La cicala e la formica?

A_la cicale e la formica

Ieri ero a pranzo con i soliti sospetti, ossia Paula dal Portogallo e Carmen dalla Spagna e, come spesso capita, il nostro discorso, dopo qualche chiacchiera iniziale sul week-end, ha virato sulle differenze culturali tra i paesi mediterranei, o caldi che dir si voglia, e la Germania. Si discuteva della ormai onnipresente crisi, delle sue cause, dei suoi effetti, delle sue possibili soluzioni. E che cosa è emerso?
La crisi ha investito tutti i paesi europei, non ci sono dubbi. Ma non ci sono dubbi neanche sul fatto che ciascun paese la stia sentendo in modo diverso. E sappiamo che la Germania, in questo momento è tra le nazioni la cui economia ha saputo resistere meglio al colpo.
Ora, poichè ciascuna di noi tre proviene da un paese che messo tanto bene non è, ci siamo messe a fare una sorta di vivisezione della situazione, senza alcuna pretesa di riuscire, davanti a un piatto di pasta riscaldata nel microonde, ad effettuare chissà quale analisi politico-sociale-storica del crollo economico in ciascuna delle nostre nazioni di provenienza. Eppure ad un certo punto Paula e Carmen se ne sono uscite entrambe con la stessa teoria, che mi ha colpita e fatto riflettere. In buona sostanza si tratta della storia della cicala e della formica. Nei nostri paesi, dicevano, la gente è abituata a sperperare. “Conosco una coppia” raccontava Paula “che vive con 1.200 euro totali al mese; eppure hanno comprato casa, hanno due macchine, si stanno per sposare e faranno un mega-viaggio di nozze. E non crediate che i loro genitori li aiutino eh. No, no, si arrangiano con quello che hanno!”. “Ma com’é possibile?” ho ribattuto io “Con quei soldi manco sotto un ponte riesci a vivere oggigiorno. Persino l’affitto di una cuccia di cane costa di più!”. “Immagino abbiano fatto dei debiti con la banca; avranno aperto mutui a tutto spiano.” ha spiegato lei. “Ma sono tranquilli: non gli sfiora il pensiero che stanno vivendo oltre alle loro possibilità. Il fatto è che, da noi, nessuno è capace di rinunciare più a niente, neanche ai lussi. Se i vicini di casa hanno 3 iPod e il SUV, anche io devo avere 3 IPod, meglio se 4, e il SUV, magari più grande. Non importa se faccio lo spazzino e potrei permettermi massimo un telefono a gettoni e un monopattino. L’importante è dimostrare che non sono da meno degli altri. E guai fare senza questi beni “di base”! Guai a dire a queste persone – Sei sicuro di non riuscire proprio a vivere con una macchina sola? – Ti mangiano la faccia!”. “Sì succede anche da noi in effetti”, ho dovuto constatare, mentre Carmen annuiva, aggiungendo che in Spagna domina la stessa mentalità e continuava: “I tedeschi, invece, sono la formica della favola famosa. Sono attenti, parsimoniosi, comprano solo il necessario, non buttano via i soldi per cavolate. Sono più previdenti e mettono in conto che possono arrivare tempi più duri, come gli anni delle vacche magre biblici, capito?”. Io, devo dire la verità, ero stupita e incredula. “Davvero?” continuavo a chiedere. Perchè, lo ammetto, questa cosa non l’ho ancora notata.
Sarà vero che i teutonici sono più cauti nel gestire i soldi di noi “latini”, che invece tendiamo a goderceli subito o addirittura più di quello che potremmo? Sarà davvero per questo – ma non solo – che adesso la Germania non sta affondando nella melma, come  invece sta accadendo ai famigerati paesi PIGS? O le mie due amiche sono vittime di un mito, di un’idealizzazione? Stavolta proprio non posso dire la mia, per ignoranza, e chiedo a voi, expat in terra tedesca, italiani appassionati di Germania, italiani e basta e chiunque altro là fuori: che cosa ne pensate? Tutte balle o sacrosanta verità? Siamo davvero la sciocca formica e la Bundesrepublik, invece, la saggia cicala?
Sono curiosa di sentire la vostra…
 

Annunci

20 risposte a “La cicala e la formica?

  1. Dolores_Ibarruri

    Concordo con le tue amiche: il tedesco-medio è più spartano dell'italiano-medio.

