Dottor Jekyll e Mr. Blogger

Dr_JekyllMr_HydeQuando si diventa blogger, ci si trasforma. Si subisce una mutazione permanente, irreversibile e perniciosissima. Prima si scrive, si corregge, si lima il post e poi lo si pubblica. E infine si aspetta. Si aspetta per vedere se il post piace, se viene letto, se interessa, se raccoglie consensi o suscita dibattiti. Tuttalpiù anche un po’ di polemica o di astio vanno bene. In pratica, in poche parole, si diventa assetati di commenti. Ebbene sì. Il commento è l’indice di gradimento, l’indicazione che siamo piaciuti o perlomeno che abbiamo destato l’attenzione del pubblico. È come una specie di Auditel per la TV. Si mette il proprio pensiero in rete e poi si controlla di tanto in tanto che cosa succede. I blogger più maniacali ed ossessivi sono capaci di fare un check  ogni mezz’ora: non si sa mai. Comunque la frequenza può variare; ma tutti, dico tutti, desideriamo essere letti e commentati. Ci dà un brivido di piacere vedere il numerino tra parentesi alla fine del post, che cresce, che sale, che non s’arresta. E se lo fa, se si arresta troppo in fretta, ci soffriamo. Ci domandiamo perché e a volte non troviamo la risposta. “Sarò stata noiosa? Scontata? Prevedibile? Forse banale. O magari a nessuno frega niente di questo argomento. O dovevo cogliere di più il lato ironico? O quello cinico. O sottolineare l’aspetto sarcastico. Dovrei essere più arguta. Ecco la chiave! Arguzia. O cattiva? Forse per suscitare interesse devo essere stronza o politically uncorrect.”.
E poi si fa il giro per i blog altrui, quelli più seguiti, quelli più cliccati, per capire, per estrapolare il segreto di tanto successo e farlo proprio. Ma non funziona, perché queste cose sono difficili a esaminarsi, sono anche frutto del caso, del momento, chissà. Allora ci si rivolge agli amici e ai parenti e s’implora loro di lasciare un commento e non si manca occasione per farlo. “Mi lasci un commento quando hai un minuto?”; “Hai letto il mio ultimo post?”; “Che cosa ne pensi della mentalità italiana? Ci ho fatto anche sopra un post, dacci un occhio e magari dì la tua!”. Che cosa non si farebbe! Alla fine gli amici ti odiano, odiano te e il tuo blog, non ne possono più delle tue richieste di commenti, dei tuoi messaggi subliminali (“uh quanto è divertente lasciar commenti nei blog” si declama con nonchalance una sera a cena con i vecchi compagni di scuola, quasi come se il tutto fosse perfettamente casuale). A forza di dai e dai, tutti vorrebbero vederti sparire per sempre dalla faccia della terra, tu e il tuo blog del cavolo. A questo punto il commento non te lo lasciano neanche a morire, fossi matto, mi rompe talmente le palle…poi se comincio e lo accontento, non mi smolla più.
Cari amici, parenti, lettori fissi e lettori casuali, abbiate un occhio di riguardo; non voltate lo sguardo schifati alla richiesta più o meno implicita di commenti  e perdonate tutti quei “E voi che cosa ne pensate, carissimi?” alla fine del post. Cercate di capire le manie di noi aspiranti blogger di fama (inter)nazionale. Dateci una pacca sulla spalla, incoraggiateci. E lasciate un commento, porca miseria!

 

Annunci

20 risposte a “Dottor Jekyll e Mr. Blogger

  1. Sottoscrivo in pieno in qualità di giovane blogger in erba. I commenti fanno no piacere, di più, fanno piacerissimo. Citando la super genia della mia amica i commenti sono MERAVIGLIOSISSIMI!

  2. Dolores_Ibarruri

    "Dateci una pacca sulla spalla, incoraggiateci. E lasciate un commento, porca miseria": pronti!

  3. Ahahahah siete grandi! Grazie (e via col terzo commento. Autoprodotto ;-))

  4. Allora è come quando si mette in vendita un oggetto su EBay, la stessa attesa e la speranza che ciò che abbiamo esposto piaccia agli altri. Eirè, hai mai provato EBay? se non lo hai fatto te lo consiglio. Vivamente. 

  5. Quanto e' vero quello che dici. Anche se iniziamo a scrivere un blog solo per noi, per nostra soddisfazione, poi e' innegabile che cerchiamo lettori e soprattutto commentatori. Solo su un punto dissento, quando dici dovevo essere piu'… non saremmo piu' veri se scrivessimo diversamente da come siamo e da come pensiamo.
    Riguardo commenti critici o contrari, ammetto che mi piacerebbe. Le discussioni sono stimolanti. Il dibattito e' fondamentale (secondo me) per capire l'altro. Almeno quando si mantiene su livelli civili.

