Malincopost

Oggi non posso fare a meno di riflettere sugli aspetti più impegnativi dell’espatrio. Sarà che ho poco da fare al lavoro e quindi c’è più spazio per i pensieri che girano a vuoto, sarà che l’autunno inoltrato e il cambio di orario invernale incombono e così si fanno largo le malinconie, sarà che oggi va così e basta. Oggi mi mancano gli amici. Eh sì, lo dico proprio io che sono emigrante convinta, sostenitrice sfrenata di questa esperienza e dei suoi vantaggi e mai stanca di vivere in un paese diverso dal proprio d’origine. Proprio io, che in Italia non resistevo più, che ho sempre proclamato: gli affetti si possono vivere anche a distanza, ma la qualità della vita si può migliorare solo andando via. Ne sono convinta tuttora, ma ciò non toglie che vi possano essere giornate in cui essere lontani da casa pesa di più. Vuoi mettere prendere un caffè alla macchinetta con la collega che magari è anche una tua cara amica, fare due chiacchiere, sfogarsi e poi tornare rinfrancati alla scrivania? Vuoi mettere uscire dal lavoro, magari sentendosi giù e nel giro di una telefonata o due, riuscire ad acchiappare qualcuno con cui organizzare “una delle nostre serate a base di film, cibo spazzatura e confidenze”? Vuoi mettere il relax totale di passare del tempo in tuta sul divano con l’amica che ti conosce a menadito da anni e sa esattamente che parole dirti e quali frasi invece evitare o che cosa può consolarti e farti felice e quindi si fa in quattro per procurartelo? Qualcuno che abbia il potere di interrompere il tuo treno di pensieri aggrovigliati solo con un’occhiata, un’intonazione della voce o un "Ma figurati, che cosa vuoi che sia!"?  Qualcuno con cui parlare nella tua lingua madre senza paura di far intendere i famosi fischi per fiaschi, ma potendo invece esprimere mille sfumature del pensiero e certi dettagli dei sentimenti che in una lingua straniera neanche se la studi per vent'anni!
“This is the price we pay” mi ha detto di recente una collega-amica expat. Questo è il prezzo che paghiamo. Sì lo so che c’é Skype, sì lo so che ci sono le e-mail e tutto l’ambaradan moderno che oggi serve a collegare le persone dai lati opposti del pianeta e consente di far parlare Londra con Sydney come se fosse Bologna con Casalecchio di Reno. Ma non è la stessa cosa. E oggi è uno di quei giorni in cui lo sento e mi andava di parlarne.

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18 risposte a “Malincopost

  1. Mi consolo! Ma questo non vuol dire che sia contenta che tu ti senta così… ovvio!

    E' il prezzo da pagare, ce lo siamo detti tante volte, finchè senti che ne vale la pena… per quanto mi riguarda, sono giunta alla conclusione che ne vale la pena ma… non per sempre.

    🙂

  2. e non mi sono firmata…

    Ale

  3. Sono 23 anni che faccio avanti e indietro dagli USA ad Arezzo dove ho lasciato famiglia e gli amici piu' cari. Devo dirti che piu' passa il tempo e piu'  diventa difficile ogni volta risalire sull'aereo e rientrare a NYC. Per me, il distacco iniziale da loro e' stato molto piu' facile; adesso dopo tanti anni, avrei proprio voglia di tornare a vivere in Toscana, ma con 4 figli e' un po' difficile. Tschuss Fabrizio

  4. Questa mattina ho ricevuto tramite posta un regalo totalmente inaspettato da parte della mia migliore amica che si trova Italia. Potrà sembrare esagerato, ma mi ha reso talmente felice che ho iniziato a piangere dalla commozione. Tutto questo per dirti che capisco benissimo quello che hai scritto.
    Sariti*

  5. A chi lo dici! Io ho appena lasciato un paese straniero per andare in un altro… non solo mi mancano gli amici in Italia, ma anche quelli che ho lasciato là. Certo, me ne sto facendo degli altri, ma tant'è…

  6. Ma quello che mi chiedo io è: arriva mai il giorno in cui hai amici veri anche nel paese estero e stai bene con loro come stavi con i tuoi amici a casa e quindi la nsotalgia si stempera? Dal commento nr 3 sembrerebbe di no!

  7. Nostalgia.
    Beh, col passare del tempo si rafforzeranno le amicizie nel posto estero in cui hai le radici.
    In fin dei conti –  come racconta una storiella zen – in ogni posto nel quale ti rechi trovi ciò che sei.

