Deutsche Sprache, schwere Sprache!

Trovo la lingua tedesca affascinante, ma misteriosa e complicatissima. E so di non essere l'unica. Quando ero piccolina la sentivo parlare qualche volta da mio padre, ma soprattutto dalla nonna, le volte che venivamo in vacanza a Monaco. Ricordo che la parlavo con estrema naturalezza, senza pormi problemi e non trovavo niente di strano nel dovermi rivolgermi alla nonna in una lingua e alla mamma in un'altra. Crescendo, purtroppo, questa naturalezza e' scomparsa. I contatti con la nonna si sono rarefatti e quando sono arrivate le altre mie sorelle, la sola lingua parlata in casa e' diventata l'italiano. Col tempo, quindi, ho iniziato a dimenticare. La pronuncia no, quella mi e' rimasta. Qualche scivolone ogni tanto ci sta e quando sono stanca l'accento italiano viene fuori, ma in generale mi dicono che la mia pronuncia e' quella di un madrelingua. Quando ho dovuto scegliere l'universita', ho scelto lingue. Per l'inglese ho una passione sfegatata, che mi porta a gasarmi non appena un inglese apre bocca, anche solo per dire "Scusi, dov'e' la toilette"? Il tedesco sognavo di padroneggiarlo, volevo in qualche modo recuperare le mie radici.  Ahime' non avevo fatto i conti con la sua ferocissima precisione, le complicatissime strutture sintattiche, le tremende declinazioni, i milioni di verbi diversi, ciascuno pensato per esprimere diverse sfumature, anche minime, di concetti simili. Per dire "pulire", ad esempio, in tedesco si puo' usare "reinigen", "putzen" o "sauber machen" a seconda del contesto e della situazione. Voi direte: anche in italiano ci sono i sinonimi. Si', ma in tedesco e' bene non scambiare le parole tra loro perche' ciascuna e' legata a una situazione specifica. Se poi parli con lo zio Fritz, particolarmente maniacale e ossessivo, ti accorgerai di non infilare una frase giusta. Tu esprimi il tuo concetto, che hai impiegato minuti interi a costruire nella tua mente, poi con fatica e incertezza lo butti fuori, orgogliosa del risultato e di esserti fatta capire e lui ti distrugge tutto con un "Ach, niemand sagt das auf Deutsch!" (nessuno dice cosi' in tedesco!) e cosi' ti crollano tutte le certezze. Ultimamente ho deciso bellamente di fregarmene. Io parlo, poi quello che viene fuori, viene fuori. Pazienza se Goethe avrebbe detto diversamente o se la struttura della frase e' chiaramente italiana. La forma mentis tedesca verra' col tempo; intanto mi esercito. Perlomeno a me non succede come alla collega francese di una mia amica, la quale, ogni volta che apriva bocca in tedesco, si sentiva dire: "Eeeh Deutsche Sprache, schwere Sprache!" (lingua tedesca, lingua difficile!).

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13 risposte a “Deutsche Sprache, schwere Sprache!

  1. La lingua tedesca mi intimidisce molto. Il fatto che una mia cara amica stia con un tedesco da anni e non parli ancora la lingua mi inibisce ancor di più dall'impararla.

    Comunque nella mia limitatezza ammiro la sottile differenza tra Ausgang e Ausfahrt… 🙂

  2. Caro Spinoza, grazie dell'esempio, interessante e azzeccatissimo. Spiego per chi non sa il tedesco: "Ausgang" significa "uscita" per chi va a piedi (esempio: l'uscita di un negozio"), mentre "Ausfahrt" e' l'uscita per chi e' in macchina o su un veicolo ( ad esempio l'uscita di un garage-parcheggio). Lo trovo affascinante, ma anche un po' eccessivo, sinceramente. E' piu' pratico dire "uscita" e basta, come noi italiani, no? Auf jedenfall tschüß!

  3. Cari Spinoza ed Eireen, voi dovreste essere miei amici virtuali FB.
    Se così fosse, spero che vi vconosciate per causa mia.
    Altrimenti sarebbe una coincidenza inquietante.
    Ciao dall'Italia. Sigh.

