La saga del bidet

Ci siamo riusciti. Ce l’abbiamo fatta. È stata durissima, è stata un’impresa estenuante e a tratti logorante, ma alla fine ne siamo usciti vincitori. Abbiamo dovuto superare decine di ostacoli, cento prove di forza e d’intelligenza, mille test di pazienza e di coraggio, ma non abbiamo mai ceduto e, convinti della bontà dell’obiettivo da raggiungere, incrollabili nella certezza di procedere nella direzione giusta, abbiamo trionfato. Nemmeno quando tutto sembrava perduto e negli sguardi altrui leggevamo solo compassione e pietà, abbiamo voluto lasciar perdere. Abbiamo stretto i denti, siamo arrivati in fondo. Siamo riusciti ad installare un bidet in bagno.
Ebbene sí. Il bidet, questo sconosciuto (si veda
post). Il bidet, questo oggetto del mistero, questo totem, questo “maipiusenza”, questo simbolo culturale, la cosa che tutto il mondo c’invidia. Il bidet.
Tempo fa io e il marito supersonico abbiamo infatti stabilito che è sì giusto cercare d’integrarsi nel paese d’accoglienza, ma che è importante anche porre dei limiti, soprattutto se ne va dell’igiene personale. E quindi abbiamo deciso, alla faccia della cultura tedesca, che avremmo appunto installato un bidet in una casa esistente dagli anni ’50, ma dove non ve n’era mai stato uno. Primo passo: cercare di convincere zio Fritz, proprietario della casa in questione,  che non sarebbe stato necessario distruggere a picconate l’intero bagno allo scopo, ma sarebbe stato sufficiente togliere qualche mattonella e collegare qualche tubo. Grazie al cielo il marito supersonico ha fatto l’idraulico per anni in passato e questo ci ha risparmiato di dover aprire un mutuo per chiamare un professionista a casa, visti i costi di queste cose a Monaco.
Poi si è trattato di girare i negozi di sanitari alla ricerca del bidet dei sogni: bene, sappiate che qui si trovano soltanto bidet sospesi – uno di essi avrebbe comportato però molto più lavoro – e a prezzi esorbitanti. Abbiamo perciò rinunciato e, in occasione di un giro in Italia, ne abbiamo comprato uno a un prezzo ragionevole. Comodo, no? Il marito si è dunque messo al lavoro, sperando di finire il tutto nel giro di una mezza giornata. Mai valutazione fu più sbagliata. A un certo punto si è accorto che gli mancava un pezzo, detto "presa a staffa non rinforzate" (si veda immagine), senza il quale non avrebbe potuto procedere. Baldanzoso, si è recato in un grande magazzino con l’intento di acquistarne uno, pensando di stare fuori massimo mezz’ora. Ebbene sappiate che, dopo aver peregrinato con l’immagine del pezzo mancante in mano, per ore prima e giorni poi, a volte con me per tradurre, a volte persino da solo, ha scoperto che questo tipo di pezzo in Germania non si trova in nessun grande magazzino, nemmeno specifico per questo tipo di articoli, ma solo in alcuni negozi di sanitari, dove però ve lo vendono solo se siete un installatore – ovviamente certificato, non basta dichiararsi tale.  In pratica si tratta della mafia degli idraulici: "Hai bisogno di quel pezzo? Mi chiami a casa, io te lo compro, lo installo e ti chiedo 200 euro per il servizio.". Così il marito, per aggirare l’ostacolo, ha pensato bene di chiedere a un tizio incontrato da OBI e che dalla faccia sembrava proprio un installatore, di darci una mano. Il tipo si è mostrato disponibilissimo (mio marito riesce ad acchiappare la simpatia di chiunque – se glielo avessi chiesto io, il personaggio mi avrebbe guardato malissimo e se ne sarebbe andato sdegnato; diciamo che non ho esattamente lo stesso suo savoir-faire!), ha guardato l’immagine del pezzo e ha dichiarato che entro sera si sarebbe presentato a casa nostra per consegnarcelo. Siamo andati a casa carichissimi e nell’attesa di vederlo comparire col nostro tesoro, guardavamo fuori dalla finestra ogni 5 minuti. Ovviamente non si è mai presentato. Così il marito, imperterrito, ha chiesto a un amico italiano che vive qua e sarebbe andato in Italia a breve, di acquistare una presa a staffe per lui. Avuto il pezzo e credendo di essere ormai alla fine di questa ridicola saga, si è messo al lavoro. Inutile dire che, non so se per la legge di Murphy o altro, il pezzo si è rotto mentre lui lo maneggiava. Per fortuna il m.s. è sempre il m.s.: non si è perso d’animo e ha iniziato di nuovo il tour dei negozi di sanitari, stavolta praticamente appostandosi fuori da uno di questi per intercettare un idraulico che passava di lì, spiegargli la situazione  – veramente mirabolante, visto il poco tedesco che ancora conosce – e ottenere finalmente, trionfante, il pezzo. Roba da matti: io ero trasecolata per la sua intraprendenza e forza d’animo. Commossa, l’ho osservato finire il lavoro. Al momento il bidet è quasi  pronto, ormai la nostra vita sta per cambiare: aspettiamo solo che zio Fritz finisca di rimettere le mattonelle che sono state tolte e poi sappiamo che inizierà per noi una nuova fase dell’espatrio. A proposito, zio Fritz mi ha sorpresa perché, osservando il lavoro compiuto, non ha potuto fare a meno di chiedere, genuinamente stupito: “Ma ditemi, dai, a che cosa serve questo? Davvero”. Io ero talmente trasecolata da non riuscire a rispondere e così ci ha pensato lui stesso, per poi esclamare: “Non vi capisco, sinceramente. Io ho vissuto tutta la vita senza e sto benissimo. Mi faccio la doccia, che problema c’è?”. Inutili i miei tentativi di fargli notare differenze e vantaggi rispetto alla doccia. Non possiamo certo pretendere di convertire un tedesco a questa filosofia di vita, no?