  2. Ciao, in parte è vero, sicuramente gli italiani erano più formiche negli anni scorsi. Però la crisi dell'Italia deriva anche dal fatto che non si colpisce l'evasione fiscale e non si fa pagare più tasse a chi è già ricco, infatti la forbice tra agiati e non si sta aprendo sempre più.

  3. Purtroppo devo dire che è vero. E ti faccio un esempio pratico. Mio cugino con il primo stipendio si è comprato il computer hi-tech nuovo di balla e lo stipendio è evaporato. Con il secondo si è comprato la macchina nuova ipotecando così tutti gli stipendi che verranno. Poi sono arrivate le mutande D&G, l'orologio della Moschino ecc ecc. 
    Io la penso come i tedeschi. Quando c'è da fare una spesa si fa, se no penso "è veramente necessario?". Il più delle volte capita che la roba resti sugli scaffali (tranne quando entro in libreria, li tutto è necessario). Ma non sono un santo eh, qualche sfizio ogni tanto me lo concedo senza problemi… 

  4. A mio avviso invece il problema è un altro…con 1200.00 euro al mese puoi farcela se hai goduto di periodi di gloria maggiore ed in quei periodi lì non hai sperperato ed hai tenuto (pur potendolo permettere) un tenore di vita da formica…
    Se prima d'entrare in pensione ti faccio un esempio guadagnavi 3000.00 euro al mese e per quanto guadagnavi spendevi è normale pensare che tu sia pieno di debiti..ma se nel momento in cui tu li guadagnavi e anzichè sperperarli li mettevi da parte..allora tu nel momento del bisogno hai dove attingere..ma per far questi quattro conti mica ci vuole una laurea in economia attenzione..anche un contadino che si fa i conti sulle dita ci arriva alla politica del mattone…
    Ed in tutto questo io onestamente non ci vedo assolutamente nulla di strano…c'è anche gente che pensa che siccome ti compri il salotto a rate di 7O euro al mese è perchè sei un morto di fame che non potevi permetterti il "lusso" di pagartelo in contanti..Perchè è gente che non pensa agli imprevisti della vita..dunque , ovviamente , una persona che pondera bene che fa? al futuro ci pensa..e pensa che se gode della possibilità d'acquistare un bene a piccole rate con tasso 0..è una vera fortuna..perchè tu puoi soddisfare l'esigenza di rifarti il divano nuovo ed al contempo se ti capita un imprevisto (piglia ad esempio una bolletta inaspettata esorbitante di luce) far fronte dignitosamente all'imprevisto..
    E ripeto, non ci vuole una laurea per pensare a tutto questo..solo un pò di epsperienza pratica..nulla di più…

  5. Un avviso a tutit i naviganti: verranno pubblicati solo i commenti educati e rispettosi del vivere civile. Tutti gli altri, verranno cancellati, in quanto ritenuti inutili o, peggio, dannosi. Si possono esprimere senz'altro opinioni diverse dalle mie, ma sempre con educazione. Grazie e tutti della collaborazione e della pertecipazione al dibattito. 😉

  6. Personalmente ritengo che la verità stia nel mezzo. Ovvero ci sono molti italiani, magari anche la maggior parte, che vivono al di sopra delle proprie possibilità, contraendo debiti che non sempre riescono ad onorare. E purtroppo, non per acquistare beni di prima necessità, ma spesso per spese voluttuarie. Tuttavia sono convinto che molte persone sappiano risparmiare e pensare al futuro, indebitandosi solo quando non è possibile farne a meno. Ad esempio per l'acquisto della prima casa: leggevo che in Italia vi è la più alta percentuale europea di possessori della prima casa, mentre in Germania non si arriva al 50%. Ciò non significa che i tedeschi non sappiano risparmiare, ma semplicemente che i loro risparmi seguono priorità diverse: istruzione, viaggi, o altro ancora.
    Secondo me la crisi italiana ha radici profonde nello spreco, ed in questo ci differenziamo in modo abissale da qualunque altro popolo civile. Sprechi enormi nella politica, nelle infrastrutture (progetti iniziati e poi abbandonati), in enti assolutamente inutili, tipo le comunità montane a livello del mare.
    Se si tagliasse di colpo almeno la metà degli sprechi, non avremmo bisogno di tante manovre sanguinose come quelle ideate in questi giorni e che, probabilmente, ci accompagneranno in futuro.
    Gischio

  7. La Germania sa organizzare e razionalizzare.
    Un Esempio: io sono di Terni ,città delle acciaierie. In Germania c'erano le acciaierie Thyssen e Krupp. Ora c'è la ThyssenKrupp, proprietaria anche dello stabilimento della mia città , nato 130 anni fa un colosso della tecnologia e del know-how. Nessuno in Italia è stato capace di creare un sistema tale da creare un colosso dell'acciaio. Gli stabilimenti sono caduti uno ad uno come birilli e acquistati da chi ha saputo "fare sistema".
    L'Italia non sa fare sistema, ognuno pensa per conto proprio, non razionalizza, non crea infrastrutture. E qui mi fermo.
    Anzi, continuo: oggi nuovo record del debito 1912 miliardi di euro.
    Beata te, cara Eirè, che stai a MUC.
     

