Scarpe e ananas

Ci sono abitudini e modi di fare dei tedeschi che non ho mai fatto fatica a capire, che agli altri sembravano inconcepibili e a me perfettamente naturali. Ad esempio la tradizione di fare merenda la domenica pomeriggio con una tazza di caffè e una fetta gigantesca di torta e poi saltare la cena. Noi in famiglia, fino a che io ho avuto una certa età, l’abbiamo fatto regolarmente e io non ci ho mai visto niente di bizzarro; anche se quando lo raccontavo agli amici, questi facevano facce stralunate e probabilmente pensavano fossi un po’ strana. Tuttavia alcune cose dei tedeschi ancora oggi mi risultano assolutamente incomprensibili e fuori da ogni logica. Due esempi a caso: le scarpe e l’ananas.
Le scarpe: È fatto risaputo che i tedeschi, in generale, non hanno alcun gusto per l’abbigliamento e gli accessori, che si vestono a caso, senza abbinare minimamente colori e materiali e che non hanno idea di che cosa significhi valorizzare i propri punti forti e camuffare i punti critici (anche se, con la globalizzazione, anche loro in questo senso sono migliorati e oggi si vedono in giro sempre meno persone con sandaletti Birkenstock e calzino ai piedi). Ma oltre a ciò, è stupefacente constatare l’assenza totale di senso estetico con il quale decidono di esporre in vetrina nei loro negozi delle scarpe che già di per sè sono orrende. “Come le espongono?” direte voi. Semplicemente hanno l’abitudine di mettere in vetrina il numero più grande possibile per ciascun modello. Non ci vuole Miuccia Prada  per capire che sarebbe meglio mettere fuori un grazioso 35 o un dolce 36 al massimo, che risulterebbero carini e attraenti. No, loro si ostinano a mettere in bella mostra i 39, i 40, i 41, che assomigliano a barche sfondate o pinne da sub. Che uno le guarda e gli passa all’istante la voglia di comprare. Già sono brutte e di plastica, se poi devono essere anche enormi, no grazie!

L’ananas: Ormai ho capito che l’ananas è uno degli ingredienti principe dei piatti tedeschi, un sapore al quale difficilmente essi rinunciano. Qua, ad esempio, trovi la pizza Hawaii, una margherita con l’ananas, che solo a pensarci mi fa venire la nausea. Ieri poi al supermercato ho notato una salsa al curry con l’ananas; ma magari è una tipica ricetta orientale gustosissima e io non lo so. Ma il massimo è quando vado a prendere la "piadina" in pausa pranzo nello stand  di fronte al mio posto di lavoro: nel menù spesso compare come proposta del giorno la "piadina" con l’ananas (salame e ananas; peperoni, feta e ananas; Leerdammer, mais e ananas sono solo alcune delle proposte indecenti della gestrice). Per quanto io mi sforzi, proprio non capisco come si possa apprezzare questo mischione blasfemo tra dolce e salato, tra ingredienti che non c’entrano nulla l’uno con l’altro. Che cosa ci troveranno mai i tedeschi in questo che, secondo me, è un insanabile contrasto? Eppure, dicevano i latini, de gustibus non disputandum est. Perciò d’ora in poi ho deciso che mi limiterò a osservare, rinunciando a capire.
 

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3 risposte a “Scarpe e ananas

  1. Secondo me sono semplicemente matti!!
    Nessun gusto estetico, scarpe orribili da quel che ricordo, ancora tutti felicemente col calzino bianco e il Birken, e poi l'ananas sopra a tutto…
    Non c'è speranza, torna in Italia immediatamente….

  2. La salsa con l'ananas è per caso il chutney? Se così, è buonissimo con il pollo. Per il resto non mi pronuncio, ma ti informo che la pizza Hawaii è molto amata pure qui. L'ho trovata anche in Alto Adige. Credo si tratti di un gusto apprezzato dalle popolazione di stirpe germanica – argh
    Alex

  3. A proposito di sandalo col calzino

    http://www.menstyle.it/cont/moda/moda/1008/2700/.asp

    La testata non è un granché ma la notizia originale era stata pubblicata da La Repubblica.
    Ciao!

    Alex