entrare presto nel mondo del lavoro e diventare così, che ne so, un elettricista, un commesso, un tecnico di qualche cosa; magari bravissimo, ma pur sempre escluso dalle zone alte della società, dai livelli superiori di un mondo, quello teutonico che pare sia altamente stratificato socialmente (e quale mondo poi non lo è, ma questo è un altro discorso). Va da sè che ho davvero ridotto tutta la questione ai minimi termini, che la realtà è molto più complessa ed articolata und so weiter und so fort.  Per essere onesta devo dire però che ho sentito anche pareri positivi su questo sistema, pareri di genitori soddisfatti e di ex alunni contenti, che sono sopravvissuti e non hanno riportato traumi infantili di alcun genere, anzi hanno imparato a dare il meglio di sè, ad impegnarsi, a fare sacrifici finalizzati alla costruzione di un futuro solido; oppure che hanno accettato di non essere fatti per studiare e sono riusciti comunque e con serenitá a trovare il loro posto nel mondo.

La mia idea per la scuola del bambino bionico, comunque, sarebbe di tipo tutto diverso. Fin da prima della partenza per la Germania m’immaginavo mio figlio frequentare una scuola internazionale. Eh lo so, chiamatemi fissata, chiamatemi snob, chiamatemi un po’ come cavolo vi pare, ma io a questo tipo di percorso ci credo.  Come ogni genitore, mi stuzzica l’idea di dare a mio figlio quello che avrei voluto avere io e invece, per circostanze varie, non ho avuto. Vorrei vederlo crescere in mezzo ad un ambiente variegato e multilingue con la massima naturalezza; vorrei osservarlo diventare grande mentre si destreggia con spontaneità tra diverse lingue e fa amicizia come se niente fosse con bambini provenienti un po’ da tutta Europa. Lo so che magari suona idealista o troppo romantico, ma a me piace così. E alle scuole internazionali questa possibilitá esiste; e poichè si può anche inserirlo nella classe tedesca di questa scuola, perché non farlo?  In questo modo potrebbe sia imparare alla perfezione la lingua del paese in cui abita, frequentare amici tedeschi, evitando di chiudersi con gli expat, ma anche imparare con facilità una seconda lingua, tipo l’inglese e alla fine, decidere se rimanere qua in Germania, trasferirsi in Italia o sperimentare l’ebbrezza della scoperta di qualunque altro paese al mondo. Il b.b. da grande potrà muoversi come una trottola sul pianeta Terra oppure starsene fermo immobile a Monaco, crescere qui, farsi una famiglia qui, non mettere mai piede fuori dalla Baviera e vivere “happily ever after”. Ma almeno avrà avuto la possibilità di scegliere; almeno avrà potuto valutare; almeno non sarà stato costretto ad adattarsi perché privo di alternative.

Unico neo di tutta questa idilliaca situazione e vero nocciolo del problema: la scuola europea é situata a Sud di Monaco. Noi abitiamo a Nord e io lavoro a Hogwarts, paesino a sua volta a Nord di Monaco, dove si trova anche l’asilo del b.b. Questo significa, se le lezioni scolastiche iniziano alle 8 del mattino, bisognerà che il b.b. sia sul bus della scuola, che passa vicino casa, verso le 7.15. A sua volta questo comporta, per tutti noi, alzarsi all’alba, molto più di adesso, che apriamo gli occhietti sul mondo poco prima delle 7. Orrore. Per una notturna come me, una che si presenterebbe in ufficio con calma alle 10 se potesse, questo significa rivoluzionare la propria intera esistenza, regolare diversamente l’orologio interno, risistemare i miei ritmi biologici. Ce la farò? Ne varrà la pena? Sopravviverò? Il bambino bionico riuscirà a non perdere il bus metà delle mattine? O dovrà salirci, come io sospetto, ancora con le scarpe da allacciare e un toast al miele per metà in bocca? Restate sintonizzati su questo blog e lo scoprirete!