  8. La lingua batte dove il dente duole..
    In verità, non hai mai perdonato a mio padre il fatto d'aver rallentato i miei studi per acquistare la nostra casa..Non hai perdonato a lui l'idea della priorità casa, non hai perdonato a me l'esigenza di dover studiare e lavorare attribuendo alla necessità, la veste d'esigenza correlata al capriccio di voler vivere nel lusso ad ogni costo..
    Ma va bene così..Mi hai fatto i conti in tasca giudicando le scelte e le priorità che la mia famiglia ha attribuito agli acquisti..giusti o sbagliati ch'essi siano stati abbiamo cercato insieme di farcela..
    Magari se mio padre non avesse investito nella casa a quest'ora vivremmo ancora in fitto, avremmo viaggiato di più ed io avrei potuto laurearmi anche prima..Ma la scelta non è dipesa da me al tempo e nel tempo ho solo cercato di non lasciarmi penalizzare troppo dalla scelta o dal mudus vivendi impostatomi da altri..
    ed allora che vogliamo fare adesso? rincarare la dose oppure sequestrare la casa a titolo di risarcimento danni..così dopo aver pagato con sacrifici personali la prima volta..dovrò pagare anche la seconda e terza volta per vederti soddisfatto e contento facciamo così?
    E questo lo chiameresti amore? a me sembra più il dente avvelenato di chi in un modo o nell'altro vuole sentirsi indennizzato del tempo che il padre ha rubato..senza comprendere che, la guerra contro il padre è solo uno strumento per colpire ancora di più la figlia tanto innocente in prima battuta quanto in seconda..
    Il segreto della felicità vera sai qual'è?
    è l'elaborazione del perdono vero ed il perdono vero parte dal cuore e prescinde dalla necessità del risarcimento danno economico..perchè se di danno economico vogliamo parlare quella che ha subito rallentamento e demansionamento sono da sempre stata io..ma tu ancora non sei contento..è il tuo pretendere di più il vero problema..il tuo tirare la corda non perchè sia necessario farlo ma solo perchè ti dona soddisfazione farlo molto di più del viverla in maniera diversa e felice..
    Del resto è una felicità che doveva prima conquistare e poi meritare ed ovviamente prima della gioia occore il sacrifico estremo ed il dolore sordo..ed infine raggiunto proprio lo stremo l'ambito riconoscimento un tempo negato..
    Perchè sei stato educato così e non è colpa tua, non puoi farci davvero niente..
    due anni tondi tondi di sacrificio duro duro non sono stati sufficienti..volevi di più..manco fosse che nei precedenti ripeto, studiare e lavorare cntemporaneamente a noi è piaciuto tanto tanto..non è stato sufficiente..e giustamente troppo al di sopra delle nostre possibilità..
    è l'ineluttabile a fregarci sempre, costantemente…

  9. Bel modo che hai di fare sistema tu…
    è sufficiente generare debito pubblico da fare scontare a terzi..e tu hai generato il sistema sulle spalle degli altri..
    Bel modo che hai di farti i conti e di farli pagare attribuendo rischi e responsabilità e colpe anche quelle inesistenti per cadere sempre diritti diritti..
    furbo tu
    scemi noi

