Shopping on lain (e non solo…)

Quella dello shopping "on lain" è una strada senza ritorno; una volta iniziato, non si può smettere. È troppo semplice: sei al lavoro, o a casa, o altrove e non devi fare altro che digitare l’indirizzo della magica pagina internet e cliccare. Clic, visualizzi le scarpe, riclic, visualizzi quelle da donna, ririclic, selezioni quelle col tacco tra 5 e 10 cm, clic un’altra volta e limiti la scelta a quelle nere. Uh che belle queste, sono quelle che ho sempre sognato! Pensa che figurone farei in ufficio, sono proprio perfette. Vera pelle, tacco 10, punta rotonda, comodissima. Riclic e scegli dove fartele spedire; pagamento con fattura, così quando apro il pacco, se non mi piacciono o non mi vanno bene, le rispedisco indietro e non ho neanche ancora pagato. Quando arriva il pacco, è impagabile la gioia di aprirlo e vedere quelle cose stupende, tutte tue, allineate bene dentro alla loro confezione, nuovissime, brillanti, invitanti, foriere di mille promesse di giornate speciali.
Ahimè, da quando sono in Germania e ho scoperto il più grande sito di shopping on line del paese, questa scenetta si è ripetuta parecchie volte: il dramma è che in ufficio ho ben due schermi del computer, quindi a volte, mentre smaltisco le e-mail o compilo un file excel sullo schermo di sinistra, su quello di destra faccio scorrere le immagini delle migliaia di scarpe, borse, cinture, gonne, vestitini e pantaloni vari che questo sito offre (d’altronde noi donne siamo campionesse del multi-tasking!). Poi m’immagino con ciascuno di questi capi o accessori addosso e sogno. Uh che meraviglia quel vestito blu a fiorellini, starebbe benissimo con le ballerine beige nuove; e d’altronde di un vestitino ho bisogno…sì ne ho proprio bisogno, ho solo capi spezzati, non si può. Ma poi sopra ci vuole un cardigan, perché fa ancora freschetto; aspetta che clicco e guardo se ne hanno di carini: però, questo non è male, il prezzo è umano e poi lo posso mettere eventualmente anche con la gonna panna. E poi si sa che se non hai un cardigan così, non sei nessuno. Lo devo avere. Clic! Nel carrello. E dopo che borsa mi metto? Ho solo borse invernali, non stanno bene, bisogna dare una rinfrescata al parco borse. Clic, questa color corda è spettacolare: nel carrello. Insomma, una tragedia. Per fortuna che, per evitare di buttare via i soldi e di trasformarmi in una “shopping addict”, riempiendomi così l’armadio di roba inutile e svuotandomi il portafogli, ho sviluppato alcune raffinatissime tecniche di difesa.
La prima, fondamentale regola, vecchia, ma sempre efficace è quella di chiedermi se ho davvero bisogno di quella determinata cosa. Davvero non posso vivere senza quelle ballerine lilla con fiocco? Davvero non ho già abbastanza paia di scarpe color pastello? Spesso mi rispondo che effettivamente posso stare bene anche senza, mentre a volte mi dico: “Beh me lo merito, visto lo sforzo che faccio con questo espatrio!” oppure “Ho lavorato come una pazza questo mese, non è giusto auto-premiarmi?”. Scegliendo, mi attengo sempre a certe linee guida, ossia mai comprare qualcosa che costa esageratamente rispetto al suo valore (tipo una pochette da 300 euro), qualcosa di completamente inutile (zatteroni giallo senape con zeppa da 12 cm e plateau da 4 con inserti in swarowski) o qualcosa che so che userei una volta e poi basta (tipo un golfino viola elettrico a pallini verdi, che poi finirebbe per essere “inabbinabile”).
Superate queste barriere di difesa, se ho deciso di piazzare la merce nel carrello, aspetto sempre una settimana prima di confermare l’acquisto. Ci penso, ci penso e ci ripenso. Poi ci ripenso ancora. Ogni tanto, torno a dare un’occhiata al mio carrello, mi rifaccio tutte le domande di cui sopra e poi, solo se sono davvero convinta della scelta, confermo. Finora così facendo, mi sono sempre destreggiata parecchio bene. Ma ogni tanto penso che sarebbe meglio che io non avessi mai scoperto questo benedetto sito di shopping "on lain"! E voi, donne e uomini in ascolto, come vi rapportate allo shopping? Comprate maniacalmente, pensando che la soluzione dei vostri problemi esistenziali stia in una cintura marrone con decori? Oppure mettete sempre le stesse cose e addirittura vi scoccia andare in giro per negozi, reali o virtuali che siano? O siete moderati e comprate solo quello che vi serve davvero, quando vi serve e al prezzo giusto? Girate i mercatini alla ricerca di occasioni oppure comprate solo nelle boutiques più esclusive? Attendete trepidanti i saldi o volete avere nell’armadio solo la roba di ultimissimo grido e appena sfornata? Ditemi la vostra, condividiamo questo dramma o gioia esistenziale, a seconda, così da sentirci meno soli davanti all'inevitabile.

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11 risposte a “Shopping on lain (e non solo…)

  1. Mi piace ON LAIN…
    ma mai provato
    Nancy

  2. Anche io compro on line, ma se c'è una cosa che davvero non capisco come si possa comprare a scatola chiusa sono le scarpe. E se non calzano? Io in un negozio di scarpe prima di trovare quelle che mi calzano a pennello (e solo quelle compro) me ne provo almeno 20.