Annunci

39 risposte a “I figli crescono e le mamme imbiancano

  1. Hmmm conoscendo il bionismo del b.b. non mi stupirei se una volta preso l´avvio tutto finisca per risolversi in un nanosecondo. Ho come il presentimento che sará piú tragico per te e consorte questo grande passo. I bimbi si abituano molto piú in fretta di quanto faremo noi. Che il piú delle volte stiamo bene nella nostra accogliente routine.
    Quindi coraggio, Mut, e Kopf hoch!!

    • Infatti penso anche io che il vero dramma lo vivremo io e mio marito, che davvero adoriamo stare a letto il più a lungo possibile. ma sarà solo per i primi anni, perchè poi il b.b. potrà andare alla fermata del bus da solo. Che madre degenere che sono eh?

  2. interessante la tua idea, io trovo molto bello il metodo pestalozzi che qui in svizzera è nato e ha creato la sua scuola, non so se esistano scuole cosi’ anche in germania..Einstein frequento’ un istituto che seguiva il metodo pestalozzi, scappando proprio dal regime prussiano delle scuole tedesce.

    • Ammetto la mia ignoranza su Pestalozzi, ma posso citare l’immancabile Montessori. Qui a Monaco c’é una scuola basata sul sistema inventato da lei e pare che vada forte tra chi cerca alternative al famigerato sistema tritacarne.

  3. Ciao.
    Ci pensavo anche io.
    Ma pare che il pullmino passi fino ad una certa eta’ (intorno ai 9-10 anni del fanciullo).
    Poi.. si deve arrangiare da solo con i mezzi (difficile pensare ad un simile avvenimento per noi mamme-chiocce italiane)..

    b

    • Ciao Barbara, ma vivete a Monaco anche voi? Sì, lo so che il pulimno passa solo fino a che i bimbi non hanno 9-10 anni, ma è anche vero che qua i mezzi di trasporto pubblico sono molto sicuri. Ho visto diversi gruppetti di bimbi piccoli con la cartella al mattino sulla metro. E non ho ancora sentito di bambini scomparsi sulla U-Bahn o derubati o simili. Da questo punto di vista Monaco è ultra-sicura: pensa la stessa cosa in una cittá come Milano, ad esempio…

  4. ciao Eireen, come ti capisco, proprio ieri ho iscritto mio figlio alla prima elementare e proprio ieri ho rivisto, perchè ho salvato su un disco esterno del pc, vari video e foto ke lo ritraevano quando aveva poco più di un anno. Come passa il tempo. Io e mio marito ci siamo sentiti vecchi per la prima volta. Però ke emozione sarà quando compreremo lo zainetto ed il materiale scolastico.
    Una mia conoscente italiana di monaco ha fatto fare la scuola montessori a suo figlio, ma non era molto soddisfatta. Forse è un po’ discriminatoria.
    L’alzarsi presto a monaco è una consuetudine, coraggio, ci farai l’abitudine e poi come dici tu monaco è molto sicura. Avevo letto che è la città più sicura della baviera e credo sia la seconda della germania.
    katia

    • Buongiorno Katia, che cosa intendi quando dici che la Montessori è discriminatoria? Solo per curiosità, perchè per me non è un’opzione. Per il resto so che alzarsi presto a Monaco è cosa abituale; difatti mi ricordo il mio shock al terzo giorno qua, quando andai all’anagrafe per registrarmi come residente. Erano le 7 meno 10 e davanti alla porta c’era già una fila pazzesca di gente che attendeva l’apertura. Roba da matti.