  10. Cari tutti, vi ringrazio davvero di cuore dei vostri commenti e della partecipazione al dibattito! Si vede che questo argomento suscita proprio interesse.
    Concordo con chi dice che la crisi in Italia deriva anche dall’evasione fiscale incontrollata e ormai diffusissima. Pensiamo solo alla Grecia, dove questo é stato uno dei principali detonatori della situazione in cui il paese versa attualmente. Grazie a Dolores per il parere, sarei interessata a sapere dove poggia questa sua certezza, perchè, come spiego nel post, io proprio non ho notato questa presunta caratteristica teutonica (sarà che sono un po’ svanita?).
    Torquitax, invariabilmente mi trovo d’accordo con te, e cerco sempre di pensare “Ma mi serve davvero?” quando acquisto. Poi a volte mi rispondo: “No, però è bellissimo” e compro lo stesso! 😉
    Gischio, interessante ed utile questa analisi sui diversi modi di spendere i soldi o di risparmiarli, che dir si voglia. Per il resto (crisi italiana e sprechi pubblici) non posso far altro che annuire.
    Mi trovo anche sulla lunghezza d’onda di Giorgio, che sottolinea la mentalitá dell’organizzazione e razionalizzaione, di cui ho più volte parlato nel blog.
    Infine mi spiace per tutti conflitti familiari dell’anonimo, ma temo che scrivendo si sia fatto prendere la mano e sia scivolato fuori tema. Perciò per stavolta passi, ma in futuro vi é la cancellazione sicura! Saluti E.
     

  11. Be' in Italia sicuramente si dà molta importanza all'apparenza, giorni fa sul sito del Fatto Quotidiano ho letto l'opinione di un italiano che vive a Londra e diceva che i turisti italiani si riconoscono perché sembrano tutti veline e calciatori. Invece i turisti stranieri che vengono in Italia si contraddistingono perché nel vestire cercano soprattutto la comodità. Poi certo i tedeschi hanno stipendi più elevati quindi magari li vedi girare tutti in Mercedes e Bmw, ma probabilmente se lo fanno è perché se lo possono permettere! Un'altra differenza è che nei Paesi mediterranei si lavora di meno, si va in pensione prima, e poi ci sono molti dipendenti pubblici che magari hanno rimediato un posto per una raccomandazione ma non servivano oggettivamente e quindi non fanno quasi niente. E poi sì, c'è un'elevata evasione fiscale. Non so se questo vale anche per la Spagna, ma per l'Italia e la Grecia sì.
    Saluti Eugenio

  12. Dolores_Ibarruri

    Non è una certezza, è una mia opinione, basata sull'osservazione di come vadano vestiti i tedeschi e di come gli italiani.
    Poi mi pare che in Germania l'automobile non sia uno status symbol, come in Italia, e serve anche di meno, essendoci trasporti pubblici puntuali e piste ciclabili dappertutto.

  13. Ciao Eugenio! In effetti tra gli stranieri gli uomini italiani hanno la fama di essere motlo vanitosi, attenti all'aspetto esteriore e "pavoni". I tedeschi, sicuramente, ci fanno meno attenzione, però devo dire che i risultati poi si vedono. Nel senso che i tedeschi, in generale, tendono a vestire maluccio e a non sapersi valorizzare, ma io penso che anche l'occhio voglia la sua parte! In questo, mi spiace, ma siam più bravi noi italiani (quando non cadiamo negli eccessi).
    Dolores, penso tu abbia ragione, sia sul discorso della macchina come status symbol sia sul fatto che qua se ne può fare a meno grazie all'efficenza e capillaritá del trasporto pubblico (unico neo: qui a Monaco è parecchio costoso!).

  14. Tutto giusto quanto detto finora, però occhio a non confondere l'atteggiamento individuale con quello degli Stati. Secondo me, se la Germania non si trova (ora) nella crisi, è perchè più che aver risparmiato meglio, ha investito/speso nel passato molto meglio degli altri. Mi spiego: la Germania produce ed esporta in gran parte prodotti di lusso,  di alta tecnologia e prezzo – e può quindi permettersi di pagare salari più alti e risente meno del calo delle esportazioni (che non esiste, il calo, per i beni di lusso). Gli investimenti in tecnologia e ricerca del passato danno i loro frutti, come pure quelli effettuati in direzione delle energie alternative, il business del futuro. Per fare un paragone, e semplifico, in Italia il CEO della Fiat dice che bisogna ridurre i salari per produrre auto piccole ad un prezzo più concorrenziale e poter vendere (però a lungo andare ciò è deleterio, perchè ci sarà sempre un mercato dove il lavoro costa meno).  In Germania, il maggior mercato per auto di lusso come BMW, Mercedes & company è la Cina. Anche la VW produce un modello di superlusso, che vende solo in Cina. Questa è la prova che gli investimenti in ricerca (tra l'altro, non è dove sta tagliando il governo italiano?) e la produzione di beni ad alto valore aggiunto, pagano.
    Che poi, per lo stesso strano meccanismo monetario dell'UE, nessuno sia immune dalla crisi, questo è un dato di fatto. Se uno stato è proprietario della sua moneta (tipo l'Italia con la lira, gli USA con i dollari, la Svizzera con il Franco), ne può creare nella quantità voluta, senza indebitarsi (perchè se ho un debito con me stesso, non ho debito) – l'unico effetto sarà che la sua valuta perde valore nel confronto con le altre – si pensi al dollaro (ed i suoi prodotti costano meno, ecco perchè la Germania vuole i paesi PIGS nell'euro, in questo modo questo "vantaggio competitivo" dei paesi più deboli viene annullato). Ora nell'UE nessuno stato possiede l'Euro e può crearne a suo piacimento, ma se ne ha bisogno, lo deve acquistare dalle banche e da altri enti (pagando oltretutto interessi salati), e in questo caso si che ha un debito effettivo e che aumenta sempre di più col trascorrere del tempo – che a lungo andare rischia di portare al disastro dapprima i paesi PIGS, e poi tutti gli altri. Solamente se l'UE fosse uno stato unico, con la sua moneta, si potrebbe uscire da questo problema. Altrimenti la fine dell'euro, presto o tardi, mi par inevitabile.

