La mancia

Quando ci si trasferisce in un altro paese, va da sè, è necessario fare uno sforzo di adattamento non indifferente. All’inizio tutto sembra difficile, gli ostacoli paiono enormi, i problemi insormontabili. Poi man mano che passano i mesi, ci si rende conto che l’ambiente circostante è diventato più familiare, che ci si sente a proprio agio in giro per strade e piazze, che addirittura dopo le vacanze in patria sfuggono frasi come “Beh adesso è proprio ora di tornare a casa!”. Usi e costumi del popolo straniero iniziano ad apparire sempre meno bizzarri e sempre più ovvi. Il processo integrativo sta avvenendo. Eppure, nonostante il tempo passi, ci sono cose che non smettono di mettere a disagio, che si aggirerebbero volentieri, che si farebbero i chilometri pur di evitare, ma invece ahimè le circostanze impongono di guardare in faccia e inoltre di superare tutte le paure ad esse legate. Una di queste cose per me è la mancia. Ogni volta che vado al ristorante, mi godo pienamente il pasto, l’atmosfera, il relax di non dover apparecchiare, lavare i piatti e via dicendo,  fino al momento della mancia. Lì inizia il dramma. Siccome non esistono regole chiare su questa abitudine/uso, ogni volta per me l'attimo si trasforma in un patema. Al momento di pagare il conto, inizio a chiedermi se il cameriere si aspetta o no la famigerata mancia e scruto il suo volto alla ricerca di segni, anche impercettibili, di quello che sta pensando. “Ha alzato un sopracciglio, magari vuol dire che disapprova, perché ha visto che ho pagato il conto al centesimo; o forse è solo un tic; o magari ancora significa “Finalmente un cliente che non mi umilia con la mancia!”. Che faccio, gliela ammollo? Qua in Germania mi pare si faccia. D’altronde non paghiamo il coperto… Però non sono molto soddisfatta del servizio, forse farei bene a non sganciarli neanche 10 cent. Ma poi se dobbiamo tornare qua e loro si ricordano di noi come dei gran tirchioni?”. Intanto i secondi passano, e la tensione aumenta. “Va beh dai, stavolta gliela lascio. Ma quanto? Se gli do poco se la prende, se gli do troppo sembro generosa e poi quando torniamo si aspettano la stessa cosa e non va bene. Facciamo il classico dieci per cento. Ma un attimo, quant’è il dieci per cento di 15 euro? 1,5 euro o 15 centesimi? Oddio non ho la calcolatrice e comunque se la tiro fuori, che figura ci faccio? E poi quanto fa 15 + 1,5? Ma io ho solo venti euro. Gli dò il contante e poi gli chiedo indietro il resto? Eh sì per forza, mica gli posso lasciare 20 euro quando il conto è di 15, scusa!”. E via dicendo fino all’ esaurimento nervoso. Alla fine, disperata, lascio lì una somma a caso pur di acquietare il mio treno di pensieri ansiotici e uscirmene da quell’inferno. Il cameriere mi dice: “Grazie signora! Arrivederci!”. E io: “Avrà detto sul serio e spera davvero che torniamo o mi prendeva in giro perchè gli ho lasciato una mancia ridicola? Avrà pensato che siamo dei trogloditi perchè ci ho messo tanto a dargliela. Ah io qua non ci torno più!”.
Uscita dal locale inizio a dimenticare e mi calmo. Fino alla prossima cena fuori…

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6 risposte a “La mancia

  1. Premesso che, come un po' tutti gli italiani, reputo la mancia una sciocchezza (già lo pagano loro, perché lo devo pagare pure io?) Il mio pensiero è riassunto perfettamente dal discorso di Mr. Pink de "Le iene".

    Comunque, io di solito dò la mancia a naso, senza conti particolari. Talvolta, se il conto è abbastanza vicino per difetto a un numero tondo, lascio che si tengano semplicemente il resto. Altre volte se è tipo 15, dico 17. Qualche altra volta, se sono a corto di spicci, pago il conto preciso e amen.

  2. Volevo dire "già il cameriere è pagato dal padrone, perché lo devo pagare anche io?"

  3. Geniale il discorso di Mr. Pink. Me lo stampo, lo metto nel portafoglio e ogni volta che devo (o non devo) dare la mancia, me lo rileggo. Grazie Spinoza!

  4. La mancia: una cosa squallida e umiliante.
    L'anticamera delle corruzione.
    Preferirei che sul conto mettessero la voce "Mancia".
    Pagherei, e zitto.
     

  5. Per contro i tedeschi odiano il "coperto". Tantissimi si sono lamentati e mi hanno chiesto che significato abbia 'sto coperto e perchè lo debbano pagare. In effetti dopo che ho vissuto anni in Germania devo dire che apprezzo di + la mancia che il coperto.
    Mi piace lasciare la mancia quando il Bedienung è stato efficiente, invece pagare anche 2,50 euro di coperto a persona (mio figlio di soli 4 anni e mezzo compreso) mi scazza parecchio 

    katia

  6. Non hanno torto questi tedeschi. Specialmente perché la mancia scegli tu se darla o meno, mentre il coperto te lo fanno pagare comunque, che il servizio ti sia piaciuto o no!