Pomeriggio in casa Cupiello

Lo temevo e adesso ci siamo: qualcosa è cambiato. I figli crescono e le mamme imbiancano. Il bambino bionico non è più il cucciolo di una volta; ha cambiato pelle come un serpente, si è trasformato ed è entrato in una nuova fase della vita. A quasi cinque anni, è iniziato per lui il periodo degli amichetti e del “vado a casa sua e poi lui viene a casa mia”.  Io lo so che nel giro di due minuti me lo ritroverò sulla soglia di casa con una valigia e uno zaino, che mi saluta infastidito per andare a vivere da solo, pensando: “Quella rompicoglioni di mia madre!”.
La prima volta è stato un paio di mesi fa. È arrivato a casa annunciando: “Mamma, domani David viene a casa nostra!” “Ah sì? Ma guarda. E chi l’ha detto?” “Eh l’ha detto lui” “Sì ma io non ho sentito i suoi genitori, magari prima è il caso di chiedere a loro, no? Senò come fa lui a venire fin qui? Lo sa dove abitiamo?” Ma il B.b., parecchio scocciato per la banalità delle mie osservazioni, mi ha risposto: “Ma uffaaaaa…gliel’ho detto io dove abitiamo. Prende la metro e arrivaaaaa!”. Ah già che stupida a non averci pensato!
Ieri è stata la volta di Luca, l’altro amicho italiano del gruppo al Kindergarten. La sua mamma ha ritirato sia il suo bambino che il mio e poi li ha portati a casa per farli giocare e nutrirli, con richiesta di ritiro verso le otto di sera. Che sollievo per un giorno sapere che qualcun’altro si cuccherà il b.b. per qualche ora e poi me lo riconsegnerà già divertito e mangiato, solo da lavare e lottare per infilarlo a letto.
Uscita dall’ufficio, mi sono goduta le due ore di libertà e poi mi sono messa in macchina e mi sono avviata verso la casa dei Cupiello, i quali vivono a Monaco da ormai 11 anni. Andando, avevo mille pensieri… Mi sono rivista bambina, che andavo a casa delle amichette, ho ricordato l’immagine della mamma che mi veniva a prendere e faceva due chiacchiere con l’altra mamma e ho pensato a quanto fosse pazzesco che adesso dall’altra parte della barricata ci sia io. E ancora pensavo, tesissima: “Chissà come saranno questi Cupiello, magari sono odiosi e snob. Magari arrivo là e non so che cosa dire. Beh si parlerà di Monaco, dell'Italia, di come è difficile parlare il tedesco, tu che lavoro fai qui, certo che c'è proprio freddo eh, eh già già”. Non è un mistero infatti che non sono proprio campionessa olimpionica di conversazione e spesso piuttosto che affrontare due chiacchiere con qualcuno che non conosco, farei il cammino di Santiago de Compostela in ginocchio e a ritroso.
Per fortuna nel giro di due minuti tutta la mia tensione si è stemperata. Nell’atrio del palazzo ho chiesto in tedesco a uno che entrava in quel momento: “Scusi, ma dov’è l’ascensore?” (abilmente camuffato da normale porta dal geniale architetto), solo per sentirmi rispondere in italiano: “Eccolo là. Ciao sono Agostino, il papà di Luca!”. Umiliazione tremenda per il mio tedesco, ma sollievo pazzesco per la mia timidezza: Agostino si è rivelato simpatico, rilassato, cordiale e chiacchierone. Ci siamo fatti il tragitto fino al settimo piano insieme ed è venuto fuori che lavoriamo nello stesso posto. Poi ho scoperto che anche Silvia, la moglie, è deliziosa; mi sono rilassata, abbiamo parlato, riso, ma veloce che ho la macchina in divieto e devo scappare, poi la prossima volta viene Luca a casa nostra, facciamo lo scambio eh mi raccomando, ok a presto, ciao, grazie di tutto veramente, buonanotte, ciao ciao ciao. Grazie ancora, sul serio, alla prossima.

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9 risposte a “Pomeriggio in casa Cupiello

  1. Aspetto caldamente il pezzo su quando sta a te ritornare il favore! 😉

  2. Sarà fatto! Eireen non loggata e in vacanza in Italia senza PC! (ora rubato a un’amica!)

  3. ormai se non hai un iPhone non sei del gruppo.

  4. Ma chi è l'anonimo di qui sopra? Per caso sei tu, amico che mi spiattelli quelle 9 volte a settimana che c'hai l'ai foun?

  5. macchè,
    sono io, mi dimentico sempre di firmare.
    Ma chi è che ti spiattella che ha l'iPhone?

    pen

  6. Ahahah, è un mio carissimo amico che di recente "si è fatto l'Iphone" e ne é talmente orgoglione, che mi dice di conitnuo: "Sai che mi sono comprato l'iPhone?" e "Ti ho giá detto che adesso ho l'iPhone?". È ormai diventato un nostro tormentone! Per questo sospettavo che tu fossi lui.

  7. Qualcuno ha parlato di mea? Ho l’aifoun e allora? Beh infatti per risponderti non ho dovuto accendere il picci  che ficata , eh? Pesante

  8. E sì, questa è una svolta nella tua vita e in quella di tuo figlio. Anche io ho svoltato intorno al quinto anno di vita delle bimbe!
    Destinazioneestero

  9. Ciao destinazioneestero, benvenuta e grazie del contributo! Adesso mi faccio un giro a Istanbul, cioè sul tuo blog. Che bello avere lettori da così tante parti del mondo!