    • ciao eireen, praticamente prima suo figlio andava in una scuola primaria con metodo “normale” , ma le maestre in seguito avevano consigliato a questa mia conoscente di spostarlo in un’altra scuola con metodo “montessori”, perchè: il bimbo non riusciva a seguire bene le lezioni, in casa parlava solo italiano ed era anche discolo in quanto a disciplina. Poi so che da adulto ha fatto un Ausbildung per lavorare negli alberghi. Probabilmente il discorso discriminatorio era dato dal fatto che alla Montessori si da molta importanza sull’interesse spontaneo del bambino e si seguono molto di più al livello individuale, inoltre si rispettano i tempi di sviluppo di ogni bimbo. E secondo queste maestre era l’unico metodo adatto ad un bambino “difficile” come il suo. Ke poi così difficile a me non sembra, comunque….
      Tanto per dirti come sono le maestre: l’anno scorso una maestra mi ha detto che mio figlio era in ritardo per quanto riguarda il disegno. Secondo me ogni bimbo ha i suoi tempi, ma al mio di disegnare nn fregava una mazza. Preferiva giocare a palla!!! Quest’anno le maestre dicono ke disegna benissimo e combinazione nn c’è + la maestra dell’anno scorso, perchè è andata in pensione…
      Ci sono anke maestre che consigliano di mandare i bambini dalla logopedista fin dalla scuola materna, ma a me sembra prematuro. Fossi te mi informerei bene di entrambe le scuole e rispettivi metodi, anche se alla fine è il bambino che si deve trovare bene e che deve decidere dove preferisce andare.
      katia

    • Ho capito, non è la prima volta che sento di bambini “irrequieti” rispetto allo standard tedesco (cioè che non stanno immobili e zitti come statue di sale per tutto il tempo, credo), che vengono ricollocati alla Montessori e si trovano bene. Se devo essere sincera, l’idea del rispettare i ritmi del bambino, mi piace parecchio. Certo, quando ci sono ritardi palesi, tipo a 8 anni non riesce a scrivere neanche una lettera, allora è meglio controllare se qualcosa non va, ma diversamente trovo sano aspettare che le diverse tappe della crescita vengano raggiunte con tempi individuali. Quello che mi piace della Scuola Europea è ciè che mi ha appena confermato un collega olandese che ha entrambi i figli che la frequentano: l’apertura mentale. Questi bambini imparano fin da subito come si convive civilmente e con naturalezza con bambini che hanno una cultura, abitudini e magari tratti somatici diversi dai loro. Imparano a rispettare le differenze e a vederle come una risorsa e un arricchimento, non come un ostacolo. Ecco quello che desidero per mio figlio. Che comunque, essendo nato in una famiglia italo-tedesco-africana, ha già il suo pacchettino regalo, la sua scorta di emergenza di apertura mentale. Ma non è mai troppa! 🙂

  5. Ciao Eireen,
    non ho proprio alcun dubbio scuola tedesca/inglese, se hai questa opportunità non puoi non offrirla al bambino bionico. Io qui in Italia insegno nella scuola elementare e il mio sogno sarebbe vedere nascere , almeno nelle maggiori città italiane, scuole pubbliche bilingue. Forse dovremmo volerle in tutta Europa proprio come ci sono a Berlino. Del resto in molte città le scuole private si stanno organizzando molto bene e offrono il bilinguismo. E’ così difficile capire che i bambini devono imparare le lingue da piccoli e possibilmente in presenza di madrelingua?

    • Flora, non posso che concordare con te. Si sa che per i bimbi imparare una lingua straniera è spontaneo e per nulla faticoso. Mi ricordo di me da piccola, quando parlavo con i parenti tedeschi: non sentivo nessuno sforzo, per me passare dall’italiano al tedesco era la cosa più naturale e ovvia del mondo. Invece studiare le limgue straniere da grande é diverso, ci vuole comunque uno sforzo, piccolo o grande che sia.

  6. Scuola europea o scuola internazionale?
    La International School infatti è americana. L’ha frequentata mia figlia quando eravamo ad Asmara e sulla qualità avrei qualcosa di cui discutere. Se è una scuola europea invece è il mio sogno per le figlie. Io tra l’altro sto aspettando una chiamata per insegnare alla scuola europea di Varese avendo superato il concorso del Ministero Affari Esteri italiano nel 2006. La selezione linguistica era in inglese. Chissà!

    • Ciao destinazioneestero, parlo di scuola europea vera e propria, non scuola americana o altro. Ma se ti prendono alla scuola di Varese, che fate, tornate in Italia?? Abbandonate Istanbul?

