Viva le Spose!!!

La Ricarda e la Paola si sono sposate! La dolce coppia ha convolato a giuste nozze quasi un mese fa proprio qui in Germania, a Francoforte. Auguriiii!!! Per chi non lo sapesse, la Paola è Paola Concia, deputata del PD, omosessuale dichiarata – una delle poche/pochi del nostro Parlamento che ha avuto il coraggio o l’incoscienza di uscire allo scoperto – e promotrice di varie proposte di legge a favore degli omosessuali, mentre la Ricarda è Ricarda Trautmann, criminologa tedesca e sua compagna da tre anni.
Si sono unite in matrimonio oltralpe perchè, va da sè, le unioni ufficiali tra persone dello stesso sesso in Italia non sono permesse, mentre in Germania sì.
Ora, quello che ho notato in tutta questa vicenda, è ancora una volta la grande differenza di atteggiamento tra tedeschi e italiani. Iniziamo dicendo che in questa sede è ininfluente l’essere d’accordo o meno con i matrimoni gay. Insomma si può essere contro, a favore, indecisi, indifferenti, scandalizzati, irritati, felici, partecipi o quant’altro, ma il punto non è questo. Il fatto è che sui media italiani, dai giornali più o meno seri, alla TV, alla radio, ai siti Internet, ai social network, agli sms, ai messaggi spediti coi piccioni viaggiatori, ai bigliettini tra i banchi di scuola, per un periodo l’argomento è stato solo uno: il matrimonio gay di Paola e Ricarda. Tutti hanno voluto dire la loro: c’è chi le sostiene incondizionatamente e augura loro tanta felicità, c’è chi è rimasto perplesso, ma pensa che in fondo siano affari loro e  infine c’è chi si è detto palesemente contro e le ha accusate, sposandosi, di avere compiuto un gesto plateale, strumentalizzando la loro unione a fini politici. Si è fatto un gran chiasso, insomma e questo chiasso è arrivato fin qua. Allora, tanto per curiosità, una sera mi è venuto da cercare su Google.de qualche notiziola riguardo a questo eventone, magari un bel dossierone di più pagine, un articolo, un trafiletto, qualche riga di commento, al limite anche solo due parole  di circostanza. Risultato? Miserrimo. Già non avevo notato molto rumore al proposito su giornali e TV teutonici (ma può darsi che mi sia sfuggito, per carità, quindi se qualcuno là fuori mi vuole smentire, è benvenuto), ma ora neppure su Internet. C’è qualche paginetta striminzita di qualche sito gay, pagine in italiano, ma niente di più. Quel poco che ho trovato parla di come in Italia questo matrimonio abbia dato il via ad una specie di scandalo nazionale, cioè rimanda al Bel Paese, non alla Crucconia. Perchè tutto ciò? Ma per forza: ai tedeschi non gliene potrebbe fregare di meno se due omosessuali si sono sposate. Col fatto che qui questo tipo di unioni sono legalizzate, sono una routine, una cosa normale, un’ovvietà, perché dovrebbe una notizia del genere interessare i germanici, abituati a questo e ben altro? E infatti non gli interessa.
Lo ripeto, si può essere d’accordo o meno con le nozze gay, ma non si può fare a meno di riconoscere che anche in questo i tedeschi sono messi meglio di noi: più aperti, più “tolleranti”, più civili. Ecco la parola che cercavo: civili. Ormai credo nessuno possa più negare che esiste una pressione sociale sempre crescente per l’accettazione dei diritti di tutti, sempre nel rispetto della libertà di ciascuno. Non si possono ignorare i movimenti gay e affini, le richieste di parità e uguale trattamento. In Italia, invece, in questo senso siamo ancora a livello di paesotto: queste cose fanno ancora scandalo, fanno discutere, ancora non sono ovvie, come penso che dovrebbero essere. Siamo il solito trito e ritrito fanalino di coda dei paesi europei. Persino il Portogallo ci supera in questo, avendo legalizzato i matrimoni gay!  No dico, il Portogallo. Vedete un po’ voi.
Dunque auguri Paola e Ricarda, che vi manteniate sempre innamorate come oggi, che la vostra unione rimanga solida e affronti tutte le bufere della vita in comune con coraggio e a testa alta. Mi raccomando, perchè se poi vi separate, bisogna cominciare pensare anche al divorzio gay! E sai dopo che chiasso laggiù nella valle? Per carità, facciamone a meno!