 

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1 settembre 2011.
Tanto per concludere la saga e farvi sapere com'è andata a finire. Ci eravamo illusi di essere giunti alla meta, di esserci ormai lasciati alle spalle il tormento di un'esistenza senza bidet. Grave errore. Intanto siamo dovuti diventare cretini per convincere zio Fritz a rimettere a posto le mattonelle divelte. Dopo alcune settimane, in cui non dava segni di vita, gliel'ho gentilmente ricordato, solo per sentirmi rispondere: "Vedo quello che riesco a fare, ma sai, fuori c'è caldo, si sta bene, non ho voglia di chiudermi in bagno a lavorare. Pensavo di farlo in inverno!". Aaaaargh! Fino a novembre/dicembre senza bidet? Non sia mai. Ho fatto opera di persuasione e così il week-end successivo le mattonelle sono state riposizionate: due giorni di lavoro, con annesse difficoltà all'utilizzo dell'unico bagno che abbiamo in casa. Il marito si è poi apprestato a riallacciare il bidet e… tada! … gli attacchi erano stati messi troppo in basso e non andavano bene (non so i dettagli tecnici). Mannaggia. il marito ha dovuto rifare, rispostare, riposizionare, ri-insomma. L'ha fatto senza mai scoraggiarsi, come sempre. Ieri sera, trionfante, ha concluso l'opera, stavolta sul serio. Non ci potevo credere, eppure era proprio così. Certo, ormai mi aspetto di tutto: che le tubature cedano, che il rubinetto si scolli, che le mattonelle fossero incollate male e siano da rimettere su da un momento all'altro.
Mi chiedo se non ci fosse una brutta congiunzione astrale quando abbiamo preso la decisione. Che Plutone, signore dell'oscurità, fosse quadrato a qualche pianeta che domina le questioni di pulizia corporea  o integrazione in terre straniere? A questo punto non resta che incrociare le dita e sperare in bene per il futuro…

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32 risposte a “La saga del bidet

  1. ciao, seguo il tuo blog e mi fa sempre sorridere..
    siete mitici, io avrei sicuramente ceduto dopo tutte queste peripezie!
    ma forse l'avrò anch'io un comodo bidet qui in Germania prima o poi 🙂
    che ridere lo zio Fritz!

    saluti da Berlino
    Ari

  2. Cioè…robe da matti!ammirazione infinita per il marito supersonico e la sua perseveranza! io mi sarei arreso all'evidenza, purtroppo! Comunque congratulazione per la buona riuscita…
    Sono d'accordissimo: tra doccia e bidet non c'è storia, il bidet sbanca il botteghino!
    Un salutone

    Torquitax

  3. Il bidet è una top hit! La vera civilizzazione di un popolo si riconosce da quello!

  4. Una volta si e' capitati in argomento bidet con un Australiana….lei se  n'e' uscita con la seguente frase 'the whole concept of bidet is gross….'
    A quel punto io non ho nemmeno risposto…ma che cosa devo dire a una che pensa che il solo concetto di bidet sia una cosa disgustosa? Niente mi son arresa. E intanto continuo a pensare a quei sederi sporchi da mattina a sera!