  3. Spinoza, anche io le prime volte dubitavo di questi acquisti on lain e devo dire che i primi due li ho sbagliati. Ma è semplicissimo: le scarpe non mi vanno bene o si rivelano diverse da come le avevo viste su Internet? Richiudo il pacco con un po' di scotch, scrivo il motivo della restituzione, mollo il pacco senza fare code all'ufficio postale dietro casa, aperto fino alle 20 e gratis rimando tutto indietro. E adesso ho imparato: leggo nel dettaglio la descrizione della merce (le prime volte non ci facevo caso) prima di ordinare. Per esempio: non compro scarpe in "Lederimitat" (imitazione della pelle=plastica=dolore assicurato), non compro scarpe a punta, che mi distruggono il piede; leggo bene l'altezza del tacco e non vado oltre i 10 cm, altrimenti rischio cadute rovinose. Insomma l'esperienza mi ha insegnato e adesso quasi sempre ci becco al primo colpo! Purtroppo per una mamma lavoratrice trovare il tempo di fare shopping sul serio non è semplice e allora si rimedia così.

  4. Ah dimenticavo: a volte anche le scarpe acuqistate dal vivo nei negozi, con attenzione e cura, si sono poi a casa rivelate sbagliate e importabili, quindi…

  5. Compro quasi tutto "onlain": soprattutto camicie (Brooks Brothers, quelle che non si stirano e sono perfette anche dopo tre giorni che le indossi), scarpe e pullover. E poi, non ti dico libri e accesori per aeromodellismo. Ma tu conosci ebay? io ho la stellina turchese, 102 transazioni. Ormai non so più che negozi ci sono nella mia città. Giorgio

  6. Non sono ancora entrata nel giro dello shopping on line. I vestiti devo sentirli sul mio corpo prima di comprare. Tante volte ho visto vestiti e pensato " Carino lo provo" e una volta indossato era un disastro. Lo so che poi si puo rispedire ma e' un ulteriore briga, rimpacchetta, vai in posta durante la pausa pranzo etc…

    Generalmente preferisco roba di qualita', preferisco spendere un po' di piu' per avere vestiti che poi mi dureranno. Detto questo devo anche dire che non mi piace nemmeno spendere un super pazzia in moda.

    La cosa bella dell'Australia (dove vivo) e' che quasi tutto si puo' comprare a rate. Per esempio vedo un vestitino che mi piace pero' costa un po', sono all' inizio delle 2  settimane (qua ci pagano ogni 2 settimane) e non volgio spendere e spandere troppo. Io faccio un "lay by", pago un deposito, normalemente il 20% del prezzo dell' articolo e a seconda del negozio mi danno 4, 6 o 8 settimane per finire l'acquisto.  Non male vero? Il capo viene messo via (nessun altro puo' comprarlo) e io ogni tanto passo a fare dei piccoli pagamenti finche' non arriva il giorno che porto il mio acquisto a casa!

  7. Giorgio, io conosco Ebay ma non lo uso mai, perchè mi pare troppo complicata questa cosa della trattativa, per cui devi fare un'offerta e poi aspettare se altri ne fanno di più basse etc…etc…Troppo stress, prefersico un acquisto diretto.
    Questa cosa dell'acquisto a rate in Australia non la sapevo, ma pensa te! In effetti é comoda, ma non è come pagare con la carta di credito, che alla fine è anche più semplice perchè è da strisciare una sola volta e poi sei a posto?
    E comunque rimandare indietro gli acquisti qui davvero è ultra-semplice: con un po' di scotch richiudi la stessa scatola con cui ti è arrivata la roba. Ci appiccichi l'etichetta pre-stampata fornita dalla ditta, passi all'orario che vuoi dall'ufficio postale (no pausa pranzo, ma quando ti pare) e molli il pacco. Facilissimo.

  8. Mi azzarderei solo con le scarpe, prima provate in negozio però!
    comunque devo dire che la tentazione c'è perchè mentre sei in ufficio puoi tranquillamente scegliere le cose senza perdere la mezza giornata tra due o tre negozi.
    Altra cosa: lo trovo utilissimo per gli acquisti di cose che normalmente nei negozi locali non trovi, magari perchè quella particolare marca non vende nella tua città , oppure vai dal rivenditore e ha due modelli in croce che ti fanno pure schifo, o anche perchè il rivenditore piu' vicino è a casalecchio…
    L'on lain ci vuole…

    Baci
    Elisa

  9. A ciascuna persona, il suo stile di acquisto: ognuno lo fa a suo personalissimo modo. È come chiedere a 20 soggetti diversi che cos'è l'amore: si avranno 20 risposte diverse. Il mondo è bello…perchè è vario, decisamente.

  10. Anche io compro online e mi trovo bene. Ovvio che acquisto solo cose che mi servono veramente e di marca (così so come calzano, come per esempio le scarpe). Ottimo sistema.

  11. Ieri pomeriggio comunque, dopo diverso tempo, sono andata a fare shopping live (una delle rare volte in cui ho tempo e modo) e mi sono resa conto che è faticosissimo: gira di qua, gira di l'a, entra nie negozi, affronta la commessa, prova la roba, rivestiti, discuti di nuovo con la commessa…valuta…cerca…. Rispetto allo shopping on lain è un altro mondo… mi sa che mi convertirò sempre di più all'acquisto virtuale. E.