Organizzazione

I tedeschi amano l'organizzazione; credo addirittura che non ne possano fare a meno. Senza una pianificazione continua di tutto, mi sembra si sentano persi. Tutto cio' che esce dai binari di una programmazione precisa, li sconvolge, li mette in difficolta', li paralizza. La prima volta che sono andata dal medico di base qui, non sapevo esattamente come funzionasse il sistema sanitario tedesco. Mi rivolsi alla segretaria dello studio, rispondendo alla sua domanda sulla mia assicurazione sanitaria. "Non ce l'ho ancora", dissi. Lei e' andata in panico, in evidente difficolta'. Sulla sua faccia leggevo "E adesso che cosa rispondo? Non e' previsto che un paziente mi dica una cosa di questo genere…come faccio…aiuto!!!". Ho l'impressione che la capacita' di cavarsela davanti all'imprevisto che abbiamo noi italiani in generale, non faccia parte del pacchetto per i tedeschi (sempre generalizzando). L'imprevisto per loro non esiste, perche' lo eliminano alla radice. Tutto e' programmata con enorme anticipo, in dettaglio e calcolando ogni eventualita'. Al lavoro le riunioni importanti vengono organizzate con anticipo di un anno o sei mesi; io ero abituata a lavorare sempre in urgenza e sempre "last minute". In Italia si lavora cosi': la disorganizzazione regna sovrana, il caos domina, l'arte di arrangiarsi e' un must.  Purtroppo questo, dal mio punto di vista, causa a tutti un'enorme quantita' di stress, perdite di tempo e complicazioni. Ho vissuto in Italia per 36 anni e sono stati 36 anni di "fegato grosso" anche per questo. Qui ho la sensazione che tutto scorra, tutto funzioni, tutto sia agevole. Zero stress. E mi piace. Certo, a volte i tedeschi esagerano. Leggo sul numero speciale di fine anno di "Focus" e "The Economist", intitolato "Die Welt 2011" (Il Mondo del 2011) un articolo sull'Italia. Una frase mi colpisce particolarmente: "Italiener sind nicht eben für minutiöse Planung bekannt – viele haben beim Aufstehen noch keine Ahnung, was sie den Tag über erwartet" (Gli Italiani non sono certo conosciuti per la programmazione minuziosa – molti di loro alzandosi non hanno idea di che cosa li aspetta per la giornata). E allora? Evidentemente questo per qualcuno e' sconvolgente. Non sapere che cosa mi aspetta oggi: pazzesco. Ma un po' di pepe, no? Deve per forza essere tutto minuziosamente pianificato? Non si rischia di cadere nella noia e nella prevedibilita'?

Ad esempio, qualche mattina fa ascoltavo la radio. Premetto che da qualche settimana a Monaco nevica forte ogni giorno e tutte le mattine mi tocca spalare la neve dalla macchina prima di andare in ufficio. Il conduttore della trasmissione, parlando di questa situazione, diceva "Früher aufstehen lohnt sich!" (Vale la pena alzarsi prima!). Come dire: "Alzatevi in anticipo per spalare la neve e poter cosi' arrivare puntuali in ufficio." Mi sono messa a ridere pensando alla stessa situazione in Italia. Tutti che si alzano esattamente alla stessa ora del solito, spalano la neve, arrivano in ufficio mezz'ora in ritardo e annunciano: "C'era tanta di quella neve da spalare stamattina!".

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6 risposte a “Organizzazione

  1. Ommioddio, ma è un mondo squadrato, e tanto ansiogeno quanto l'opposto italiano, a mio parere.
    Terribile! (okay, forse non quanto l'italia)

  2. Mah…non so. Io in un paese organizzato sto meglio, ma e' chiaro che gli eccessi sono sempre da evitare.

  3. C'è anche da dire che magari il giorno prima non nevica, la notte ne fa una squintalata e ti svegli la mattina al solito orario e arrivi tardi in ufficio. Che si dovrebbe fare in questi casi, alzarsi comunque mezz'ora prima perché *potrebbe* nevicare di notte?

  4. Beh se tu fossi tedesco, presumo che lo faresti! 😉

  5. Pure qua è così. Se arrivi tardo al lavoro per colpa dei mezzi non ci sono scuse. Perdi i soldi della prima ora di lavoro. Se ci sono le tormente di neve tu, da buon nordico, devi prevedere e prepararti in anticipo!
    C'è la gente che procede a scivoloni sui lastroni di ghiaccio che si formano la notte tra una nevicata e l'altra pur di prendere il bus.
    Gli anziani sono tutti attrezzatissimi con pericolosissimi bastoni da sci nordico (uno o due, a scelta) oppure dei carrelli che quando si tratta di salire sul bus sono difficilissimi da gestire (una volta saliti, devono parcheggiarlo, assicurarlo con un cinghia e  sedercisi sopra). Il nonnetto in questione rischia di cadere e farsi ancora peggio.

    Alex

  6.  devo dire che il Ticino è identico all'Italia (probabilmente nella burocrazia siam messi meglio: se hai bisogno di un documento lo ottieni velocemente, ad esempio. Sarà perché siam piccoli: le nostre borgate, che gli autoctoni hanno il coraggio di chiamare “città”, han 20mila abitanti, e le giri a piedi in 5 minuti…Lugano a parte, che è un po’ più grande). E lo posso dire io, che ho lavorato per la stessa ditta, con le stesse mansioni, in diversi posti del Ticino, a Zurigo e nella svizzera francese. Ebbene, malgrado il lavoro era identico e regolamentatissimo, era come essere in due galassie lontane. In Ticino regna il caos, la disorganizzazione e l’improvvisazione spinta, mentre a Zurigo le cose funzionano come un orologio svizzero – insomma, come dovrebbero funzionare normalmente, secondo me. Generalizzo un po’ ma un’altra cosa che ho notato è che se c’è un problema, in Ticino cercano il colpevole, a Zurigo cercan la soluzione: e se qualcuno fa qualcosa di ben fatto, a Zurigo gli fanno i complimenti, in Ticino no, perché è normale che uno faccia le cose ben fatte (sarà, però i complimenti fan sempre piacere, e motivano – ma vai a fargliela capire…). Appleforever