…issimo…. (ovvero dell’espatrio, del clima, della gente)

Rientro generale dei colleghi dalle vacanze: s’inizia coi racconti, le storie, gli aneddoti, le reciproche consolazioni (già finita la pacchia eh? Back to reality… va beh, dai tra poco c’è il ponte dei morti, poi Natale… coraggio). Io e Paula andiamo a pranzo insieme e inevitabilmente anche per noi due il discorso scivola sulle ferie estive  ormai trascorse.
 

  • Però! Stai benissimo così abbronzata, non sembri neanche tu.
  • Eh sì, ci vuole un soggiorno in terre calde di tanto in tanto o si rischia di diventare color cadavere a stare solo in Germania! Bianchiiiiiiiiiiiiiiiiii.
  • BIANCHISSIMI. (sospirando)  Eeeeeh certo le estati come da noi in Portogallo, dove sono appena stata, qua te le scordi.
  • Giusto. E anche io, tra Italia e Grecia, ho fatto una bella scorta di sole. Magari riesco a tirare avanti senza la depressione fino ad ottobre.
  • Ogni volta che rientro è uno choc… ieri poi, Ferragosto e pioveva a dirotto. Ti pare giusto?
  • Assolutamente no. Io e mio marito in vacanza abbiamo discusso della palese e innegabile differenza tra paesi caldi e paesi freddi. Non si tratta solo di clima.
  • No, no. Come diciamo sempre, è anche questione di persone.
  • Vuoi mettere col calore umano che c’è da noi, con la vita sociale, col contatto interpersonale dei paesi latini?
  • Guarda, non me lo dire. E il clima c’entra eh. Non mi si venga a dire di no.
  • Eccome se c’entra. C'ENTRISSIMA. Secondo te perché nei paesi freddi, come la Germania o la Scandinavia, tutto funziona, la qualità della vita è alta e nei paesi caldi è tutto il contrario? Pensa ad esempio  alla crisi in cui sono adesso Spagna, Portogallo, Italia, Grecia.
  • Dico bene. Ma per forza: nei paesi freddi la gente durante il giorno che cosa fa? Gli viene voglia di uscire? No.
  • Appunto: stanno in ufficio e lavorano, mica vanno a fare "peppeppeppeeee" in spiaggia. E i risultati si vedono. Da noi a che cosa pensa la gente? Ad andare in giro, a stare all’aperto, a passeggiare, a godersi il tempo. C’è poco da fare.
  • Eh…paesi mediterranei: prima si canta e si balla, poi si va in crisi marcia.
  • MARCISSIMA. Tipo formica e cicala, sai quella storia là?
  • Certo la qualità della vita qui sarà anche alta…
  • ALTISSIMA.
  • …altissima, però…manca quel qualcosa… a livello umano… non so… quella socialità….
  • Mio marito poi, che è africano, questa differenza la sente ancora di più. Sai Africa, Germania…non è che sia proprio la stessa cosa.
  • Immagino.
  • Però uno che cosa fa? Torna indietro alla vita di prima? Ai salti mortali con triplo carpiato all'indietro per tirare a fine mese?
  • No, no, ci mancherebbe. Tutto, ma non i tripli carpiati per carità.
  • Ecco. Vieni da un paese divertente e solare, ma dove prendevi uno stipendio da fame, ti trattavano maluccio in ufficio, magari eri pure precario e senza futuro e arrivi qua, ti strapagano, ti rispettano, puoi fare delle scelte concrete e costruttive per il tuo domani e che fai? Rientri? Ma scherziamo?
  • Scelte per il tuo domani, ma anche per il tuo oggi: non devi più guardare se pagare le bollette o comprarti un paio di scarpe nuove. O ti tagliano la luce o giri con un buco nella suola!
  • Basta con le vacanze alla Pensione "Gina" sul lungomare di Riccione, perché costa meno!
  • Certo dispiace.
  • DISPIACISSIMO, ma che cosa ci puoi fare?
  • Mio padre ieri, prima che io partissi, è scoppiato a piangere di colpo.
  • Mia madre piange ogni volta che vado via, ma io qua so di essere serena e di stare bene. E spero lei si renda conto, prima o poi, che per me è meglio così.
  • Anche la mia famiglia deve capire. Certo, io ero partita solo per fare un’esperienza e poi tornare a casa, ma adesso che sono qua, chissà. Non so se voglio tornare a breve, ma non credo. Qui sto bene: certo la vita da expat sotto certi aspetti è dura:, sei lontano da casa tua e dagli amici di sempre e soffri. Però…
  • Vogliamo buttarla sul filosofico? Si soffre comunque nella vita, che si sia a casa propria o all’estero. Per un motivo o per un altro, si soffre. C’è da mettere le cose sul piatto della bilancia, c’è niente da fare.
  • Bisogna scegliere. E non si può avere tutto: paese caldo, famiglia vicina, ottimo stipendio, lavoro soddisfacente, posto in parcheggio gratis e pure vicino all'ingresso! Certo l’esistenza ti mette di fronte a certi bivi mica da poco.
  • Santo cielo, siamo scadute nelle riflessioni cosmiche sul senso della vita. PESANTISSIMO! Magari è meglio rientrare in ufficio, che  ne dici? Si è  fatto tardi.
  • TARDISSIMO.
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13 risposte a “…issimo…. (ovvero dell’espatrio, del clima, della gente)

  1. fantastiche! mi sembrava di ascoltare me ed i miei colleghi quando iniziamo a filosofeggiare sui paesi "caldi/freddi"….

