Stranezze linguistico-psicologiche

Sempre per i miei buoni propositi di inizio anno accademico, da poco ho deciso che non ha più senso comunicare in inglese con i colleghi tedeschi e sono così passata ad esprimermi con loro direttamente nella lingua di Goethe. Come ho spesso detto, l’inglese è la lingua ufficiale nella mia organizzazione e ci sono colleghi che non sanno letteralmente neppure una parola di tedesco (come facciano a sopravvivere qui a Monaco, per me è ancora un mistero, ma questa è un’altra storia). Quando sono arrivata a Monaco, un anno e mezzo fa, non parlavo tedesco da dieci anni e ricordo come mettere insieme anche la più semplice delle frasi fosse un’autentica sofferenza: mi ricordavo qualche parola, ma la maggior parte mi sfuggiva e inoltre tendevo a tradurre pari pari dai miei pensieri in italiano, producendo così buffe espressioni, che solo a ripensarci mi vien da ridere. Così, per evitare di impiegare venti minuti a fissare una riunione, quando in inglese potevo mettercene due, ho iniziato a lavorare completamente in inglese, adattandomi in pieno all’ambiente circostante. Mi dicevo: “Beh fra qualche settimana passerò al tedesco; meglio prima aspettare di sentirsi più sicura!”. Intanto le settimane passavano, con esse passavano i mesi, poi è passato un anno e … niente. Sul lavoro continuavo a parlare imperterrita in inglese: più semplice, più efficace. Ma intanto, almeno, assorbivo passivamente tanto tedesco lavorativo dalla mia dirimpettaia Inge, tedesca al 100%. All’esterno però, devo riconoscermelo, mi sono sempre sforzata di utilizzare in maniera attiva il tedesco: coi parenti, nei negozi, all’asilo del bambino bionico, dal pediatra. Va bene che sono perfezionista e piuttosto che sbagliare il genere di un sostantivo, me ne sto zitta, e anche se crepo di fame, non compro neanche una brioche, se non sono certa al 100% che “Croissant” sia maschile, femminile o neutro, ma non volevo nemmeno isolarmi. Oppure finire per chiudermi con gli stranieri, in modo da dover parlare solo la mia lingua madre o appunto l’inglese, come scelgono invece di fare diversi expatriates. Ma lo sforzo di parlare tedesco rimaneva sempre confinato all’esterno del mio luogo di lavoro. Poi qualcosa è scattato dentro di me. Mi sono detta che, per esempio, avrei potuto non essere confermata alla scadenza del mio contratto triennale ed allora che cosa avrei fatto? Per poter rimanere in Germania e cercare un lavoro a Monaco, avrei dovuto per forza padroneggiare il tedesco da ufficio, no? Ma se uno non comincia mai… Poi c’è stato l’incontro “sbloccante” con Torquitax , il mio collega blogger e ora anche co-espatriato a Monaco. L’ho conosciuto infatti di persona e ho potuto osservare come si buttasse a parlare in tedesco con i colleghi tedeschi, a dispetto del suo perfezionismo (una brutta bestia che ci accomuna, mannaggia), magari dei dubbi linguistici o anche, a volte, della difficoltà di capire per intero quello che gli veniva detto. E allora mi sono detta: “Ma se ci riesce lui, perchè non devo potercela fare io, che peraltro sono mezza tedesca? Dopotutto i tedeschi non mi ripetono continuamente che parlo benissimo la loro complicatissima lingua? E se faccio errori, o infilo frasi sbagliate, beh un bel chissenefrega! In inglese non faccio forse errori? Eppure vado avanti allegramente. Dopotutto se sbaglio, posso sempre ripetermi la mitica frase: Die Sprache ist blöd, nicht ich! (la lingua è stupida, non io!).” E così mi sono lanciata. Ad alcuni colleghi l’ho annunciato ufficialmente: “Da oggi parlo tedesco!”, raccogliendo sguardi piacevolmente stupiti e anche complimenti. Con altri ho semplicemente iniziato a rispondere in tedesco invece che in inglese alle loro osservazioni. Con alcuni alterno le due lingue, come col mio capo diretto, un belga trilingue; con altri ho scelto, per il momento, di rimanere all’inglese, magari perchè parlano in tedesco in maniera per me incomprensibile: velocissimi, con inflessioni dialettali oppure mangiandosi metà delle frasi. È un’inizio e per ora direi che è un ottimo inizio. Poi stiamo a vedere come si sviluppa. Solo una cosa mi ha stupito, ma ho deciso, dopo lunga meditazione, di accettarla: una collega tedesca, Gerlinde, che si sente terribilmente a disagio quando mi rivolgo a lei nella sua lingua madre. All’inizio l’ho notato perchè continuava a rispondere in inglese alle mie osservazioni in tedesco. Io non capivo e rimanevo perplessa, ma pensavo fosse per abitudine, per distrazione, per imbarazzo, per nonsochecosa. Ma poi alla fine, dopo qualche giorno di queste buffe scenette, ha ceduto. È crollata ed ha iniziato a parlarmi come un fiume in piena, in tedesco stavolta: “Mi spiace, mi devi scusare, ma proprio non ce la faccio. Qua siamo in un luogo dove la lingua ufficiale è l’inglese e io desidero parlare in inglese. Persino coi miei connazionali preferirei parlare in inglese, sai? Perché poi se nelle vicinanze c’é qualcuno che non parla tedesco, poi si sente escluso e non è bello. Ok, se un tedesco inizia a parlarmi in tedesco, io gli rispondo in tedesco, ma si tratta di un’eccezione. E anche quando vengo nell’ufficio tuo e di Inge ed Inge si rivolge a me in tedesco, beh io mi sento in imbarazzo per te, che te ne stai lì e sei esclusa dalla conversazione…e insomma non mi piace e io davvero mi sento così così a parlare tedesco qua dentro.” E io: “Ma no, ti assicuro che io non mi sento affatto escl..” Lei: “Ma sì, dai, se proprio insisti parlerò in tedesco con te, dai, mi sforzo.”. Era palese che non ne aveva la minima voglia, quindi perchè forzarla? Perciò la volta successiva che l’ho vista, sono semplicemente ritornata all’inglese, per farla sentire a suo agio!!! No, dico, roba da matti.  Ma va bene così, vanno bene anche questi “imprevisti”, queste stranezze della psicologia umana. E voi, là fuori, avete avuto esperienze linguistiche simili alla mia nel vostro paese di accoglienza? Vi sono successe cose ancora più bizzarre o magari imbarazzanti? Come sempre adorerei i vostri contributi, gli spunti, gli aneddoti, le possibili ipotesi sul come mai scattano certi meccanismi nella mente umana. Attendo impaziente. E nel frattempo, “Frohe Weihnachten und ein glückliches neues Jahr wünsche ich euch alle!”.

