Caratteri

Una tipica fissa degli italiani consiste nel credere fermamente che il carattere migliore del mondo sia quello solare e socievole. Fateci caso: “solare” e “socievole” sono aggettivi che vengono molto usati, spesso per fare un gran complimento ad una persona. “Hai proprio un carattere socievole!” oppure “Gigio è davvero una bella persona: ha un modo di essere così solare!”. Intendiamoci: niente di male nell’essere così; anzi. Ma mi chiedo perchè invece, tutte le persone che non sono “s e s”, in Italia debbano essere tendenzialmente stigmatizzate o reputate problematiche. Se sei una persona riservata, discreta e magari a cui piace farsi i fatti suoi, allora sei timido, magari strano; c’è qualcosa che non va in te: sicuramente hai bisogno di uno psicologo. Ad esempio, qualche giorno fa mi è capitato di leggere su una rivista italiana la lettera di un padre disperato ad uno psichiatra: “Mia figlia è molto taciturna e per questo ci stanno consigliando di farla vedere ad un neuropsichiatra. Io vorrei, ma mia moglie nega il problema e dice che è tutto a posto. Come posso fare?“. Lo psichiatra rispondeva che il marito avrebbe dovuto immediatamente convincere la moglie a prendere atto del problema e non continuare a nascondere la testa sotto alla sabbia. Ero trasecolata e ho dovuto leggere la lettera più volte per essere sicura di avere capito bene Taciturna=problematica? Santo cielo, allora io avrei già dovuto essere ricoverata più e più volte nel reparto psichiatrico di un ospedale locale, dato che la maggior parte del tempo mi piace starmene tranquillamente zitta! Ma stiamo scherzando? Voi direte: questo è un estremo. Beh non ne sono certa. Non ho mai capito infatti che cosa ci debba essere di male nell’essere riservati e discreti. Nel prendersi del tempo per studiare le persone prima di aprirsi con loro. Dove sta scritto che  sono positivi solo i caratteri più aperti e immediatamente amichevoli? A volte, ad esempio, ho notato che alcune di queste persone socievoli possono diventare invadenti, eccessivamente loquaci e magari pesanti. Oppure che fanno amicizia facilmente con tutti, ma in realtà con nessuno in particolare.  Certo, i tedeschi non si pongono minimamente questo problema. Nessun di loro, tendenzialmente, ti mollerà una pacca sulla spalla, ti subisserà di chiacchere o t’inviterà a merenda a casa sua al primo incontro. Quasi sicuramente sarà educato e di poche parole e le prime volte non ti chiederà direttamente nulla di personale. Potreste persino incontrarvi una sera per caso in birreria e fare mille chiacchiere, ma il giorno dopo in ufficio sarà come se la sera precedente non fosse mai esistita e lui a malapena vi saluterà. Ma voi non arrendetevi e continuate a sperare. Dopo qualche tempo noterete che inizia a fidarsi di voi, osa di più, fa qualche tentativo di approccio, magari dopo alcuni mesi  che vi conoscete arriva a fare una battutona simpatica per sciogliere il ghiaccio o a chiedervi “Come va? Tutto bene?”. Non significa che fino a quel momento gli eravate poco simpatico, ma solo che si sta prendendo del tempo per valutare la situazione e lasciarsi andare. Io che sono esattamente così e in Italia mi sono sempre sentita il classico pesce fuor d’acqua, finalmente qui mi sento autorizzata in pieno ad esprimermi. O meglio a “non” esprimermi, senza che qualcuno mi pungoli di continuo, facendomi notare che sono tanto silenziosa. Ma se sto tanto bene così!

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11 risposte a “Caratteri

  1. Anche io sono taciturno ma vorrei non esserlo. Mi sembra anche normale: una persona simpatica mette a proprio agio le persone ed è bello starci accanto. Una persona taciturna no, stare con lei può diventare imbarazzante e quindi perché starci? Col risultato che la persona taciturna diventa ancora più taciturna e chiusa in sé.

    Il problema è che la vita è breve, e se uno perde 2 anni solo per aprirsi con qualcuno si perderà tante esperienze per le quali poi si pentirà.