AAAAAAAAA

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6 risposte a “Viva le Spose!!!

  1. ciao! quoto tutto quello ke dici. Avevo letto di questo matrimonio tempo fa in un settimanale italiano ke aveva l'esclusiva del matrimonio,  Vanity Fair , dove veniva intervistata la Concia.
    Anke in questo non mi ritrovo cn la mentalità retrograda ed ipocrita italiana.
    katia

  2. Cara Eireen, anche noi abbiamo scoperto una Germania per molto cose più tollerante (e quasi ci si stupisce, considerando certi trascorsi storici) e sì, la parola che hai usato è azzeccatissima: CIVILE.

    E non mi sorprende che la notizia non sia stata commentata: l'unione legalizzata fra persone dello stesso sesso è una prassi comune, sarebbe come fare un articolo su un matrimonio "tradizionale": che senso avrebbe? In ogni caso non è in tutto e per tutto come un matrimonio – non hanno esattamente gli stessi diritti: le persone legate da una Lebenspartnerschaft per es non possono adottare bambini (a meno che non siano figli di uno dei due).

    In ogni caso, in Italia impera un forte provincialismo… e personalmente credo che sia sbagliato dire "non approvo questo comportamento" quindi "è meglio vietarlo". Io posso non approvare ma non vedo perchè devo togliere agli altri la libertà di scegliere in coscienza e di farlo. Vedi il caso della procreazione assistita, con il referendum fallito: io posso anche essere contraria ad alcune procedure e non le farei mai personalmente, ma perchè devo vietarle ad altri?

    Mi sembra che il concetto di democrazia si incrini parecchio!

    Ale

  3. Ah ma che roba! Io non sapevo proprio niente di sta cosa perchè TG e affini li ho completamente banditi dal mio tram tram quotidiano. Comunque i tedeschi sono abituati da un sacco all'omossessualità. Pensate che nell'Ottocento era conosciuto come "vizio tedesco" (alla faccia del militarismo teutonico), quindi a loro ste cose non gli muovono niente, non fanno un plissè quando si parla dell'argomento.

    Per l'atteggiamento italiano c'è da dire che siamo un popolo di pettegoli eh, basta valutare il proliferare delle riviste che ormai ti spiano per sapere anche quanti etti di PIL produci e pari patta. Che poi non ho mai capito tutto sto mormorio. Se a loro va bene così, a te che ti frega? Mica vengono a casa tua a far le loro robe. Quando va bene a loro, a me di più, no? Mah, io sono per il "fa' quello che vuoi dentro la tua porta, che io faccio le robe mie dentro la mia". E tutti liberi.

  4. potrei obiettare sia sulla necessità di sposarsi
    sia sul fatto che il diritto di farlo qui sia ancora legato agli anacronismi moralistici cattocattolici (tra poco ci saranno quelli islamomussulmani, tanto è la stessa porcheria).
    Non deve essere di alcuna rilevanza che Irene e Massimo si sono sposati e non lo ha neppure che si siano sposati Marcella e Monica oppure Pietro e Jasone.
    Qui ovviamente dove i divieti religiosi dettano ancora legge, violare la stupidità sconvolge le menti e crea, appunto, scandalo.
    Lo stato tedesco sebbene abbia zone terribilmente ultracattoliche (appunto come la Baviera dove ci sono cristi e madonne ovunque, pure nei ristoranti) ha una netta e decisa separazione con la roba religiosa e tante altre buone cose tedesche, come un sano spirito pragmatico.
    Forse anche perché per secoli hanno avuto un conflitto tra protestanti e cattolici ed hanno imparato a relativizzare molto il ruolo della religione.
    Una guerra confessionale che ha prodotto buoni anticorpi.
    Noi non siamo stati così fortunati.

  5. Che dire? Grazie a tutti dei contributi, veramente apprezzati. Stavolta non vi rispondo, perchè credo abbiate già detto tutto. Davvero non c'é bisogno di aggiungere nulla. E.

  6. Mi piace il commento di UnUomoInCammino. Ecco, volevo dirlo.
    Io manco lo sapevo che si erano sposate. Auguri!