  8. Io mi ritrovo molto nelle tue parole, sia del penutlimo post sugli aeroporti, sia di questo riguardo all´amicizia e agli affetti.
    Io, italiana del nord, mi trovo da quasi due anni nella Foresta Nera. La mia migliora amica italiana è diventata ex-miglire amica, non per colpa mia, ma per mancato interesse da parte sua a scrivermi e-mail per raccontarmi le sue cose. Quello che mi manca di più è la famiglia. Il partire la domenica pomeriggio dall´Italia in auto mi rende molto triste… Però penso sempre alla prossima volta che ci ritornerò (abbastanza spesso, quasi una volta al mese!!).
    Per quanto riguarda gli amici nella terra straniera, è parecchio difficile! Noi ogni tanto usciamo, ma solo con i colleghi … È difficilissimo instaurare un nuovo rapporto d´amicizia… Sembrano tutti interessati sempre ed esclusivamente ai fatti propri e che abbiamo sempre e solo loro cose da fare… Ora mi sono iscritta a una scuola di danza, dove ci sono anche mie coetanee. Spero di riuscire a "racimolare" qualcuna…
    Mi spiace per lo sfogo…
    Elena

  9. ciao eireen, anke io i primi tempi che ero a monaco andavo in crisi, soprattutto la domenica. Non avevo marito e figlio ero proprio solissima. Poi col passar del tempo mi sono fatta una bella cerchia di amicizie in particolare con un'italiana. Come dici giustamente tu si ha voglia di parlare la propria lingua ed io aggiungerei anke lo stesso "linguaggio", nel senso fare delle battute ed essere capita all'istante, oppure nn dire nulla ed essere compresa ugualmente.
    Con questa amica che abita sempre a monaco, ci sentiamo ancora spessissimo. Il detto "amici che lasci, amici che trovi" è sacrosanto, anke se io nonostante i miei 15 traslochi, ho ancora amicizie ventennali e ne vado fiera.
    katia

  10. Ciao

    sono giorni importanti per me perchè per la prima volta in vita mia sto pensando di trasferirmi in Germania, in Baviera per la precisione.
    Sono sposato, ho una figlia, e tutti gli affetti li ho nel giro di pochi km da casa mia. Qui in Italia però mi sento sempre meno a mio agio. tutto funziona all'incontrario e le speranze per il futuro sono sempre più flebili.
    Partirò con un corso di tedesco base e per primo cercherò di imparare la lingua.
    Tanti sono i dubbi che mi assalgono e mi farebbe tanto piacere poter scambiare qualche parola con chi come te o come altri ha già fatto questo passo
    Ciao

    Giuliano

  11. Durante la cattività francofortese più che gli amici mi mancavano le libertà che in Italia mi erano garantite e in primis il potermi esprimere con i miei modi di dire strani e disarticolati e l'essere comunque compreso. Mi mancava il potermi esprimere in libertà e naturalezza ed essere accettato proprio in virtù di questo. Tornare a casa è stato soprattutto ritrovare libertà di espressione. Ma quando la Super Genia è andata in Bolivia mi è mancata, caspita se mi è mancata, in particolare l'immediatezza del riscontro. Il non poterle scrivere non appena mi succedeva qualcosa o succedeva qualcosa a lei. Poi una sera se ne è uscita con sta frase: "finchè siamo sotto lo stesso cielo, tu sei qui e io sono li". Mi sono sciolto dalla commozione!

  12. UmUomoInCammino, speriamo che sia proprio così!
    Elena, mi spiace per la tua solitudine, ma mi semto di dire che sei una privilegiata se vai a casa quasi una volta al mese! Sai quanti easpatriati ci vanno molto di rado o quasi per nulla (ad es. mia sorella che sta in Australia). Forza e coraggio che se ti sei iscritta a un corso dove ci sono tuoi coetanei, hai maggiori possibilità. Guarda la testomonianza di Katia e consolati! 😉
    Ciao Giuliano, in bocca al lupo per il passo che stai per fare e se hai bisogno di qualche "dritta", chiedi pure! Credo che cercare d'imparare la lingua quanto prima, sia la cosa migliore da fare!
    Ciao Torquitax e grazie del commento! In effetti ciò che manca è proprio l'immediatezza del riscontro, però è anche vero che i veri amici li senti vicini anche quando sono a migliaia di km di distanza!

  13. Cara Eireen,
    credo che tutti noi expat comprendiamo bene il tuo stato d'animo e tutti, pure i piu' incalliti, incazzati, quelli che non tornerebbero neanche morti, quelli che si sono rifatti una vita e una famiglia altrove, tutti hanno o hanno avuto, almeno una volta, questi pensieri.
    A me manca non poter parlare con mia madre e averla vicina quando mi sento giu', o quando e' lei a sentirsi giu'.
    Le amiche a volte spariscono pure se abitano a  pochi metri da casa tua, sono le cose della vita. Le amicizie che sopravvivono alla lontananza poi, sono quelle piu' vere, e quelle non si perdono.
    Un bacio dal grigio nord.
    Bianca Hamburg

  14. Cara Bianca, grazie delle tue parole. Come dire "mal comune, mezzo gaudio"! Alla fine i giorni di malinconia passano, manla motivazione ad essere all'estero, rimane. Almeno per ora. 🙂

