Dalla parrucchiera

Cari lettori, dovete sapere che io, da circa 18 anni, porto i capelli cortissimi: secondo me i tagli corti sono pratici, sbarazzini e originali. Richiedono però una manutenzione attenta e costante, per cui è necessario recarsi dalla parrucchiera ogni 5-6 settimane al massimo, o si rischia di trovarsi in testa una cofana che al confronto Amy Winehouse, con tutto il rispetto, era pelata. Per i primi tempi di questo regime ho sempre cambiato parrucchiere, sperimentando e provando, ma poi un pomeriggio di alcuni anni fa, ho avuto un colpo di fulmine per la “parrucchiera della mia vita” e da allora mi sono sempre affidata a lei, che conosce alla lettera ogni mio capello, i miei gusti, le mie esigenze, i colori che mi stanno bene e quelli che odio etc…etc…. Insomma era un idillio.  E si sa che quando un rapporto funziona, è importante coltivarlo e cercare di portarlo avanti il più a lungo possibile. E, fosse stato per me, il matrimonio tricologico sarebbe anche durato tutta la vita. Sennonché un anno fa mi sono trasferita in Germania. E se per questo primo anno ce l’ho sempre fatta a continuare ad andare a farmi tagliare i capelli da lei, la mitica, adesso non posso più farlo, perché le mie visite in terra patria si sono rarefatte a causa di forza maggiore. Il punto è che, fino a sabato scorso, ero terrorizzata dai parrucchieri tedeschi, sui quali girano leggende metropolitane terrificanti. Pare che un’amica dell’amica di mia cuggina sia andata una volta da una parrucchiera tedesca, il giorno dopo uscita di casa e da allora non abbia più avuto il coraggio di mostrarsi in pubblico, memore di come è stata guardata da passanti, amici e parenti, inorriditi dal suo look. Perciò io, per prevenire risultati del genere ed evitare di trovarmi con i capelli cortissimi sopra e lunghi dietro – tipico taglio che io associo al tedesco con Birkenstock e calzetto – mi sono informata in anticipo. Ho cominciato a gennaio di quest’anno e nell’ordine ho chiesto:

  • Alla sorella che vive in Australia, la quale ha avuto due fidanzati parrucchieri, ha lavorato lei stessa presso parrucchieri e ha abitato a Londra, patria del taglio di tendenza. Lei si è proposta di informarsi presso sue ex-colleghe su quali fossero i migliori parrucchieri di Monaco. Ho così ottenuto tre nomi.
  • Ad una mia collega inglese, che porta sempre tagli cortissimi fantastici e colori strepitosi, di indicarmi chi fosse la sua parrucchiera.
  • A un’altra mia collega dai capelli corti da chi andasse e lei e così ho scoperto che va da una turca da cui spende pochissimo e che le taglia i capelli esattamente come vuole lei, invece di fare come le tedesche che, pare, ti fanno quello che vogliono loro e poi ti ritrovi con una banana in testa.

A questo punto avevo fin troppa scelta e poi c’è anche la parrucchiera di fianco a casa mia, che tra l’altro si chiama come me. Che fosse un segno del destino?
Avvicinandosi il momento del taglio e diventando i miei capelli di giorno in giorno sempre più una cofana senza forma, ho cercato di studiarmi un po’ di vocabolario in tedesco: sfilare, fare le meches, fare i colpi di luce, alleggerire e via dicendo. Poi ho pensato che la cosa migliore fosse portare una fotografia e mi sono messa a googlare, per poi stampare una sorta di book da mostrare alla prescelta. Insomma dietro c’è stato tutto un lavoro accuratissimo, una preparazione minuziosa, un piano d’azione pensato nei minimi particolari. E alla fine, dopo avere passato notti in bianco dal terrore, dopo avere avuto incubi di me che mi aggiro per l’ufficio con un taglio a pera, disprezzata da tutti e immagini di me  che acquisto in fretta e furia una parrucca per salvare la situazione… Beh, sabato scorso mentre passeggiavo nel quartiere Harras, mi è caduto l’occhio su un negozietto minuscolo e semivuoto di parrucchieri chiamato “Hairstyle and More” e, non so perché, mi ha ispirato fiducia. Sono entrata d’istinto, senza pensarci, ho chiesto se avessero tempo per un taglio e nel giro di mezz’ora, senza fotografie, arrangiandomi solo con un fraseggio limitato (avevo dimenticato tutta la terminologia studiata) e i gesti, sono stata tagliata divinamente da una parrucchiera tedesca. Non ha detto una parola – grazie, Signore, grazie -, si è messa al lavoro, efficiente, concentrata, accurata et…voilà! Splendido, non potevo crederci, continuavo a rimirarmi nello specchio, soddisfattissima. È stato così semplice, visto? Tanto rumore per nulla!

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11 risposte a “Dalla parrucchiera