  4. L’anonimo qui sopra sono io.

  5. Giorgio, io in effetti ho conosciuto Spinoza grazie alla tua segnalazione del suo blog! Ciao Eireen

  6. Tu il tedesco lo parli benissimo e io ti ho sempre invidiata per questo. Io ci ho provato andando 1 anno più o meno in Germania, ma nonostante la mia elevatissima comprensione, causa ore e ore di tv e sitcom in tedesco, ho fatto molta fatica a imparare a parlarlo bene. Mentre l'inglese il francese  mi escono senza problemi.
    Anche a me tante volte è capitato a Berlino che parlavo in tedesco e tutti mi chiedevano "preferisci parlare in inglese?"
    Che umiliazione…

  7. Grazie Nancy, troppo buona!

  8. Cara Eireen, come ti capisco!
    Il benedetto tedesco… anche io ho avuto una storia simile alla tua.
    Il problema mio è che dedecuto mio padre – l'unico parlante tedesco in casa, anche se mia madre, altoatesina, lo sa benissimo ma come lingua seconda – non l'ho più parlato. Poi sono stata in Austria e in Germania e l'ho recuperato. A 20 anni lo parlavo bene. Ad un certo punto pero ho scelto l'inglese (la terza lingua parlata in casa – mio padre si era laureato in Germania ma era italo-americano, nato in Italia per caso).
    Ora che sono in Svezia e sto imparando lo svedese mi accorgo quanto mi sia d'aiuto il tedesco.
    Saluti e buona serata,
    Alex

  9. mamma mia che storia! Complimenti per il coraggio d'imparare lo svedese! Brava!

  10. E pensa che l'ho pure abbreviata… ; )

    Non sono brava: sei stai qui lo svedese ti tocca impararlo per forza, non sopravvivi con l'inglese.
    Lo svedese non è difficilissimo riguardo ai vocaboli. Li prendi agevolmente da inglese e tedesco (con qualche parola francese).
    Non ci sono neanche quelle lunghissime parole composite tipiche del tedesco.
    La pronuncia è il problema!
    Continuo a fare delle figuracce tremende alle fermate dei bus perché dall'aspetto sembro nordica e i locali mi chiedono spesso informazioni e io mi limito a risposte brevi e poco articolate.
    Wow, penso ogni volta, vai, l'ho sfangata! Macché, quelli mi chiedono precisazioni oppure presi da vena chiacchierona (incredibile ma è così) vogliono scambiare due parole extra… e così salta fuori la mia non svedesità. All'inizio mi guardano perplessi, della serie – come è possibile che mi sia sbagliato/a? Poi sono io a passare all'inglese dicendo loro che sono un'italiana mista. Alla fine mi ritrovo a dover spiegare anche coe mai so l'inglese decentemente.
    Uff, che fatica… per evitare questa situazione ho imparato a tenere l'mp3 sulle orecchie, così nessuno mi chiede più informazioni.

    Sulla pronuncia svedese mia: 
    Le vocali con dieresi le pronuncio alla tedesca, le G idem e quando ci sono combinazioni tipo "ar" vado d'inglese. Per non parlare di tutta quella serie di suoni particolarissimi tipo "kj" che si dice "sc" e "sj" che non posso spiegare, una suono che si crea emettendo aria, oltre ad alcune vocali aspiratissime che continuano a risultarmi misteriose.

    Questo mi ha fatto anche capire per quale motivo gli svedesi non amino l'aglio… ; )

    Buon blog
    Alex

  11. Oddio che sollievo leggere che c'è in giro un'altra persona come me. Mamma mia come ti capisco. Anche io, quando mi chiedono delle cose, do' delle risposte secche ed essenziali e quando la gente cerca approfondimenti vado nel panico e mi chiudo. Penseranno che sono stronza! Ma sai che uno una volta mi ha detto: "Signora, ma ha per caso dei danni all'udito?" perche' facevo la faccia di una che non stava capendo…Che umiliazione. Pazienza…

  12. Essere misti è una ricchezza ma anche un problema. Non capisci quali siano le tue radici perché ne hai sparse qua e là per il mondo. Oltretutto nessuno ti considera "italiano" oppure "tedsco" oppure "americano".
    Se in Italia sono considerata "straniera", in Svezia sono "italiana". Vai a speigare loro che sei di origini miste!
    Che fatica…
    Comunque non disperare, siamo più di quanto pensi e saremo sempre di più!

    Buona giornata! Alex

  13. Beh a me alle scuole elementari chiamavano (con spregio) "la tedesca" e adesso che sono in Germania, ovviamente sono l'italiana. Ed è bello così!