  7. @ Eireen: sì, l’idea è quest, ma tranquilla, mi hanno detto che l’attesa è ancora lunga!

  8. Salve a tutte ,
    scrivo da Monaco (Monaco nord tra l´altro) e vivo quí da quasi 15 anni.Grazie ad un´amica che mi ha segnalato questo blog voglio lasciare anche io la mia testimonianza riguardo al sistema scolastico tedesco perché ho un bimbo in 2° e uno in 4° elementare.
    Sto vivendo quindi proprio in questi mesi questo grande stress che Eireen ha spiegato prefettamente.Il discorso é mooolto lungo ma ci tengo a confermare che le scuole bavaresi sono le piú difficili di tutta la Germania e ci tiene a mantenere questo primato peró sta a noi genitori cercare di limitare questo grande stress.Non dico che sia facile ma se si trova una brava maestra che non si fa condizionare da nulla il bambino puó viverla tutto sommato con poco stress.
    Buona fortuna!

    • Cara Mascia di Monaco Nord, benvenuta! È sempre bello udire una voce che si aggiunge al coro! Ti ringrazio per la tua testimonianza. Io tendo a diffidare dei sistemi scolastici che fanno molta presione sugli alunni perchè studino, forse perché di pressione in tal senso ne ho subita abbastanza io stessa quando ero piccola. Ma per onestà citerò anche la mamma italiana con cui ho parlato domenica proprio di questo argomento. I suoi 4 figli vanno tutti a scuole normali tedesche qui a Monaco. Lei è molto soddisfatta, loro pare che stiano bene, dal più bravo a quello che se la cavicchia. Lei dice che in questo modo i bimbi crescono a contatto con la vera realtà del paese in cui vivono e che comunque nessuno di loro è mai stato traumatizzato dal sistema scolastico. Ho trovato il suo un punto di vista interessante, ma continuo a pensare che, nel caso del b.b., sia meglio la scuola europea.

  9. Ciao Eireen sapevo che la scuola internazionale qui a Monaco non e´ facile accedervi. Ti sei informata?

    • Ciao Wanesia! Fortunatamente lavoro in un posto convenzionato con la Scuola Europea, così il b.b. dovrebbe essere ammesso quasi in automatico. E il mio datore di lavoro si sobbarca pure il 75% del costo annuale. No, perché altrimenti avrei dovuto dare via un rene per mandare il b.b. a questa scuola, sai com’è!

  10. Cara Eireen, non ho bambini ma le motivazioni che ti fanno preferire l’ambiente internazionale le condivido tutte. Forse prima di lasciare l’Italia non ci avrei nemmeno pensato ma ora capisco quanto sia bello e quanto arricchisca vivere la multiculturalita’. E quanto ti semplifica la vita aprir bocca e parlare altre lingue!
    Qui ad Amburgo la scuola internazionale e’ molto buona ma cara da morire. Se veramente sei cosi’ fortunata che ti pagano gran parte della retta…beh, non ci penserei due volte. Anche alla sveglia mattiniera si fa l’abitudine e il caffe’ italiano aiuta molto 🙂

    • “capisco quanto sia bello e quanto arricchisca vivere la multiculturalita’. E quanto ti semplifica la vita aprir bocca e parlare altre lingue!”. Ma vuoi mettere passare dal tedesco, all’italiano, all’inglese con la massima facilità e come se niente fosse? Continuo a pensare che non ci sia regalo più grande che si possa fare ad un figlio.

  11. Grazie per il benvenuto!
    Io sinceramente non ho mai preso in considerazione l´idea della scuola europea per i costi ,la lontananza ma anche perché mio marito ,se pur italiano ,é nato e cresciuto quí quindi ha fatto tutte le scuole a Monaco e come diceva questa mamma con cui hai parlato tu alla fin fine nessuno ne rimane traumatizzato a vita 🙂

    Io ,siccome la sto vivendo proprio ora ,ti posso dire che se il bambino é bravo o al contrario non lo é lo stress non c´é perché se é bravo va al Ginnasio senza grosse difficoltá ,se non é bravo va all´Hauptschule ,senza troppe speranze.
    Lo stress arriva quando il bambino é bravino o cmq quando é sempre li sul “confine” tra un voto e l´altro che ti cambia la scuola. Sta poi alla maestra e alla famiglia limitare questo stress ,la maestra deve essere corretta nei voti e i genitori devono accettare il bimbo per quello che é e tranquillizzarlo sul fatto che cmq ogni speranza é sempre aperta!