  1. A questo punto vorremmo tutti vedere una foto… così, per controllare 🙂

    Gischio

  2. Quando ho iniziato a leggere il tuo commento, scommettevo che sarebbe andata a finire così – per pregiudizi che io stesso ho vissuto e sfatato col vivere esperienze diverse in Germania. Come dice un mio conoscente, viviamo di miti e leggende, che spesse volte si rivelano completamente infondate. Oltre ad aver avuto anch'io dubbi (della serie, e poi che gli racconto – abituato ai parrucchieri "latini" che ti fan parlare costantemente – col mio tedesco non certo perfetto) poi sfatati da esperienze più che felici col parrucchiere, ma non solo.
    Recentemente mi si son rotti gli occhiali da vista e, con gli stessi, se non ancora maggiori, dubbi e preconcetti (mo' chissà, appena sentono il mio accento mi butteranno fuori dal negozio o mi rifileranno qualche scarto). E invecie son stato consigliato benissimo – con cortesia ed efficienza tipicamente tedesche – mi hanno fatto degli occhiali che sono dei gioiellini (tecnologia tedesca che non sapevo neppure esistesse – creati a mano, su misura, addirittura le lenti me le hanno fatte di dimensioni diverse da quelle standard – suggeritomi dal venditore prima che glilo dicessi io (e che, m'ha letto nel pensiero?), cosa che nella mia zona d'origine neanche pregando in ginocchio) – insomma, molto più belli di quelli che avevo prima, con materiale moderno, leggeri, di qualità superiore, con correzioni perfette, e il tutto alla metà del prezzo che avevo a suo tempo (quasi 10 anni fa), e con garanzia superiore.
    E poi si ha la credenza che nei paesi latini la gente è più flessibile e vicina al cliente…

  3. E' che poi il parrucchiere e' uno che ti mette le mani addosso e cosi', come per dottori e dentisti, mica e' detto che ci si possa fidare dei consigli. Io, che vado un paio di volte l'anno, continuo a cambiare. E solo per una spuntatina e la piega. Lasciamo stare colori o simili.
    Per fortuna che vado poco, cosi' li faccio quando torno in Italia!

  4. Eh già, la foto è d'obbligo.

  5. Eh, come darti torto? Con le teste che si vedono in giro per la Germania e' facile entrare in panico al pensiero del parrucchiere. Io ho optato per la crescita illimitata e ho i capelli che arrivano al fondoschiena ma una volta all'anno pur ci vado a tagliare doppie punte e frangia. Devo dire che i parrucchieri tedeschi li preferisco a quelli italiani perche' stanno zitti.
    Le parrucchiere italiane (nel caso specifico napoletane) ti facevano l'interrogatorio e, siccome ci andavo due volte l'anno, dovevo ripetere la mia vita ogni volta. Quassu' capiscono subito che non sei tedesca e parli appena la lingua e stanno zitte. Che sollievo!

  6. Sono troppo timida per la foto, mi dispiace!
    Sugli occhiali da vista, invece, non ho pregiudizi e paure, anzi col fatto che i tedeschi di solito sono molto precisi, non ho dubbi che mi farebbero un lavoro eccellente. Magari al momento buono, ci faccio pure un post sopra!

  7. Anch'io uso la tecnica del "lascia crescere e poi taglia". Il mio parrucchiere quando mi vede entrare si dispera all'idea di tutta quella massa da tagliare. Ogni volta gli lascio giù tanta di quella lana che a quest'ora non mi stupirei se ci avesse già foderato un paio di materassi.

  8. Torquitax, facciamo così: tu pubblichi una tua foto con la massa incolta e io la mia col nuovo taglio! 😉
    Anonima, la crescita illimitata è comoda, ma non fa per me: coi capelli lunghi infatti sto davvero malissimo.
    Ultimo: propongo un applauso alle parrucchiere tedesche, che stanno zitte e una raccolta firme per far star zitte quelle italiane! Oh.

  9. Questo topic è telepatico 
    proprio alcuni giorni fa pensando alla futura trasferta a Monaco, e invece di concentrarmi sui passi da fare per sistemarmi lavorativamente, lingua, casa, ecc… addentando un panino una parola si è materializzata nella mia testolina: IL PARRUCCHIERE!
    Mi si è palesata davanti l'angosciante prospettiva di un caschetto certosino o peggio… i miei capelli sono sempre stati un cruccio, al contrario di te Eireen che ne sei superdotata, i miei sono sottilissimi, crescono in maniera strana, anarchica, e dopo un problema di salute si sono leggeremnte diradati… Mi ci sono voluti degli anni per trovare la parrucchiera "della vita", come dici tu.
    Anni di ricerca spasmodica, colloqui per testarne l'affinità, con l'aggravante che sono pure allergica ad alcuni colori  tipo che se non sto attenta e non faccio prima un test.. non respiro. Finalmente l'ho trovata la mia parrucchiera, che sa tutto di me, e appena mi vede sa già cosa voglio.. Mi chiedo se con questo quadro catastrofico e l'aggravante di doversi esprimere a gesti, riuscirò a cavarmela nella giungla tricologica  di sicuro ti chiederò i riferimenti di qualche bravo professionista…  Venire una volta al mese in provincia di Firenze per farmi i capelli, potrebbe non essere una buona idea 

  10. Hai ragione, mia cara: sono superdotata di capelli e non sai quante volte ho guardato le donne con capelli sottili e le ho invidiate! Io che, se trascuro un attimo il taglio, mi ritrovo con in testa un casco di banane. Nessuno è mai contento di quello che ha, no?
    Comunque sono solidale con te al massimo, so che cosa stai passando. Ma non ti preoccupare: già il mese prossimo testerò uno dei tre nomi avuti dalla sorella "australiana" e poi magari ti so dire com'é andata. Facciamoci coraggio e restiamo unite! Usciremo vivncitrici dalla giungla tricologica (espressione che mi ha fatto troppo ridere!!):

  11. Io devo dire che il mio parrucchiere a Como se ne sta zitto e non rompe le scatole (ne lui ne il suo staff)… sarà che da quelle parti non siamo esattamente caciaroni come a Napoli 🙂

    Comunque il parrucchiere è una delle prime esperienze tedesche in cui mi sono lanciata senza troppi traumi… e tra le conoscenze più entusiaste di stare qui in effetti ce ne sono alcune che nonostante dichiarino di non voler mai più mettere piede in Italia dal parrucchiere tedesco non ci vogliono proprio andare!!!

    Ale