Controlli di sicurezza (ovvero Fantozzen)

A me Fantozzi mi fa un baffo. Chi è il ragionier Ugo al mio confronto? Un disinvolto impiegato, sicuro di sè e mietitore di successi. Mai infatti mi sono sentita così imbranata in una situazione lavorativa come qualche giorno fa qui a Monaco.
Dovete sapere che in Germania, per legge, in ogni posto di lavoro ci debbono essere delle cassette di pronto soccorso, fornite accuratamente di tutto il necessario in caso capiti un incidente a qualcuno: cerotti, disinfettante, bende, compresse, garze et similia. I tedeschi in materia di sicurezza non scherzano. E poichè non scherzano, impongono che ogni due anni queste stesse cassette vengano controllate da una ditta, che deve verificare che dentro non vi siano prodotti scaduti o fuori standard, in modo da poterli sostituire nel caso. Tutto dev’essere a norma, tutto dev’essere in regola. Dunque vengo incaricata, già mesi fa, di organizzare questo controllo biennale. Facile, in teoria: la collega che c’era prima di me aveva già preso gli accordi con la ditta e il tizio che viene per il controllo conosce noi, il nostro edificio, le nostre cassette. Tutto a posto. E invece il destino aveva in serbo per me una simpatica sorpresa. Il tizio che da anni faceva il controllo ha lasciato la ditta e ha mollato l’incarico in mano a due suoi colleghi che non sanno nulla di noi e soprattutto, orrore, non parlano una parola d’inglese, nostra lingua ufficiale. Panico. So già che mi toccherà riceverli e rispondere alle loro domande, soprattutto, perché il mio capo, tedesco e dirigente per la sicurezza dell’organizzazione, mi ha già annunciato che il giorno designato si eclisserà per un meeting. Mi sbologna tutta la faccenda insomma. Perchè non è semplice quando 1) non conosci la terminologia tecnica sulla sicurezza in tedesco 2) non sai una banana delle leggi tedesche in materia 3) non sai quante cassette di P.S. ci sono in giro e soprattutto dove sono (e neanche il mio capo lo sa, alla faccia dell’organizzazione tedesca) 4 ) non conosci bene l’edificio in cui lavori, composto di vari buildings tutti lontani fra loro e assolutamente complicatissimi da girare, quasi labirintici e celeberrimi perchè ogni tanto qualcuno – narra la leggenda, addirittura l'architetto – vi si perde all’interno e non viene mai più recuperato. Perciò quello che faccio nelle settimane precedenti l’appuntamento è mandare ai tizi una piantina dei nostri edifici (peraltro incompleta, ma l’unica disponibile)  con le cassette di P.S. segnate sopra, prendere accordi con loro esclusivamente per iscritto – così da poter pensare accuratamente alle frasi da mettere insieme, casomai usando il Google Traduttore – e infine pregare, sperando che tutto vada per il meglio. Poi il giorno fatidico arriva. L’orario fatidico pure e così tr…tr…tr… arriva la chiamata dalla reception: “Ci sono due persone per te”. Ecco, vado all’ingresso a prenderli… (il seguito dell’avventura nel prossimo post. Rimanete sintonizzati!).
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7 risposte a “Controlli di sicurezza (ovvero Fantozzen)

  1. Dai, ora siamo curiosi!

    laura

  2. Aspetto con ansia quello che successo….mi piace la leggenda degli architetti non piu´ recuperati ahahahah…vedi cosa fa ad essere creativi ed eccentrici???!!!

    Ps: La parola criptata del commento di oggi e´ "merde" speriamo sara´ di buon auspicio per me ^^ ciao Eireen

  3. Io l'inglese lo rimpiango tanto…

    pensa che bello quando mi metto al ricevimento e devo sentire i messaggi in segreteria telefonica… sigh….

    Ale

  4. Ale, ma lo dici ironicamente? Comunque è bello davvero parlare inglese tutto il giorno: per me è una manna dal cielo! 😉

  5. Attendiamo con ansia il seguito del tuo racconto….

    Nel frattempo buon weekend!!

    Paoletta

  6. Sìsì sono ironica! Io in ufficio uso per forza solo il tedesco, e l'italiano quando è richiesto per l'assistenza clienti.

    Ho sempre adorato il tedesco e in certi sensi lo preferisco all'inglese! Mi viene anche meglio… per es in inglese la mia pronuncia è sempre rimasta non eccelsa… con il tedesco va meglio.

    Però cavolo…non c'è niente da fare: l'inglese mi viene più semplice, so molte più parole! Per es. leggere in inglese non mi da problemi, in tedesco dipende…

    ufffffffffffff

    Ale

  7. Ma dai, e' proprio questo il bello di trovarsi in terra straniera!! Il trovarsi in queste situazioni assurde….che a casa tua sbrigeresti senza problemi alcuni….ma altrove….si sudano le 7 camicie…..si fa finta di capire e quando gli omini vanno via…speri che sia andato tutto bene, perche' francamente non hai 1 idea, 1, di come sia andata…..ma in qualche modo e' andata!!!
    E' il suo bello!!! Vedrai che te ne capiteranno ancora di cose simili…