München, Weltstadt mit Herz

FussgangerzoneIl centro di Monaco per me ha qualcosa di magico. Per "centro" intendo la celeberrima Fußgängerzone (zona pedonale) tra Marienplatz e Stachus, il cuore della città. Sì lo so che gli abitanti di Monaco non ci vanno volentieri e che in realtà si tratta di una zona più turistica che altro, ma che cosa ci posso fare se io l'adoro? Il fatto e' che per me è collegata inevitabilmente a ricordi d’infanzia, a quando con la famiglia venivamo a Monaco in vacanza e, immancabilmente, facevamo un giro “in die Stadt” (in centro)  con la U-Bahn (metropolitana). Poi giravamo per ore tra la Kaufingerstraße e la Neuhauserstraße, alla ricerca di qualcosa di carino da comprare oppure anche no: a volte bastava semplicemente passeggiare e guardarsi intorno sotto il sole di Monaco. La zona spesso il sabato e’ piena, oltre che di negozi affollati e di turisti, di artisti di strada e c’è da perdersi, se ci si vuole fermare ad osservarli tutti. Ci sono i classici uomini-statua, che non ho mai capito come facciano a stare pressocchè immobili per ore, come fossero davvero di pietra; ci sono musicisti di ogni tipo e provenienza; ci sono i comici e a volte anche dei predicatori o religiosi che cercano di fare proseliti. Uno spettacolo variegato e attraente. Poi ci sono i grandi magazzini a piu’ piani, che noi da bambine salivamo tutti, a uno a uno, con la scala mobile che non finiva mai di divertirci. Ci infilavamo tra la folla e ci precipitavamo al reparto giocattoli o musica o vestiti o libri, a seconda degli interessi e della fascia d’età. E chi se li scorda piu’ i pranzi e le merende al quinto piano di Galeria Kaufhof, con quello strepitoso ed invitante buffet pieno di ogni bendiddio! E poi com’era magico sedersi al tavolo e ammirare la maestosa Frauenkirche, mentre si addentava un enorme fetta di Schwarzwaldkuchen (una golosissima torta con panna e cioccolata)… Ci ritrovavamo dopo qualche ora di giri, a pezzi, sudati, con la testa che girava, i piedi gonfi, ma comunque entusiasti, inebriati dalle luci, dalla gente, dalle novita‘ in vetrina, magari dalla corsa intorno alla fontana di Karlsplatz, con i getti d’acqua che ti rinfrescavano e ti risollevavano dalla calura estiva. Tornavamo a casa spesso con mille borse e borsine e poi regolarmente mostravamo orgogliosamente tutti gli acquisti alla nonna, che commentava e diceva sempre: „Ouh schöööööön!“ (beeeeeeeeeello!). Percio’ ancora oggi, quando mi capita di andare “in die Stadt”, mi sento come una bambina che va al Luna Park e non mi stanco di guardare le vetrine, anche se so che sono le vetrine di negozi che troverei uguali anche in Italia o in qualunque altra città d’Europa. Porto mio marito e mio figlio negli stessi posti che hanno visto me bambina e ragazzina e quasi mi commuovo nel vedere che tutto è rimasto più o meno uguale, che il sabato ci sono la stessa allegra confusione e la stessa folla di turisti, tra cui oggi come allora molti italiani che gridano: “Marco, vieni quaaaaaaaaaaaaaaaaaa, che abbiamo trovato un ristoranteeeeeeeeeee!”. Il centro di Monaco è un luogo così uguale a tanti altri, ma per me assolutamente unico.
 

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3 risposte a “München, Weltstadt mit Herz

  1. E un giretto da Dallmayr?
    oppure sdraiarsi sul pratone dietro Marienplatz?
    o sedersi a mangiare ad un tavolo al Viktualienmarkt?
    aaaahhhh, sospirone.

     

  2. Mi fai venir voglia di tornare in Germania, Berlino era ed è meravigliosa!!
    Una città fantastica piena di vita e di impegni culturali.
    Brava Eireen, scrivi molto bene e ti se già innamorata della città Hai cambiato il layout, come hai fatto? Questo è molto molto più bello!
    Come si fa a cambiare?
    nancy non loggata

  3. La prima volta che venni a Monaco fu nel '99 per l'eclisse di Sole… e Marienplatz era praticamente territorio italiano 🙂