  5. Non è solo un fatto di pulizia, ma vuoi mettere la freschezza che ti lascia l'acqua al confronto delle salviette o del nulla???
    Se lo zio non ti avesse lasciato fare il lavoro, avresti potuto rimediare con il bidet portatile.Sempre meglio di nada….oder?
    katia 

  6. Anonimo e Katia, penso sia inutile cercare di spiegarsi: non capiscono e basta, rassegnamoci! Comunque al bidet portatile ci avevamo pensato. Davvero: era una delle opzioni in caso non fossimo riusciti ad installare quello normale. Perché rinunciare completamente proprio no! Toglietemi tutto, ma non il mio bidet.

  7. Cara Eireen
    ma possibile che scrivi anche il 7 agosto????
    cos'è ???? una gara???
    e poi di bidet e dintorni???
    non ce la posso fare.
    Decreto ufficialmente che hai vinto tuuuuuuuuuuuuuuuu
    Nancy Lemont

  8. beh,
    anch'io sono stupito dal marito supersonico, che conosco, e non stento a credere che lo abbia fatto.
    Aggiungo che, il ragazzo, si è fatta una "crosta" tale, nella vita, da poter superare qualsiasi ostacolo sia posto dal "sistema" ad una propria esigenza "vitale". Crosta che io non ho, per cui la mia reazione sarebbe stata, sicuramente, quella di chiamare l’installatore del caso.
    A me, poi, capita spesso, quando cerco di fare le cose da solo, di riuscire bene a smontare, ma poi di non essere capace di aggiustare e rimontare, con gran seguito di bestemmie.
    Con la moto mi è capitato, quindi, di dover chiamare il meccanico per finire il lavoro. Cosa imbarazzante e che mi ha fatto propendere per laciar perdere le autoriparazioni e affidarmi sempre alle persone competenti del caso. Sempre per quanto riguarda la moto faccio fare al meccanico anche cose per cui ci si aspetta che un uomo debba riuscire da solo. Mi sento, anzi, anche giudicato come incapace dal meccanico suddetto ma, una volta presa una decisione, la mia dignità non conta più, la mia faccia diventa impassibile.
    Venendo al bidet, dunque, leggendoti mi è nata la curiosità di capire come si viva senza, per mesi, come capitato a voi.
    Sempre con la doccia?
    A volte senza?
    Sono da poco tornato da un we in campeggio, di pochi giorni, dove i bagni avevano solo un flessibile per l’erogazione dell’acqua installato di fianco al  vaso.
    Ho capito solo al momento della partenza, chiedendo ad una amica frequentatrice da anni del campeggio, come si doveva utilizzare (è difficile da spiegare, servirebbe un video, ma non voglio proprio sputtanarmi in pubblico).
    Io avevo trovato un mio modo di utilizzo: bagnavo leggermente due fogli di carta igienica ripiegati, prima del loro utilizzo.
    Dunque, al rientro a Modena e ritornato sul mio bidet, ho riscontrato la necessità di provvedere ad una pulizia energica della parte interessata, per ritornare alle normali condizioni di libertà e freschezza della parte stessa.
    Mi chiedo, quindi, come si possa stare senza bidet per periodi lunghi, se non vi si è abituati, e convivere con quelle sensazioni di attrito, calore, e altro, che sono irrimediabilmente legate alla mancanza di un attento lavaggio con acqua e sapone subito dopo aver espletato un proprio bisogno fisiologico.
     
    pen

  9. Eroi del bidet in quella landa "barbara".
    Ani puliti.
    Sara' la saga della vittoria della civilta' dell'acqua e sapone dopo la cacca e lo sciacquone.
    🙂

  10. Cara La Nancy, io non ho limiti nè ritegno: scrivo sempre e su qualsiaisi argomento! Ma non ti preoccupare: la maestra resti sempre tu! 😉
    (Con tutti questi complimenti reciproci si vede proprio che siam di Modena eh?)
    Caro Pen, ancora grazie per i tuoi preziosi nonchè articolati contributi, che mi fanno sempre piacere. Devi sapere che, se non si ha il bidet, come mi testimoniano anche altri espatriati nella stessa condizione, si è costretti o a fare evoluzioni pericolose e mirabolanti sulla vasca da bagno oppure a farsi la doccia di continuo. Dopodiché, com'é capitato anche a me, ma non solo, ti viene la dermatite: troppi lavaggi scrostano lo strato protettivo della pelle e ti fanno venire un gran prurito.
    E comunque, come giá detto, altrove, qua in Germania esiste la carta igienica umida, versione evoluta del sistema che hai descritto tu più sopra, da comprare al supermercato. Quindi, in conclusione, il sistema per pulirsi le terga, lo trovano comunque!