  6. Ho diversi amici che leggono il nostro blog ma cascasse il mondo se commentano… e la cosa in effeti mi infastidisce parecchio!!! 🙂

  7. Ognuno ha le proprie dipendenze quindi…massimo rispetto! 🙂

  8. ciao eireen, io anche se non ho un mio blog, commento volentieri in vari blog. La cosa che mi fa + piacere è però quando i miei commenti vengono a loro volta commentati. Te per fortuna, non mi hai mai deluso nel senso che mi hai sempre risposto, ma a volte ci rimango male pure io se qualche altro blogger non commenta il mio commento. Scusa il giro di parole…
    katia

  9. Giorgio, Ebay non m'attira più di tanto perché mi sembra più la fatica di fotografare l'oggetto, descriverlo, controllare l'asta, spedirlo, che il resto.
    Per Maaaaalesh: credo che tu abbia ragione, mi hai fatto riflettere: perché copiare o scopiazzare lo stile altrui, quando abbiamo il nostro? 😉
    Per Paolo: anche io diversi amici che, perlomeno ogni tanto, leggono il blog e poi non commentano. Mi dicono che magari il post piace, ma non gli viene niente da aggiungere a quanto c'é giá scritto. E non li si può mica forzare, no? Che c'é di meglio di un commento spontaneo e non indotto?
    Quella sulle dipendenze, invece, confesso di non averla capita!
    Ciao, fedelissima Katia, e grazie. Commento il tuo commento. Ma poi tu commenterai il commento del commento??? Ah e se decidi di aprirti un blog, te lo prometto, non mancherò di inserire un commento!

  10. ok! allora se lo apro sarai la prima a saperlo
    katia

  11. anch'io sono d'accordo con l'anonimo qui sopra. trovo assolutamente deludente quando i miei commenti non trovano risposta.
    mi da l'idea che il blogger non sia interessato a quello che dico ma solo al fatto che io lasci un commento.
    e se non ti interessa quello che dico… e' inutile che io dica qualcosa…

  12. P.S. nessun problema per tutte quelle "A" e "E" 😉

  13. Spero che col tempo tu possa passare dal piacere di essere letta e commentata a quelo discrivere per te, tu e il tuo diario, senza curarti (troppo) del ritorno, del numero di commenti, del voler piacere.
    Buona lunga continuazione.

  14. Caro UomoInCammino, grazie per essere passato di qua.  in effetti, rileggendo il post, mi accorgo di avere un po' esagerato con l'ironizzazione (si dice così?). Scrivo giá per me stessa e per il piacere di farlo. Ma non posso fare a meno di sentirmi più soddisfatta se qualcuno mi fa capire che ha letto il mio post e ha avuto un qualche tipo di reazione. Ciao e buona continuazione di lettura! E.

  15. ciao eireen nn ti preoccupare io mi sono letta tutti i tuoi post e si capisce benissimo che scrivi soprattutto x te stessa e nn solo per i commenti o come fa qualcuno solo per aumentare il page rank di google…
    katia

  16. Sono capitata su questo blog per caso. Il primo post che ho letto è stato quello sulla saga del bidet. Ho riso tantissimo (tuo marito, anche se supersonico, credo abbia riso molto meno di me :-DD) e così mi sono messa a leggere anche il resto.
    Ora che leggo la tua passione per i commenti lascio un segno del mio passaggio :-))
    Per le riflessioni più serie che questo blog mi ispira rimando ad altro commento 😉 Che dire, io è da un paio d'anni che mi chiedo se non sia il caso di prendere e partire per un posto qualunque lontano da qui (Italia). Sigh sob…..
    un saluto
    Marina

  17. Buongiorno Marina, e grazie per avere lasciato un commento! Per fortuna che la nostra saga del bidet si è felicemente conclusa! Adesso non ti dico com'è migliorata la qualità della nostra vita (te lo puoi immaginare da sola!). 
    Per il resto, devo dirti che, da quando mi sono trasferita all'estero la mia vita ha subito una svolta pazzesca e che, nonostante le mille difficoltà, sono entusiasta e soddisfatta di avere lasciato l'Italia. Andare via era un sogno da moltissimi anni e adesso che l'ho realizzato, beh, ci sono dei giorni dove mi sveglio e ancora non posso credere che sono davvero all'estero. è un'esperienza pazzesca, che consiglio a tutti!

  18. Quoto in pieno. E quoto anche gli amici st..i che non si degnano a lasciare una traccia neanche sotto tortura, per poi dirti le cose a voce quando li vedi!. ma diamine, costa persino meno fatica digitare sulla tastiera che parlare!!
    Elle

  19. Ecco, devo ammettere che nemmeno io capisco tanto gli amici a cui lo chiedi in ginocchio e non ti accontentano neanche a sassate. Io dico, ma che cosa ti costa per una volta? Una eh, non dico mica sempre. Ma una! 😉