    Ogni mamma cmq conosce il proprio figlio e deve valutare quale scuola é meglio per lui e io ritengo che il sistema scolastico tedesco non sia sbagliato ma viene messo in atto troppo presto ,a 10 anni sono troppo piccoli per capire l´importanza di questa cosa.

  12. Vorrei precisare che la scuola europea si differenzia enormemente da qualunque altro tipo di scuola. In Europa al momento ce ne sono 15 e sono caratterizzato da un insegnamento delle lingue particolarmente avanzato. Gli alunni, come diceva Eireen, sviluppano il rispetto nei confronti delle diversità e al termine del percorso di studi conseguono il baccalaureato europeo, che equivale cioè a tutti i diplomi di maturità di tutti i Paesi membri dell’Unione Europea. Questo significa che gli alunni si possono iscrivere a qualunque università in qualunque Paese europeo.
    Per quanto concerne le rette sono care ma mai quanto quelle di una scuola internazionale.

  13. Mascia, grazie ancora per la tua preziosa testimonianza. Ne sta venendo fuori un dibattito assai interessante. Destinazioneestero, grazie dell’utilissima precisazione!

  14. Fa piacere anche a me parlarne perché é un argomento che mi tocca particolarmente 🙂

  15. Ciao Eireen, sono contenta di averti ritrovata qui.. non gironzolavo sui blog da tempo e temevo di averti persa 🙂 Sono Terry, ti ricordi di me? La futura expat di Monaco.. Come al solito i tuoi post cascano a fagiolo, proprio in questo periodo che tra le varie paranoie sull’organizzazione della nuova vita, ci coglie come una meteora il discorso-scuola. Ti avevo già detto che ho un bimbo ottenne che dovrò iscrivere da settembre a scuola a Monaco, quindi.. punto primo: non sappiamo se ce la faremo per allora a essere già lì pronti con casa e lavoro, per cui potrebbe slittare anche l’anno scolastico.. e chissà se si potrà iniziare più tardi.. e poi dove, e come.. figuriamoci, se fanno già le selezioni per chi frequenta le scuole a Monaco, e quindi ti destinano o alla scuola dei geniacci, o a quella normale.. figuriamoci per un bimbo che non parla la lingua. e si arriva al punto secondo: quale scuola? Anch’io mi sarei orientata su quella internazionale, meno chiusa e con tutte le possibilità che hai descritto bene tu, una porta verso il mondo.. ma ho letto che alcune di queste scuole diventano una sorta di parcheggio-ghetto, per i bimbi emigrati, e questi ultimi vengono giudicati senza tener maggiormente conto delle difficoltà linguistiche piuttosto che quelle di apprendimento.. Punto tre: l’unica scuola internazionale a Monaco è a sud, in un quartiere che non mi è piaciuto molto.. un po’ lontano da dove pensavamo di cercare casa, ed eccoci alle levatacce di cui prima, che però sono l’ultima cosa che mi spaventa 😉 In realtà io non ci ho ancora capito niente, settimana prossima andrò al Consolato, per avere maggiori informazioni, anche se mi hanno detto di non farmi troppe illusioni, poiché sono lenti e tediosi.. ‘nnamo bene! So che le iscrizioni comunque vanno fatte entro la fine di maggio, così abbiamo deciso di venire su una settimana ad aprile, per vedere di capirci qualcosa.. aiuto :)) Terrò d’occhio questo spazio, ogni commento o consiglio è pienamente gradito, grazie a te per averne parlato. A presto, Terry.