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25 risposte a “Stranezze linguistico-psicologiche

  1. bel post..capita a fagiolo dato che in questi giorni sono fumantina con una collega svizzera che non fa il minino sforzo per farsi capire, parla in dialetto of course, l’altro giorno mi ha fracassato le orecchie parlando tutto il pomeriggio al telefono con mezzo mondo raccontando che è una giornalista, che organizza eventi etc..passiamo sopra al fatto che se sei giornalista un minimo sforzo di parlare il tedesco, dato che lo scrivi, lo dovresti fare..è l’unica con cui ho difficoltà, tutti gli altri passano al tedesco quando serve. Certo qui il pb della tua collega non se lo pongono, in pausa tutti parlano svizzero e ormai mi sono abituata e capisco..e alle volte meglio non capire 😉
    Sui tedeschi, sai che a Berlino facevo una fatica? a monaco non ho avuto gli stessi problemi. Certo che quando un tedesco comincia con un discorso non finisce piu’, ma quanto parlano?! o sono io che ho incontrato solo chiacchieroni?

    • Oh santo cielo, tedeschi chiacchieroni? Mah. Non mi sembra, anzi mi danno l’idea tutta contraria, ma chissà… Comunque devo dire che qua dentro c’é il massimo rispetto per chi non sa o non vuole parlare tedesco e gli altri si sforzano di comunicare con questi colleghi in inglese. Mi sembra un atto di civiltà, visto che l’inglese è appunto la lingua ufficiale. Invece per quanto riguarda gli inglesi duri e puri, sarebbe un capitolo a parte: prova a fargli entrare in testa che l’altro, non essendo madrelingua, ha bisogno che loro moderino un poco la velocità e lo slang: un’impresa. Siccome l’inglese lo sanno tutti, loro parlano a raffica con la massima naturalezza e poi è lo straniero che si deve adattare. Mah. Certe volte io capisco un qarto di quello che mi stanno dicendo, ma sorrido molto e spero che “Oh yes, of course!” sia la risposta appropriata.