  15. Ciao Eireen, come sempre ti capisco, tanto.. mi ci ritrovo proprio nelle tue parole. Ti avrò già detto che stiamo pianificando di trasferirci a Monaco (già, commento n° 10.. proprio come te!!!) e siamo tornati giusto ieri dalla bella città bavarese, abbiamo fatto un'incursione, lasciando il bimbo dai parenti, con l'intenzione di 1) esplorare tutti i quartieri e confrontarli con gli annunci di affitto che abbiamo trovato su internet. 2) Parlare quel po' di tedesco che abbiamo imparato in un paio di lezioni e tanto LiveMocha! 3) Vedere se la nostra idea per il futuro lavoro a Monaco sarebbe potuta funzionare. 4) Incontrare di persona qualche italiano/a conosciuto sui vari gruppi, monacense d'adozione e prezioso serbatoio d'informazioni… e futuro amico! Ma mentre facevamo tutto questo abbiamo fatto anche un esercizio di immedesimazione della ns vita che sarà, forse tra un anno, non più nell'Italia che conosciamo e non sopportiamo più, ma nella sconosciuta Germania, dove si parla un linguaggio ancora più sconosciuto.. Ogni giorno ci confrontavamo sulla quotidianità, sulle sensazioni, dopo tre o quattro giorni eravamo sinceramente un po' stanchi e affranti.. Il mal di testa aveva preso il sopravvento, troppa fatica concentrarsi nella comunicazione di un'idioma non nostro.. alla fine del soggiorno non ce l'ho fatta più ho chiesto a un barista se parlava italiano, quasi l'ho supplicato! Pensavamo al bambino, alla difficoltà di vivere senza amici "suoi" almeno all'inizio, sarà anche x lui faticoso comunicare come lo è per noi? Il tuo messaggio fa capire che forse non si smette mai di essere italiani, che sia un bene o un male, noi abbiamo bisogno di cose.. per quanto sia forte la motivazione dell'espatrio. Ecco quello che mi auguro quando sarò lì, è di trovare una vera amica per me, tanti amici x Il mio bimbo, e un grande amico x il mio compagno.. magari italiani, che quando hai bisogno ci sono, che corrono, e tu corri x loro, in un mutuo abbraccio qualcuno che ti risollevi quando sei giù, e attraverso cui ti rivedi, e ti ricordi il motivo per cui sei lì. Questa è la mia più grande paura, non il lavoro, non il lato economico, ma la solitudine e lo sconforto. Sebbene io abbia sempre viaggiato, espatriare con la famiglia è ben altra cosa, ti fai carico di emozioni e respnsabilità che in un certo qual modo limitano il tuo raggio d'azione, ma se vai via lo fai sopratutto per loro, e se riesci a "scafare" i momenti no, si prospetta un grande futuro 
    Un abbraccio, Terry

  16. Ciao Terry, ti faccio i complimenti perché mi sembra che da parte vostra ci sia non solo il sogno di espatriare, ma anche lo spirito pratico di chi organizza le cose per bene e le programma con consapevolezza. Ho visto infatti diversi amici partire per l'estero "allo sbaraglio" , sull'onda dell'entusiasmo e basta e poi tornare indietro con la coda tra le gambe, perché qualcosa era andato storto a causa dell'improvvisazione. Ottima l'idea che aveta avuto di fare un'incursione a Monaco per vedere come sarà! E ti confermo le sensazioni che avete avuto, compreso il mal di testa per lo sforzo di parlare tedesco e il senso di estraniamento. All'inizio é così, inutile mentire: ci si sente spaesati e fuori luogo e si arranca. C'è la gioia di essere lì e di avere realizzato il sogno, ma c'é anche altro. Ed è proprio li, secondo me, che bisogna riuscire a resistere, magari anche "aggrappandosi" ad altri italiani per un supporto pratico e/o psicologico. Superare questa fase iniziale, vuol dire gettare le basi per un espatrio di successo. Comunque a mio giudizio se uno mette in conto fin da subito questi momenti neri, li può affrontare meglio. Peggio invece è partire pensando che sará tutto solo bello. Allora lì sì che diventa dura! In bocca al lupo e chiedi pure se ti servono info pratiche! Ciao E.

  17. sono proprio i piccoli gesti che mancano. quelli con cui sei nata e a cui prima di partire nemmeno davi peso, no?

    Io però mi sento arricchita di aver potuto imparare l'importanza di certe cose proprio andando lontana.
    Proprio ieri sera pensavo quanto sia meglio provare nostalgia che "svalutare" cose preziose perchè presi dalla fretta, dalla stanchezza dalla quaotidianità.

    o forse mi consolavo così

    Un abbraccio
    Mi

  18. Mi, un ribaltamento di prospettiva davvero interessante!