  2. Io sono già 5 anni che son dovuta rientrare da Bruxelles e per certi aspetti (stipendio, multiculturalità, organizzazione) ancora mi manca…
    Leela

  3. quoto quoto quot…issimo!!!!!

    katia

  4. Questi discorsi mi piacciono tant…issimo! Sono anch'io una vittima dell'-issimo causa la mia migliore amica. Questa super genia è riuscita a coniare "meravigliosissimo" che infila ogni 2×3. E ha finito per attaccarmelo. Ormai quando chiede "come l'hai trovato?" la mia risposta immediata è " meravigliosissimo/a".

  5. Che ridere! Certo la nostra conversazione era in inglese, ma la traduzione mi è venuta fuori così per 2 o 3 aggettivi e poi continuato sulla stessa linea per tutto il post. Expat o non expat…questo è il problemissimo!

  6. Ehi, io non avverto più il problema Italia/estero, Paesi caldi/freddi.
    Sarò normale?
    Alex : )

  7. Ciao Eireen, come vi capisco…io, siciliano, sto da quasi 4 anni a Dublino…questi discorsi sono all'ordine del giorno! Cmq almeno a Monaco esistono le stagioni, qui neanche quelle!!!

  8. Alex mi sa che più avanti e più cittadina del mondo di tutti noi, che ancora distinguiamo così tanto e siamo pieni di pregiudizi! 😉
    Caro "dublinese", mi hai fatto venire in mente una cittá in cui sono stata un'estate di 22 anni fa a studiare l'inglese. Quanto mi era piaciuta Dublino, come l'ho amata! Chissà se ci tornassi oggi come sarebbe diversa… Oddio che nostalgia. Meglio se chiudo qui il commento o mi metto a piangere!

  9. Ciao Eireen, beh credo proprio che Dublino sia cambiata in tutti questi anni, non saprei dirti se in meglio o in peggio. Cmq io adoro Monaco, la mia ragazza viene da lì, io ci soono atato alemno 4 o 5 volte….e non ti nego che vorremmo cambiare aria tra non molto…ti lascio immaginare dove ci vogliamo spostare…:-)

  10. L abviera e' di gran lunga il piu' "latino" dei Land tedeschi. Sono molto piu' passionali (e rigidi!, questo li differenzia rispetto alla latinita' italica) degli altri tedeschi.
    La madre di mio figlio ha questa strana miscela di terronicita e rigore, piuttosto strano.
    Per molti versi i bavaresi sono anche piu' passionali degli italici. Ecco, non ho mai avuto modo di partecipare a certe (spesso assai birbose) feste di Fasching, il loro superlativo carnevale.
    Certo, il clima condiziona molto i comportamenti.
    Ma nella bella stagione la convivialita' impazza. Forse il problema sono gli altrii otto mesi. (8|
    Qui pero' leggo un punto di vista diverso, di una donna che ci vive definitivamente (io ci passavo, nel corso di un anno, fino ad un paio di mesi tra fine settimana corti e lunghi e vacanze e vacanzette) ma non ci vivevo in pianta stabile.

  11. UomoInCammino… i Bavaresi più passionali degli Italiani? Questo mi sorprende, eppure sono qua da un anno. Forse ci sono cose che non ho notato, forse devo stare più all'erta? Adesso ci rifletto, mi guardo intorno e poi riferisco. Se qualcun'altro che vive in Baviera vuol dire la sua, è benvenuto!

  12. ciao eireen,tanto torto un uomo in cammino nn  lo ha. In 6 anni vissuti a monaco di bavaresi ne ho conosciuti parecchi ed ho convissuto con una particolarmente affettuosa. Una volta mi ha pure detto ke sono fredda pensa te. 
    katia

  13. Eh, eh, eh, macché cittadina del mondo, cara Eireen, magari!
    Ho faticato non poco ad abituarmi, certe questioni le trovavo insopportabili e volevo tornare in un paese anglosassone al più presto! Indi mi sono chiesta a cosa mi fossero serviti gli studi di antropologia. Ho smesso di pensare mi piace/non mi piace e ho iniziato a comportarmi come i locali, mantenendo però alcune delle mie caratteristiche. Alcuni concetti non li condividerò mai, ma se penso a quanti non ne condividevo quando stavo in Italia…
    Se proprio sono giù ho sempre qualche conoscenza anglosassone (e non) a cui far riferimento e per fortuna non sono sola qui in Svezia.
    Buona giornata!