  2. Anche da noi la lingua ufficiale è l’inglese, e per di più solo metà dei componenti dell’ufficio è svizzera (nessun tedesco).
    Per quanto mi concentri a cercar di capire il loro dialettaccio quando conversano tra loro, proprio non ci riesco.
    Pensavo di essere completamente azzerato in tedesco, dopotutto non l’ho mai veramente studiato né provato a parlare, finché di recente non mi sono accorto di riuscire a capire qualcosa quando sento parlare i tedeschi di Germania, ad esempio in televisione, o quando vado a far la spesa in Deutschland.
    Allora ho capito che non sono solo io ad essere scarso, il problema sta anche nel fatto che gli svizzeri parlano un dialettaccio veramente alieno dal tedesco ufficiale….

    • Aiuto: col dialetto svizzero, che a volte ho sentito in TV, non mi ci metto neppure! O sei nato in SVizzera e lo senti da sempre o credo non ci sia speranza. Complimenti comunque per lo sforzo di tentare di capirlo, al di là dei risultati!

  3. Oh grandissimo post questo!! Anche solo per il fatto che mi citi come evento scatenante (ehm ehm autostima che lievita)…Per il resto come sai io non ho neanche l’incasinamento dell’inglese. Da me la scelta è tra tedesco e tedesco, quindi o parlo o sto zitto e visto che son qui per imparare, parlo! Che sicuramente ne avran visti di peggio di noi, dato che alcuni si rifiutano di parlare tedesco (a cui per inciso vorrei chiedere come fanno a fare vita sociale senza comunicare, mistero!). Quindi mi consolo ogni singolo giorno. E poi, è un’avventura anche quella della lingua!
    AVVENTURAAAAAAAAAAAAAAAAAA

    • L’ho detto Torquitax: alla fine del tuo Praktikum ci straccerai tutti e ci saprai stupire con cose che noi umani, con verbi che neanche Bertolt Brecht, con robe come “rauslöschen” per dire “eliminare un appuntamento da un’agenda elettronica” e simili. Dovrei fare anche io un bel Praktikum all’ABZ, come già menzionato! 😉

  4. oh che bello qualcuno oltre me che scrive dalla svizzera!
    Si si il dialetto svizzero è proprio un altro mondo, infatti deriva dall’alemanno, lingua parlata solo qui e in pochi altri posti..http://it.wikipedia.org/wiki/Tedesco_alemanno

  5. L’altro giorno, a pagare, mi hanno detto: “nün franken zah”.
    Tempo prima, alla mensa, non riuscivano a capire la mia richiesta di “hähnchen”.
    Che tocca fà per campà!

  6. e allora la distinzione tra il 5 franchi e il 5 centesimi, quando ti dicono fufili io mi diverto troppo!,

  7. Da me a Istanbul o il turco o il turco! Ho da poco cominciato un corso ma acciderbole se è dura!
    I turchi non sanno l’inglese, lingua con cui prima di venire qui pensavo di potermi esprimere senza incontrare problemi e invece… loro ti parlano in turco e basta, magari lentamente, scandendo bene le parole, ma se tu non lo sai è perfettamente inutile!

  8. Brava mi piace tantissimo questo tuo slancio! Alla fine anche se dovessi sbagliare qualcosina , ma cosa importa? Non e’ cosi’ che si impara? Piu’ lo parli piu’ ti impratichisi e piu’ ti senti sicura. Buttatti!!!!!!!

    • Grazie Cristina, hai più che ragione. Mi ci è voluto un anno e mezzo per superare l’esitazione, però alla fine ce l’ho fatta. Questi sì che sono traguardi nella vita! 😉

  9. Anche io lavoro in un ambiente internazionale e il tedesco lo sto imparando solo perchè trovo brutto il fatto di vivere qui e non sapermi esprimere nella lingua locale. Devo dire che i tedeschi del nord sono sempre stati molto gentili e pazienti con il tedesco terribile dei miei primi tentativi. Ho scoperto che la gente quassù apprezza il fatto che si faccia uno sforzo per imparare la loro lingua….e molti, diciamolo, pure si divertono da matti con i miei errori grammaticali 😀
    Ma diventero’ bravissima, prima o poi.

