La casa di Monaco

casa monacoQuando ci siamo trasferiti a Monaco abbiamo pensato, per  evitare il problema degli affitti esorbitanti, di andare ad abitare nella casa che appartiene alla mia famiglia dagli anni ’50. Questa casa, la “casa di Monaco”, ha una storia che ho sempre trovato affascinante e che qualche sera fa zio Fritz mi ha raccontato, aggiungendo dettagli che non conoscevo.
La parte tedesca della mia famiglia è in realtà originaria di Berlino e all’epoca della guerra abitavano tutti nella zona est della città. Subito dopo la guerra, mio nonno Jakob ha giustamente pensato che fosse il caso di emigrare e di spostarsi verso Monaco. Andò avanti da solo, mentre il resto della famiglia attendeva a Berlino.
Ora poiché i tempi erano quello che erano e di soldi ce n’erano pochini, il nonno pensò bene  anche che fosse il caso di costruirsi la nuova casa  con le sue mani e così fece.  Prima si costruì una piccola casetta veramente essenziale, in pietra, con cucina e camera da letto, senza neanche il bagno, nella quale abitare per il tempo necessario affinchè la casa vera e propria, la casa di Monaco, fosse pronta. Capirete che per costruire da soli o quasi un casa con due piani, una cantina e un solaio, ci voglia il suo tempo e infatti ci vollero anni. Nel frattempo lui, insieme a uno dei suoi 3 figli, oggi scomparso, viveva nella casetta, che ancora oggi si trova in giardino, così com’era. Per mettere insieme la casa, nonno Jakob ha dovuto usare materiali recuperati un po’ da dovunque. Le porte, per esempio, prese da chissa dove, sono tutte una diversa dall’altra e sono state dipinte di bianco per renderle simili tra loro. Il pavimento, invece, è stato fatto usando la ghiaia della strada per formarne la base.
La casa di Monaco risponde ai rigidi criteri architettonici di quando fu costruita e in parte di oggi: ha il tetto super a punta, come gran parte delle abitazioni qui (come quella nella foto), suppongo per permettere alla neve d’inverno di scivolare meglio via dal tetto. È inoltre circondata da un giardino enorme e stupendo, ma grande il doppio della sua superficie di base, sempre per via di queste leggi. E ha un’altra particolarità: è leggermente storta rispetto alle altre case del quartiere, perché pare che fosse obbligatorio, all’epoca, che l’ultima casa in fondo alla strada fosse visibile dall’inizio della strada stessa: doveva insomma spiccare rispetto alle altre, tutte allineate fra loro.
Quando la casa era a buon punto mia nonna e i due figli rimanenti, mio padre e zio Fritz, si trasferirono anche loro a Monaco, raggiungendo il nonno. E intanto lui continuava a costruire, perché non era proprio tutto finito e le stanze erano ancora incomplete. Ci vollero altri anni affinchè il nido fosse davvero terminato e accogliente. Oggi la casa appare bella, ma anche strana: ha un solo bagno, ma cinque camere da letto – si usava così – mentre ben due stanze e l’intero corridoio su entrambi i piani non hanno il termosifone (ma ne faremo installare a breve, giusto per non ibernarci d’inverno). In compenso c’erano due praticissime stufe a legna, che scaldavano gli ambienti in pochissimi minuti. Per evitare il congelamento nei mesi più gelidi, bisognava tenere sempre chiuse tutte le porte, appunto per non fare uscire il calore dalle varie stanze.  Il forno a legna in cucina, enorme, quando era in funzione fungeva da falò e tutta la famiglia vi si riuniva attorno. In bagno c’é solo la vasca, ma era senza box (lo abbiamo aggiunto noi di recente): così bisognava fare la doccia solo seduti e velocissimi, per non schizzare d’acqua tutte le pareti e il pavimento!
La casa di Monaco negli anni ha accumulato al suo interno ogni sorta di oggetto e quando noi siamo arrivati e la nonna se n’era andata da un paio d’anni, era praticamente un museo. Tutti i mobili risalivano a quando la casa fu costruita. Materassi e lenzuola pure. Vestiti e attrezzi del nonno erano ancora lì; l’elenco di “roba” che era stata lasciata nel corso dei decenni sarebbe interminabile. Io e il marito supersonico, ma soprattutto lui, abbiamo gettato via montagne di cose e ancora ce ne sarebbe. Mesi fa guardare dentro le stanze era come guardare le stelle dentro un telescopio: si poteva fare un salto indietro nel tempo, alle origini della storia dell’universo-casa. Oggi essa è molto più vuota, più pulita, più leggera e ariosa. Sembra nuova. Eppure, eppure ha perso un po’ di sapore, un po’ di fascino – per acquistarne un altro, sia chiaro – ed è come se un pezzetto della mia storia se ne  sia andato insieme alle anticaglie che abbiamo gettato.

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17 risposte a “La casa di Monaco

  1. Che bello questo post! 🙂
    Sariti.

  2. Che bel racconto, molto toccante.. 🙂

    Paola

  3. Proprio una bella storia, sembra una di quelle che appunto si raccontano alla sera davanti al fuoco, aprendo il cassetto dei ricordi. Anche le case in cui abito io, mia zia e i nonni le ha costruite il nonno muratore. Niente giardino però. Eh va bhe, quando c'è un tetto sopra la testa tutto il resto è ausiliario (tranne il bagno ben inteso).

  4. Giusto per curiosità, in che zona si trova? Conosco un po' la parte sud-est di Monaco, soprattutto Trudering e poi quella che da Neuperlach va verso Neubiberg… ed è davvero ricca di deliziose casette!