  2. Che analisi spietata, anche verso te stesso! Come prima cosa bisogna mettersi d'accordo su che cosa significa "persona simpatica". Chi lo dice che i silenziosi sono antipatici? Ti assicuro che questa è un'idea tutta italiana. Allora in finlandesi sono tutti odiosi? Non credo.
    E poi perchè bisogna per forza sentirsi in imbarazzo con le persone che non parlano molto? Io, ad esempio, le trovo piacevoli, rilassanti e gradevoli. Certo, l'opinione comune è diversa; ma il fatto che sia comune non significa che sia giusta in assoluto. La comunicazione non passa solo per le parole: trovo che anche solo con la presenza repiproca si possa "dire" tanto, senza necesariamente riempirsi la bocca di parole (a volte dette solo per imbarazzo, per coprire il silenzio, non perchè sentite).
    Per il fatto di perdere gli anni, non sono d'accordo. Anche stavolta dico: "Dove sta scritto che il tempo passato ad aprirsi è tempo perso?". Come classifichi il tempo come "perso"? Io lo giudico invece tempo prezioso, usato per una lenta conoscenza. Io, per esempio, quando mi apro, mi apro davvero, ma solo con le persone di cui mi fido e che ho passato il tempo a "studiare". Ma a quel punto quelle persone sono davvero miei amici, non per finta. Non potrei aprirmi subito con tutti e non vedo perchè dovrei. Ciò detto viva i socievoloni. E viva i silenziosi! E vive la difference!

  3. Scusa sai, ma se si esce, e nessuno parla perché tutti sono timidi e taciturni, è una noia. Io trovo che le persone aperte o sono simpatiche o sono antipatiche, mentre trovo quelle chiuse mi stanno indifferenti. E non vedo perché uno debba passare del tempo con persone che reputa indifferente. E lo dico da persona chiusa, e che risulta indifferente agli altri.

  4. Io sono molto diffidente delle persone aperte, solari che vogliono essere amiche dopo 3 giorni. Non funziona cosi'. Ci vuole un po' per costruire un rapporto. Rispetto quei tempi. Essere amici del cuore in 2 giorni mi sembra superficiale e falso.
    E concordo che a volte le persone 'simpatiche' possono anche risultare pesanti e che a volte nel silenzio si sta bene.
    Poi certo ci sono diverse occasioni….se vado fuori a bere con un gruppo di gente che non conosco bene, meglio che ci sia qualcuno di un po' aperto che faccia parlare gli altri se no e' una palla….
    Come sempre la verita' sta nel mezzo.

  5. Questo tuo scritto sulle questioni caratteriali e sulla presunta timidezza che mi è piaciuto molto (sarà perché anch’io sono abbastanza discreto e riservato)  .  Evvai, finalmente qualcuno che la pensa come me.  Non è che se una persona è taciturna significa che debba avere dei problemi: magari semplicemente non ha niente di sensato da dire e piuttosto che dar fiato alle trombe per buttar fuori aria (fritta), se ne sta zitta. E che male c’è?  Eppure a volte, a certe latitudini, pare un concetto difficile da far passare.
    Appleforever

  6. Ragazzi, viva i timidi! Evviva i riservati! Largo ai silenziosi!!!!

  7. Quindi da come ti poni speri continuamente che i tedeschi con il tempo si aprano con te..
    Come a dire vivi di speranza, ma vivere in un paese come la Germania con il presupposto che bisogna sempre aspettare e´ come vivere sempre come se ti mancasse qualcosa che speri arrivi ma che in realta´ non arriva mai..
    Ma io credo che uno invece debba vivere senza questi preconcetti e credere che esistano persone aperte o chiuse simpatiche o antipatiche a prescindere da dove vengano le persone cosa alquanto utopistica 😉
    Per cui morale della favola una volta che decidi di vivere qui devi ammettere che perdi qualcosa a livello di socialita´, comunicativita´ ma non perche il tedesco lo sia di meno ma semplicemente perche i simili nella maggior dei casi si cercano fra loro e questo e´ un fatto assoultamente naturale che accade in tutto il mondo talvolta piu talvolta meno..

    • Caro Massimo, non sono sicura al 100% di avere capito che cosa intendi. Comunque io non è che spero continuamente che i tedeschi si aprano con me. Io li lascio nel loro brodo di persone riservate – ne hanno tutto il diritto – e mi faccio la mia vita. Poi se un giorno capiterà che si apriranno, tanto meglio. Senò divento amica di altre persone e via che si va. E lo ammetto che vivere qui in Germania comporta perdere un po’ in socialità, non l’ho mai nascosto. D’altronde si guadgna su altri piani, tipo quello organizzativo e dei servizi, quindi…

  8. Alle elementari da piccola ero descritta come introversa. Inutile dire che la maestra apprezzava chi le raccontava i fatti della sua vita e alzava sempre la mano per mettersi al centro dell’attenzione.