    • Non posso che dire che sposo il tuo punto di vista senza esitazione. Vivo in un paese straniero e non mi sento a posto se non parlo la lingua locale. Se non parli la lingua, finisci sempre per dipendere dagli altri, per incorrere in equivoci oppure essere in difficoltà. Che vita è? Molto meglio sapersi arrangiare, non c’é paragone!

  10. Cosa sarebbe “fufili”?

  11. mi pare il 5 centesimi con il -li di prammatica svizzera!
    ma me lo dimentico sempre infatti preparo sempre tutte e due le monete 😉

  12. in ogni caso, scusa eireen se uso il tuo commento, ma i numeri in svizzero sono un altro mondo e già noi che viviamo in modalità tedesco facciamo una fatica perché leggono prima le unita’ delle decine, io calcoli qui a mente in tedesco già detto che non riesco a farli..mi si attorciglia il cervello e ogni volta che devo dire quanto anni ho escono fuori di quelle cose..diciamo solo che nn ho 63 anni!

    • I numeri sono il mio tormento qui. Ho già detto altrove che vado nel panico quando al supermercato mi dicono quanto devo pagare, Finisco sempre per dover guardare il display e se non c’é il display, sono cavoli. Ecco allora che metto in mano alla cassiera 100 euro e aspetto fiduciosa il resto. Oppure uso il bancomat!!!!

  13. Ah ah, che ridere tutti questi commenti, mi fanno ricordare quando sono stata a Essen con l’Erasmus e ho tirato fuori delle robe che i tedeschi si sono sbellicati!! Tipo “wundergeschmackvoll”, per una pietanza che mi era particolarmente piaciuta. Una volta ho detto che avevo male al collo perché avevo dormito “ungedeckt”… peccato che “gedeckt” vuol dire sì coperto, ma si usa quando si fanno accoppiare gli animali… non vi dico l’imbarazzo!
    A tra qualche mese con le prossime figure che mi farò…
    Fröhliches Weihnachten und einen guten Rutsch ins Neue Jahr!

  14. Ciao Eireen, non voglio commentare il tuo articolo anche se hai iniziato finalmente a parlare tedesco, era ora. Leggo sempre i tuoi articoli e sono per me molto interessanti ( anche quelli di Torquitax), mi avete fatto scoprire Monaco, io che adoro Berlin.Vorrei avere da te un parere. Sono un’insegnante di scuola primaria ferita nell’orgoglio per non aver superato la prova di accertamento linguistico bandita dal Mae che si è svolta a Roma circa un mese fa. A questo punto le mie possibilità di espatrio sono nulle, almeno posso impegnarmi nello studio del tedesco sperando che tra 3 anni venga bandito un’altro accertamento.Ho visitato i siti di asili bilingue italo tedeschi a Monaco , cosa ne pensi di : Il Trenino,Girotondo, Doppiomondo?
    Pare che Doppiomondo sia aperto anche nei mesi estivi, e se mi proponessi come volontaria per 1 mese? Perchè non hai scelto una di queste soluzioni per il bambino bionico?
    Ad agosto farò un corso di tedesco a Berlino.
    Da quanti giorni non scrivi un articolo, troppi!

    • Cara Flora, mi dispiace che tu non abbia superato la prova, ma non ho ben capito se era una prova di tedesco che puoi ripetere tra 3 anni oppure era qualche altra lingua o materia In ogni caso ti auguro di farcela fra tre anni. Ho sentito parlare degli asili che nomini, ma sono molto lontani da casa nostra e inoltre non so quanti di essi sono aperti tutto il giorno e tutto l’anno. Abbiamo scelto l’asilo di fianco a dove lavoro io, per comodita`. SE vuoi provare a proporti come volontaria, non ti resta che contattarli e mandare il CV. Chissà…. Per quanto riguarda i miie articoli, non scrivo da un po’ perchè sono in vacanza in Italia e ho poiche occasioni di collegarmi. Non appena rientro in GErmania, mi rimetto a scrivere a pieno ritmo. Grazie 🙂 Buon anno! E.