  15. Ehm ehm appleforever, impallidisco di fronte a cotanta sapienza, io che ho studiato letteratura tedesca e inglese e di economia ci capisco fin dove mi si spiega che cosè l'euro e oltre non vado. Allora grazie per questa analisi dettagliata, interessante e … da rileggere (per me)! Poi magari se ho domande, te ne posso fare? 😉

  16. Certamente, sarò ben felice di risponderti. Si, ho studiato (anche) economia in passato, e mi sembra veramente incredibile come alcune teorie che vanno per la maggiore (tipo che in un periodo di crisi bisogna tagliare e privatizzare, quando bisognerebbe fare esattamente il contrario, investendo bene però, va da sè, non strapagando i parlamentari…) non siano basate su alcun concetto, e neppure sul buon senso.

  17. Noi siamo in un Land palesemente più povero (Brema), anzi il più povero di quelli dell'ex Germania Ovest, e di sicuro l'impressione è quella di una minore ricchezza rispetto alla Baviera o ad Amburgo, ma non così forte. Ovvio che il tedesco medio si cura meno del vestire dell'italiano medio, probabilmente si copre o scopre per ragioni più funzionali che estetiche (fa freddo, fa caldo) ma belle macchinone ce ne sono anche qui e, nelle zone giuste, anche case di tutto rispetto.  Girano tutti con delle borse o giacche di marche tipo Jack Wolfskin che costano un abominio.
    Concordo di fondo con quanto dice appleforever: distinguiamo la situazione individuale da quella dello Stato. Posso fare la formica quanto voglio in Italia, ma se il mio Stato è un'enorme cicala e mi ciuccia soldi continuamente, ovvio che avrò meno risparmi di una formica residente in un Paese meno sanguisuga…
    Sul discorso casa si potrebbe disquisire a lungo: i tedeschi rimangono in affitto, quindi, come mi hanno insegnato i miei, "buttano i soldi", gli italiani comprano, quindi hanno fatto un investimento.
    Scelta che sostanzialmente condivido, anche se nonostante i precetti paterni vivo da anni ancora in affitto!!!

  18. Quando ho scritto il post non avevo ben chiara la differenza tra individui e paese. Non è falsa l'idea che se io cittadino sono una brava formichina, ma il mio paese è un cicalone, il paese a lungo andare avrà problemi nonostante me.
    Mi fa riflettere anche la differenza di mentalità tra affittare e acquistare. Certo, noi italiani abbiamo un po' la fissa dell'acquisto dell'abitazione (mia madre mi martella da sempre con questa idea e io, a 37 anni, non ho anocra comorato casa), però alla fine noi abbiamo un bene di proprietà e possiamo passarlo ai figli, venderlo, affittarlo, mentre i tedeschi no. Non mi pare poco.

  19. Io non seguo la corrente di chi dice che in Italia di formiche non ce ne siano. Il debito di un paese non dipende dall'amministrazione economica del singolo cittadino ma dall'amministrazione e l'investimento politico/sociale entro e fuori i confini di quello stesso paese; ecco perchè certe questioni ricadono in mano di pochi ed ecco perchè se queste scelte politiche non sono giuste ricadono sulle teste dei cittadini.
    Bisogna saper distinguere i ruoli e dare i giusti pesi, le giuste responsabilità e le giuste colpe.

    Chi dice che vede conoscenti e amici spendere e spandere non può per certo sapere cosa ci sia dietro quelle spese, se 1-3-8 mesi di risparmi e di pranzi a pane e cipolla (come dice mia madre) o se quella persona ha preventivato di affrontare 1-3-8 mesi di risparmi.