  11. aah, ecco,
    la carta igienica umida!
    Mi mancava questo elemento di valutazione dei tedeschi.
    Quindi si tratta di salviette umidificate dentro ad un contenitore chiuso, da appoggiare di fianco al vaso.
    Immagino se ne usi una dopo aver usato qualche foglio di carta igienica normale.
    Poi, però, trattandosi di carta meno decomponibile, si rischia di intasare il sistema di scarico, sempre che non si decida di buttarla nella pattumierina da wc. In questo secondo caso, però, generando l'inconveniente di avere carta sporca nella pattumierina.
    Nei miei (pochi) viaggi in patria, però, non ricordo di aver visto quelle salviette negli alberghi.
    L'idea della vasca, invece, è orribile… e potrei ribadire che, una persona alta, potrebbe usare anche il lavabo!

  12. ho dimenticato di firmare.

    pen

  13. Siete i miei eroi. E non aggiungo altro.

    Ale

  14. Non c'è niente da fare… il bidet è la pù grande invenzione dell'umanità dopo la ruota.
    Ogni volta che torniamo in Italia mi commuovo quando lo trovo lì ad aspettarci..

    Profondissima invidia.

    Paolo

  15. Pen, usare il lavabo??? Non commento neanche! 😉
    Ale, Paolo, chissá forse un giorno l'avrete anche voi: nella vita tutto é possibile, se non si molla e si continua a sognare!

  16. Ben trovata, anche tu in Germania vedo…solo un po' piu' a sud.
    L'argomento bidet consuma lunghe discussioni tra me e mia madre rimasta in Italia. Da quando sono in Germania ho dovuto imparare a farne a meno, mia madre dice che non potrebbe vivere in Germania per il solo fatto che non c'e' il bidet. Io non credevo possibile una vita senza ma ora, dopo 6 anni di doccia, ci ho fatto l'abitudine. E comunque, senza scendere in dettagli tecnici, risco ad essere pulita almeno quanto lo ero in Italia 🙂
    L'istinto umano all'adattamento fa miracoli. In ogni caso mi congratulo per la perseveranza e il successo, io mi sarei arresa al primo idraulico tedescofono.

  17. Potremmo fondare, dati gli entusiasmi, la Confraternita del Bidet.
    Si', si'.

    ahahha
    🙂

  18. bene bene bene ….io in questi gg che sono invalida l´ho desiderato….azz non puoi immaginare che diavolerie mi sto inventando perche´ non posso fare la doccia 😦

  19. ho dimenticato di firmare Wanesia 😀

  20. Ciao,

    anche io ce l'ho fatta ad avere il bidet, ma nella nuova casa.
    Inutile dire le facce schifate di tutti quando ho insistito per averlo, SACRIFICANDO un secondo lavandino!!
    Oddio.. davvero terribile!!!!  😉

    Inutile dire che non era neppure presente nel negozio, ma solamente sul catalogo dei sanitari.

    Ad ogni modo hai ragione, gli idraulici sono una "casta" a parte, e non si smuovono minimamente.
    Noi abbiamo "trafugato" dall'Italia un lavatoio ma nessuno vuole montarlo, troppo disturbo (per loro).

    Ad ogni modo i miei 3 punti fermi – per vivere qui – erano (e sono):
    1. bidet
    2. scolapiatti
    3. niente moquette.

    A presto

    ~b

  21. Devo dire che questo post sul bidet é uno tra quelli con più commenti in assoluto. Si vede che l'argomento è particolarmente sentito tra il mio pubblico. C'é addirittura chi propone di fondare la Confraternita del Bidet, quasi una setta segreta, una loggia dell'igiene personale. Molti concordano con me che senza di esso, si vive peggio e c'é chi testimonia che l'abitudine a fare senza arriva soltanto con gli anni. Interessante la lista di ~b che dice che i punti fermi della sua vita sono bidet, scolapiatti e niente moquette. Io insisto che senza scolapiatti e  con la moquette si può ancora mantenere una buona qualità della vita, ma senza bidet proprio no.  Pertanto ancora una volta e per sempre: viva il bidet! E.
    P.S: a proposito: sono appena stata in Grecia in vacanza e nell'albergo non c'era il bidet. Sono rimasta delusissima, in quanto convinta fino a quel momento che il bidet fosse una prerogativa dei paesi mediterranei o simili. Invece pare di no! E Spagna e Portogallo? Qualcuno é in grado di testimoniare? Io sono stata in Spagna anni fa, ma non ricordo.  Potrei chiedere ai colleghi coi quali pranzo, provenienti da tali paesi, ma qualcosa, dentro di me, non so perché, mi trattiene (immaginate di essere a tavola e, mentre tutti addentano un panino, uscirvene di colpo con un: "Ma nel vostro paese si usa il bidet? No, perchè sapete, sto conducendo un'indagine informale…". Direi che non é proprio il caso!).

