Fiducia e burocrazia

Una cosa che mi ha colpito fin da subito qui e ancora oggi, dopo 6 mesi, mi stupisce come il primo giorno, e’ l’assenza o quasi di burocrazia. Per me, italiana, abituata alle dosi industriali di documenti da presentare, timbri da ottenere, certificati da produrre e firme da apporre, qua in Germania e’ un davvero un altro mondo. Nei vari uffici pubblici ottenere un certificato e’ semplicissimo. Quando sono arrivata, sono dovuta andare all’anagrafe a registrarmi come residente a Monaco: questione di due minuti, ho dichiarato il mio indirizzo e pochi altri dati e il gioco era fatto. Perche’ sei anche tedesca, potreste pensare. Eppure anche all’arrivo di mio marito, di cittadinanza non europea, e’ stato tutto facile e veloce. Lui, abituato ai disagi affrontati in Italia per ottenere, ad esempio, il permesso di soggiorno, alle code interminabili, ai mesi di attesa, ai vari incartamenti da dover presentare, quasi non ci credeva. Siamo andati insieme al Kreisverwaltungsreferat per denunciare anche il suo arrivo e, come nel mio caso, e’ bastato presentare il suo passaporto e dichiarare l’indirizzo di residenza. All’inizio mi aspettavo dei controlli a casa da parte della polizia per verificare se e’ proprio vero che viviamo li’. Niente. Tutto il sistema e’ basato sulla fiducia. Un po’ come quando si va dal medico e poi, per pagare, arriva la fattura a casa; io la prima volta era gia’ pronta a sfilare i soldi dal portafoglio, ma la segretaria quasi si e’ scandalizzata: “Ma no, signora, le arrivera’ la fattura e solo allora paghera’!”. Siamo onesti: sarebbe possibile un sistema simile in Italia? No. Ci sarebbero almeno  la meta’ delle fatture inevase. Per questo dobbiamo pagare subito. Per lo stesso motivo sono necessari controlli su tutto quello che dichiariamo e di conseguenza ci chiedono di produrre decine di carte ad ogni dichiarazione. Perche’ in Italia alla base c’e’ l’idea di non fidarsi dell’altro. Tu dichiari qualcosa e io do’ per scontato che tu mi stia ingannando; percio’ ti chiedo di dimostrare che stai dicendo la verita’ e lo devi fare tramite timbri, documenti legalizzati, attestati in carta bollata e simili. E poi ti controllo. Qua no; qua si fidano. Dichiari che vivi nella via XY? Vuol dire che ci vivi. Punto. Se pero’ scopro che hai mentito, non ti perdono e la mia ira si abbattera’ su di te. La punizione arriva e arriva davvero qui. Le due mentalita’ sono opposte: mi fido vs. dimostrami che non mi stai ingannando. E la seconda in Italia e’ purtroppo necessaria. Siamo abituati a fare I furbi (fatta la legge, fatto l’inganno) e ne paghiamo le conseguenze: tra le altre, una macchina burocratica enorme e pesante che rallenta e affonda l’intero paese. Mi domando come sia possibile che gli italiani non abbiano ancora capito che mettere in atto questi comportamenti si riveli in ultima analisi il classic boomerang in faccia.

Annunci

2 risposte a “Fiducia e burocrazia

  1. Sai che io invece ho avuto l'impressione opposta? Sono qui a Monaco da novembre ma ancora mi arrivano documenti da firmare e da compilare. In Italia è molto più semplice (ed economico) aderire al sistema sanitario e a quello tributario: il codice fiscale lo richiedi e te lo danno direttamente allo sportello 15 minuti dopo, anche per gli stranieri, e oggi funziona anche da documento sanitario. Mi sembra che l'Italia sia avanti in questo frangente.

    Comunque hai ragione per quel che riguarda il concetto di fondo, fiducia vs. sospetto. Se ti va prova a dare un'occhiata al mio blog: http://theresnolifebeforecoffee.blogspot.com, magari i post con tag Munich.

    Piacere di averti scoperto comunque, ti leggerò assiduamente!

  2. Caro Spinoza, il tuo blog mi era gia' stato segnalato da un amico virtuale comune e gli ho gia' dato un'occhiata. Siamo anche vicini come luoghi di lavoro! Ho letto il tuo post sulle poste e mi sono meravigliata, perche', manco a dirlo, a me le poste qua sembrano efficentissime: ad esempio tutte le lettere arrivano il giorno dopo e senza perdersi. Ho ricevuto a casa l'avviso di ritirare un pacco, ci sono andata una sera uscita dal lavoro e non ho trovato nessuna fila: in due mintui ho avuto il mio pacco! Ero trasecolata. Sulle tempistiche (una settimana e poi te lo rimandano indietro) si puo' discutere, ma vuoi mettere con Poste Italiane? Spero di risentirti presto! Un saluto.