Stress

Ore 8:05 di un giorno qualunque: il mio capo mi chiede di mettermi in contatto con un ente italiano, per chiedere se possiamo emettere una fattura nei loro confronti, dato che ci sono debitori da diverso tempo di una discreta sommetta. Ma certo, sono ben felice di fare da mediatrice culturale, da ponte linguistico e da aggancio internazionale per una questione lavorativa apparentemente così semplice! Purtroppo, stando in Germania, avevo del tutto dimenticato che cosa significhi cercare di ottenere un‘informazione o contattare qualcuno in Italia.
Ore 9:20 dello stesso giorno (attendo un orario decente, perchè so che tra le 9:00 e le 9:20 circa, sono ancora tutti alla macchina del caffè a socializzare) compongo il numero. “Tr…tr…tr” il telefono squilla dall’altra parte per diverse volte, ma nessuna risposta giunge. “Riproverò più tardi” penso, già leggermente innervosita, ma tuttavia ancora in possesso del mio tipico aplomb un po’ british.
Ore 10:00 “Tr…tr…tr…” stessa scena di prima, ma inizio ad inquietarmi. Possibile che al centralino nessuno risponda?
Ore 11:15 vedi sopra.

(lascio passare un po’ di tempo prima di riprovare, magari domani c’è una congiunzione astrale migliore)
Giorno dopo, ore 11:30 finalmente qualcuno si degna di sollevare la cornetta. “Signora le passo la collega incaricata. Attenda”. E io attendo, mentre il trillo del diavolo mi riempie le orecchie. Attendo, attendo. Alla fine scoraggiata, rinuncio. La collega incaricata latita e così farà per il resto della giornata.
Ore 12:00 del giorno successivo: dopo avere riprovato nella mia impresa per buona parte della mattina, decido di verificare sulle Pagine Bianche se ci sono altri numeri di telefono per quell’ente, poi li chiamo tutti.
Ore 12:10 Attacco la pezza a un tizio che non c’entra nulla con tutta la faccenda, sperando che mi possa aiutare comunque. Alla fine ottengo un ulteriore numero di telefono e un indirizzo e-mail, ma generico, quindi inutile, dato che so già che nessuno dall’altra parte mi risponderebbe. Provo col numero suddetto e ottengo da un personaggio gentile un secondo indirizzo e-mail, stavolta specifico.
Ore 12:20 Scrivo a questo indirizzo, ormai allo stremo delle forze. La persona mi risponde che non sa bene di che cosa sto parlando  e vuole maggiori informazioni. Mi viene da piangere, ma gliele fornisco, queste maggiori informazioni. Poi attendo fiduciosa. Le ore passano e finalmente giunge una risposta: „Abbiamo capito di che cosa sta parlando, le faremo sapere senz’altro“. La speranza rinasce: forse ce la posso fare. Viva l’Italia.

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5 risposte a “Stress

  1. Purtroppo non è uno stereotipo ma è drammaticamente vero. Non credo di esser mai riuscito a parlare al telefono con qualcuno di qualche ente pubblico, io 30 anni di vita in Italia…

  2. Tutti in pausa caffè???
    Alex

  3. Il famoso "le faremo sapere"!!!
    Io quando me lo dicono, rispondo in maniera atroce: "Eh no, lei non mi farà sapere proprio un bel niente – vorrei saperlo ORA, per favore".
    Indi costoro mugugnano qualche scusa ma io incalzo "Oh, non si preoccupi, posso ritelefonare domani". Se ancora non mi dicono ciò che mi interessa, io dico che desidero parlare col direttore.
    Un paio di questi trattamenti e ottengo quello che voglio.
    In più, se possibile, strapazzo il direttore.
    Beh, forse in questi casi la radici germaniche saltano fuori…

    Alex

    P.S. hai mai provato a fare l'accento tedesco? ; )

  4. Alex, ma è mai possibile che uno debba arrivare alle minacce e a fingere l'accento tedesco per avere uno straccio d'informazione?  Ecco uno dei motivi per i quali ho lasciato l'Italia, giuro! Comunque grazie del suggerimento: proverò e poi ti saprò dire.

  5. Cara Eireen, purtroppo in Italia non si ottiene nulla senza l'uso della minaccia. Uno dei motivi per cui me ne sono andata è stato anche questo.
    Anche perché se sei donna in Italia cercano sempre di fregarti, mentre nei Paesi nordici ti rispettano senza che tu debba importi. Personalmente adoro questo stato di cose… Vedi che alla fine le origini germaniche non mentono!
    Alex