    • Cara Terry, io so che a Monaco c’è più di una scuola internazionale, ma credo che l’unica ad avere una sezione italiana sia la Scuola Europea, che si trova a Neuperlach, a Sud. Non so se sia quella di cui parli tu. Comunque, se t’interessa, so che l’associazione culturale italo-tedesca Bi.Di.bi ( http://www.bidibi.org/it/bidibi ) vuole aprire una scuola elementare a tempo pieno italo tedesca proprio qui a Monaco e, in teoria, a settembre 2012. Forse puoi sentire direttamente da loro a che punto sono con questo progetto. Io ho scritto loro un’e-mail mesi fa e mi hanno risposto velocemente e con molta cortesia. In bocca al lupo!

  16. Mia figlia frequenta la seconda classe tedesca e per ora tutto ok……il piccolino e` ad un asilo del DKFZ dove lavoro ed e` davvero in un ambiente internazionale, il suo miglio amico e` un bimbo d madre australiana e padre cinese, ha una maestra che gli parla tutto il giorno solo in inglese e se pur sia solo all’asilo ne sono contenta…questo discorso della scuola internazionale interessa anche me….
    francesca

  17. Anche io ho un altro bimbo in 2° ,Francesca!
    Diciamo che 1° e 2° sono due classi molto tranquille ,giá dalla 3° la musica cambia ,in 4° stress puro ,le Probe si fanno piú difficili ,le maestre giudicano diversamente e come dicevo bisogna riuscire a stare a galla limitando lo stress!

    Noi abitiamo in un quartiere ad alto tasso di turchi ma in generale ci sono tantissimi stranieri infatti i miei bimbi ,scuola pubblica ,hanno entrambi le classi formate solo da bimbi stranieri….c´é qualche bimbi che ha un genitore tedesco ma nessuno entrambi!
    Pare assurda questa cosa ma io la trovo tanto bella 🙂 si uniscono e si amalgamano culture e stili di vita completamente diversi e trovo che sia un arricchimento per i miei figli.

  18. Cara Eireen. sì, parlavo proprio di quella di Neuperlach.. e tempo fa avevo sentito anch’ io la notizia su un’iniziativa di un’associazione italiana, ma non sono più riuscita a risalirne all’origine, credo sia proprio quella lì 😉 Grazie per il link! Sei veramente preziosa.. Contatterò l’associazione e anche i Comites, così da prendere un po’ di appuntamenti per aprile 🙂 Ciao Mascia, in effetti dalla quarta elementare in Baviera il bambino diventa adulto, non è più alle “elementari” ma è già alle “superiori..!” Credo che questo sia un sistema a cui doversi seriamente preparare, poiché in Italia a 10 anni sono ancora dei cuccioli, e noi non ci sogneremmo mai di lasciarli andare a scuola da soli (purtroppo gli incidenti sono all’ordine del giorno, e anche gravi), né ci sogneremmo di pretendere che sappiano già cosa vorranno essere da grandi prendendo decisioni da cui non potranno tornare indietro.. Mi chiedo: possibile che chi decide non sbagli mai un colpo? Cioè, se insegnanti e professori indirizzano un bimbo verso un determinato tipo di scuola, accade che in futuro vengano smentiti dal ragazzo, che magari invece di diventare falegname si scopre un geniale matematico? O il contrario..? 😉 Però vedendo i risultati credo che il sistema fallimentare sia quello nostro, e udite udite, hanno appena emanato un decreto che annulla il valore, all’estero, delle lauree conseguite in Italia.. ottimo in un contesto europeo non vi pare? 😦

    • Cara Terry, lieta di esserti stata utile con il link all’associazione. Per quanto riguarda il fatto del decidere il “destino” di uno studente a 9 anni, concordo con te e non ho ancora sentito qualcuno dire il contrario, nemmeno quella mamma italiana che manda i figli a scuole tedesche ed è soddisfattissima. Mi permetto educatamente di ribattere, invece, sul fatto che le mamme italiane non maderebbero mai i figli a scuola da soli a 9-10 anni. Come ho già scritto altrove, qui a Monaco è molto diverso: la cittá è sicura e non vi sono pericoli per i bambini di quell’età che vanno a scuola da soli. E io credo francamente che non sia affatto troppo presto, anzi, ritengo che un minimo di autonomia non possa che fare bene a questi nostri cuccioli. Sempre in condizioni sicure, ovvio. Ultima questione: il sistema scolastico. Se hai tempo e voglia, leggiti il post di un mio collega blogger “monacense” sull’argomento: http://derpilger.altervista.org/il-sistema-scolastico-bavarese-3/ Un caro saluto e buona giornata! E.