  22. no il bidet e' una cosa italiana, io non l'ho visto da nessun'altra parte.
    in spagna l'ho visto solo in un bed and breakfast, ma non mi risulta che ce ne siano nelle case private e in grecia…alla mia domanda il greco di turno ha fatto una faccia come se gli avessi chiesto di giacere con madre e sorella assieme.

    comunque non disperate voi che non avete spazio per la preziosa ceramica: il mondo islamico viene in aiuto e non c'e' nemmeno bisogno di grandi doti idrauliche. maggiori dettagli quando riusciro' a trovare del tempo.

  23. Quando sono andato in gita scolastica a Madrid quattro anni fa del bidet nemmeno l'ombra. Me lo ricordo benissimo perchè le mie compagne appena entrate nelle rispettive stanze le hanno ispezionate e appena aperta la porta del bagno hanno cacciato un urlo selvaggio! Noi preoccupati siamo usciti sul corridoio e abbiamo chiesto loro cos'era successo. La risposta è stata: "Non c'è il bidet in bagno! cioè e adesso noi come facciamo? ma dove siamo finite? che è sto paese, una manica di pezzenti???".
    Da li è nata una discussione che è durata per cinque giorni. Appena tornati a casa hanno tirato un sospiro si sollievo. "Ora almeno riusciremo a lavarci come si deve". L'italiano senza bidet non è posto con la sua igiene.
    In Portogallo non ci sono mai stato e non saprei dire se i portoghesi conoscano il bidet (ma permettimi di dubitare), gli spagnoli comunque no.

  24. "“Ma ditemi, dai, a che cosa serve questo? Davvero”.
    E
    cara E., ma non gli avrai davvero svelato il segreto? non gli avrai detto che, DAVVERO, serve per coltivare il basilico in casa???
    kiodo

  25. Comunque, Eirè, sono stato la settimana scorsa dalle tue parti e devo dire che riesco ad adattarmi alla assenza del bidet. Mi sono sempre lavato appoggiandomi sul lavabo e devo dire che la manovra funziona. 

    Per cambiare discorso lancio l'argomento "piano cottura". Ho sperimentato quello a induzione ed è eccezionale.  

     

  26. Kiodo, ma come fai a sapere che giusto ieri io e il marito parlavamo di piantare il Basilikum in casa? No, davvero… Ma che ci hai messo le cimici in casa? 😉 (ho visto il tuo blog e ci ho messo due o tre minuti, ma poi ho capito chi sei).
    Giorgio, io sono una fan scatenata del piano cottura alla tedesca, senza fuochi, con le piastre. Lo guardavo con sospetto finchè non l'ho provato e mi sono dovuta ricredere. Purtroppo qui non siamo riusciti ad averlo perchè la casa è troppo vecchia e non ha la predisposizione. Schade!!

  27. Mitici!!!! A.

  28. il bidet serve a..curarsi i calli, tagliarsi le unghie dei piedi, appoggiarsi per depilarsi, mettere in ammollo due panni due, togliere un posto utile a un armadietto e poi…? in compenso i tedeschi hanno i wc dove si vede la cacca e in Italia noo gné gné …
    ( sti cattolici devon sempre lavarsi dalle colpe che ovviamente son quelle intime e mai vedere se han i vermi :)))

  29. Eh no, i giapponesi dove li mettete, coi loro bidet inclusi nei WC? Tutto automatico, per gunta!
    Certo, però, che il bidet è anche più eco-friendly, con tutta l'acqua che si utilizza per la doccia. Minimo due-tre al giorno.
    Buon agosto e complimenti al marito supersonico – un mito!
    Alex : )

  30. Sempre i giappi hanno anche la musica incorporata nel water, per non annoiarsi, sai com'è. I loro sono water tutti pieni di tasti e multifunzionali. Pure troppo.
    Comunque il water con spruzzo d'acuqa incorporato sta arrivando anche qua in Germania. ne ho visti alcuni sui cataloghi di sanitari.

  31. Eirè, oggi sono stato al BricoCenter e per caso ho visto il pezzo che cercava tuo marito, Sappiate, allora, che qualora vi occorresse qualche cosa di introvabile in Germany, nei limiti del possibile, ve lo posso inviare io. Pregasi non esagerare nelle richieste!

  32. In caso di black-out che si fa?