    Gischio

  5. Buongiorno e grazie sul serio a tutti! La casa si trova nel quartiere Freimann, tutto a nord, in una zona dove appunto tutte le case sono fatte come la nostra. Sembrano tutte di zucchero, paiono tutte casette delle fiabe….

  6. Ciao, ti parlo da expat in terra lusitana. 
    Immagino che tornare a vivere in quella casa sia stato davvero un'esperienza intensa ed emozionante, e forse un po' ti capisco anche, se penso a come ti sei sentita a buttare tutti quegli oggetti con le loro storie. Ho fatto innumerevoli traslochi finora, ed ogni volta e' stato come buttare via un pezzo di me quando mi sono sbarazzata delle cose "inutili". 

  7. Il fascino delle cose vecchie.
    Qui si percepisce appieno.
    Ad esempio le porte tutte divetrse…
    Che meraviglia!

  8. che bel racconto! Le case vecchie hanno un fascino micidiale su di me. Anche mio nonno costruì da solo casa sua, su suo progetto, e nonostante fosse un po' strana (l'unico bagno era nel sottotetto) era veramente bella 🙂

  9. Brava Eireen, avrei fatto lo stesso al tuo posto e´ poi uzna casetta cosi´ e´´ davvero deliziosa e non ti estirpano ogni mese organi vitali con affitti super salati. Scusa se vedo sempre il lato economico della cosa, dici che avete buttato granparte di cose vecchie,alt lo sai che qui impazziscono per le cose vecchie? Li puoi vendere ai mercati di seconda mano e guadagni qualcosa. Al posto tuo qualcosa mi conserverei pero´
    Bis gleich!
    Wanesia

  10. Wanesia, è un'idea carinissima e redditizia (chi di noi non pensa spesso al lato economico?) quella del mercatino. Peccato che, nel mio caso, zio Fritz sia troppo attaccato a tutte le cianfrusaglie che abbiamo in casa e se gliele vendiamo, potrebbe svenire dal dolore! Già convincerlo a buttare via tutto quello che abbiamo buttato è stata un'impresa titanica, che ha richiesto mesi di "lavaggio del cervello", figurati l'idea del mercatino!
    E comunque viva le cose vecchie,  il loro fascino e tutti i ricordi e le emozioni che portano con sè.

  11. Bellissimo racconto. Una storia e una atmosfera che rimarranno sempre tra le mura di quella casa. Anche senza quelle cose a testimoniarlo. Perche' la passione, la forze e il lavoro dei tuoi nonni non erano in quei materassi. Almeno io lo credo. E' tutto intrappolato nelle mura di quella casa di Monaco.

  12. Che bel commento Debora, sul serio. È proprio come dici tu: la storia della casa, la sua forza, le vicende della mia famiglia, non sono tanto dentro agli oggetti che popolavano  le quattro mura o che si trovano adesso in soffitta. Tutto è nella struttura della casa stessa e, aggiungo io, se anch'essa un giorno dovesse andare distrutta, tutto rimarrebbe nei nostri cuori, nelle menti e nei nostri racconti ai figli e poi dei nostri figli ai loro figli… Così è

  13. Grazie è un bel racconto.. sembrava di ascoltarlo davanti a un camino acceso.. e se anche le emozioni non traspaiono da un pc.. mi è arrivato qualcosa che mi ha riportata indietro nel tempo.. in un altro posto molto lontano dal tuo, in Calabria, nella vecchia, anzi nelle vecchie case dei nonni, contadini e poveri, ma che grazie alla loro sapiente arte del vivere con poco, hanno creato tantissimo, lasciando a noi nipoti allo stesso tempo una ricchezza e un vuoto che il passare del tempo rende sempre più greve… gli odori davanti alla fornace, il mosto nei tini, i muli con i cesti pieni d'uva, i racconti seduti sulle loro ginocchia davanti al fuoco.. credo che certe cose non sbiadiranno mai, e vorrei avere avuto anch'io la fortuna di poterle conservare, o di poter riabitare la casa dei miei nonni, mi sarei sentita sempre al sicuro, con le mie radici, e non una canna al vento… Sei fortunata Eireen, a poter vivere nel posto che hai scelto per il tuo futuro, e dove c'è tutto il tuo rassicurante passato. Ce ne stiamo dimenticando, ma quanto bello sarebbe poter ritornare alle famiglie di una volta! Spero un giorno di poter rappresentare per i miei nipoti e pronipoti l'ancora che li terrà fermi quando il mare sarà in tempesta, qui o altrove non importa, basta creare di nuovo una storia da vivere e raccontare. Grazie ancora *___*  Terry

  14. Ciao Terry, il racconto mi è sgorgato dal cuore e sono molto molto contenta di avere trasmesso il senso del passato e dei ricordi che questa casa mi porta, ai miei lettori. Con la tua descrizione delle case dei nonni in Calabria, anche tu mi hai trasmesso qualcosa di forte. Forse i ricordi quando sono legati ai nonni, diventano più intensi ancora.
    Comunque è vero che nella casa di famiglia mi sento sicura: questo mi ha aiutata molto ad esempio all'inizio, quando ancora mi sentivo persa e avevo nostalgia della mia vita di prima.

  15. Che bel post! e che fortuna avere un'intera casa a disposizione e così ricca di ricordi!

    Ale

  16. Ciao,

    ho appena scoperto il tuo blog e mi sembra molto interessante ! Anch'io vivo in Germania ed ho aperto da poco un blog.

    Saluti da Erfurt !

    Luciano

  17. Grazie Luciano e willkommen! Continua a seguirmi! Io ora do' un'occhiata al tuo blog! Ciao E.