    Io stessa venni definita spendacciona dai miei amici non italiani eppure entrando nel merito del discorso sono risultata l'unica che mensilmente con gli scontrini alla mano riporta su un libretto le entrate e le uscite, unica con due conti di risparmio su cui poter contare (perchè non si sa mai),unica con un risparmio mensile fisso e calcolato di 200euro (tratti dalle mie piccole e giovani finanze) e unica un buco di monolocale acqistato solo per darsi un futuro… Eppure c'è chi solo guardandomi e conoscendomi in superficie mi ha definita la solita italiana spendacciona, io che per ogni spesa mi chiedo il  "se sia una spesa affrontabile".
    Il succo è che non possiamo giudicare le spese altrui perchè non sappiamo se sono spese pianificate o derivanti da mesi di assolute restrizioni.

    I conti si fanno in casa propria, all'esterno tutto ciò che si vede non è che per l'appunto esteriorità. Non importa che si parli di macchine, vestiti carini o altro.
    I nostri apparentemente amici risparmiatori tedeschi sono coloro che non mancano mai di vivere un weekend in qualche modo brioso o fuori casa (almeno parlo per i miei amici/conoscenti), iscritti ad almeno due diverse attività (una di sicuro e questa è una spesa fissa mensile), che ti sanno spiegare e fare skuba diving, sailing, skiing, hacking e altro ancora, che non mancano di uscire e andare a vedere questa o quella rappresentazione (per informarsi e conoscere il mondo) o vedere questo o quel film, o frequentare questo o quel locale di jazz, che in una settimana svolgono innumerevoli attività che di sicuro un loro prezzo a fine mese lo avranno.
    Non omettiamo che tutte queste piccole attività hanno i loro costi, sicuramente non tutti faranno tutto ciò ma una buona parte si tiene impegnato in questo modo seguendo questo frenetico stile di vita e queste sono quelle spese che noi non vediamo perchè rientrano nei meandri della vita privata di una persona e non nelle esternazioni di una persona (tipo tale vestito o tale accessorio).
    Insomma i tedeschi non sono più parsimoniosi degli italiani, hanno solo un'economia politica migliore e negli ultimi decenni ben centrata e sviluppata, e questo è un argomento che va trattato con la dovuta cultura e delicatezza che merita, senza scadere nella superficialità e nelle chiacchiere meramente opinionistiche. 

    Ricapitolando c'è chi affronta delle spese su un verso e chi su un altro, alcune spese sono più evidenti di altre e questo è tutto.
    Se io avessi i soldi sarei mensilmente in palestra, farei tante e tante cose ma ora non posso permettermelo quindi se e quando posso spendere lo faccio in rapporto alla mia tasca ma una cosa la faccio come molti altri… risparmio, solo che questa è una di quelle cose che nessuno può vedere.

    Mi scuso per il post molto lungo. Spero solo di non essere stata confusionaria nell'esprimermi.

    Corinna

     

  20. Cara Corinna, WOW! Grazie per esserti presa il tempo di scrivere un commento così articolato! Mi hai edotta parecchio visto, come già detto, che io di economia ci capisco davvero pochino pochino. Non sei la prima che fa notare questa differenza tra atteggiamento individuale e politica economica di uno stato. Certamente noi con la nostra discussione da pausa pranzo non volevamo trarre conclusioni universali nè emettere giudizi definitivi: si trattava appunto solo di chiacchiere in relax tra amici. L’idea che ho tratto io dai discorsi che sono stati fatti è che siccome i cittadini-cicala non sono abituati ad un atteggiamento previdente, allora anche lo stato, che è pur sempre fatto di cittadini, avrà lo stesso atteggiamento. Lo stesso dicasi per l’atteggiamento da formica. Quello che scrivi tu e altri più sopra invece contraddice questa idea e, ti dirò, mi ha fatto parecchio riflettere, soprattutto il discorso del diverso modo di spendere i soldi che hanno i tedeschi rispetto a noi. Verissimo che investono molto nei loro weekend che sono sempre ricchissimi di attivitá di ogni genere e quindi di soldi che escono.
    Sinceramente sono contenta che scaturiscano queste discussioni dai post: li scrivo anche per avere da voi commentatori spunti di riflessione, idee diverse, pareri contrastanti che poi fanno pensare. Quindi mi fa sempre piacere se qualcuno dice la sua in maniera così sentita come hai fatto tu!