  19. sul fatto di mandarli a scuola da soli io ho iniziato con il grande quando era in terza ,piú che andare da solo torna da solo.Al mattino ci sono io perché accompagno anche il piccolo 🙂
    Cmq a Monaco é normalissimo vedere bimbi di PRIMA tornare da soli a casa ,io li vedo e a casa non c´é nessuno xché vedo che hanno la chiave e aprono loro…
    Io non sono una mamma molto apprensiva e fino alla 2° non ho voluto ,dalla 3° ho dovuto perché tutti i compagni lo fanno e resterebbe l´unico a fari venire a prendere sempre dalla mamma :-/
    La cittá é molto sicura e io mi fido di mio figlio ,un po meno degli altri ma poi dalla 5° dovrá prendere uno se non due mezzi per raggiungere l´altra scuola e non voglio che abbia paura o che non sappia farlo.
    Io sono andata per gradi ,in 1° e 2° non lo concepisco ma probabilmente é un problema mio ma dalla 3° ,pian piano….

    Per l´altra questione posso dire che si é successo che bambini mandati all´Hauptschule poi si sono anche laureati ,vedi mio marito eheh
    Lui ha iniziato con l´Hauptschule ,poi Realschule e infne ha preso anche una laurea breve 🙂 Purtroppo la strada é tutta in salita ma si puó fare proprio xché in 4° ,a 9-10 anni non sono sempre giá molto maturi ,il problema é quello.

    • Ciao Mascia, confermi in pieno quello che ho già avuto modo di osservare qui a Monaco e che forse può rassicurare Terry. In questo io mi sento una mamma abbastanza teutonica, infatti sono sempre stata abbastanza a favore dell’autonomia dei figli, nei limiti della loro età, naturalmente. Grazie dei chiarimenti anche sulla scuola bavarese e sulle possibili strade alternative a quelle standard!

  20. No no forse mi sono spiegata male 😛 .. volevo proprio dire che in Italia non si può, e sottolineo non si può, mandare un bimbo da solo a 9/10 anni.. e che non è una bella cosa.. infilar loro precocemente la paura di muovere un passo, è frustrante, io mi ricordo ancora di come potevo correre per le strade senza pericolo e a scuola ci andavo tranquillamente da sola a sei anni.. nelle mie frequenti visite a Monaco ho potuto ammirare spesso piccoli gruppetti di bambini senza nessun adulto, andare in giro senza problemi sia in strada che in metropolitana.. un sogno! Io a bocca aperta dicevo al mio compagno ” noo, guaaardaa..” e li osservavo incantata andare sicuri per la loro strada.. questo è uno dei 10.000 motivi per cui questa città mi incanta 🙂

  21. O santo cielo, avevo capito tutto il contrario, cioè che tu fossi in ansia per i cuccioli! Beh tanto meglio avere chiarito l’equivoco! Tschüüüüüß E.

  22. Sì in effetti, rileggendolo, pare proprio il contrario! 😛
    Entschuldigung….!! Ciaaoooo

  23. Cara Eireen, quale idioma hai utilizzato per corrispondere con l’associazione italo-tedesca? Io ho usato l’italiano.. non so se è per questo che tardano a rispondere.. proverò con l’inglese.. il tedesco ancora no.. O.O Ciao 🙂

    • Ciao, non ti preoccupare: ho scritto in italiano e mi hanno risposto dopo qualche giorno. Prova a pazientare ancora un po’. Fammi sapere! Ciao E.