Vite nascoste

Ogni mattina prima delle otto, mentre vado al lavoro, passo nelle vicinanze di una scuola elementare. I bambini attraversano le strisce pedonali in tutta tranquillita', sotto la sorveglianza vigile di addetti alla sicurezza, dotati di lampeggiante giubbotto giallo fluo. Tutte le mattine noto, svoltando in macchina l'angolo di una certa strada, regolare, instancabile, puntualissima, la stessa addetta alla sicurezza dei pargoli. Una donna alta, snella, con i capelli rossi, lisci. Una donna normale, direi quasi ordinaria, invisibile, difficile da notare veramente. Io non posso non vederla, dato il giubbotto fluo di cui sopra. E poi e' sempre la', nella stessa posizione, inarrestabile, pronta, attenta. Sotto il sole, sotto la pioggia, nella nebbia o nel gelo di certe mattine di ottobre bavaresi. Ormai un po' mi sembra di conoscerla e mi da' sicurezza. Se non la vedo, mi preoccupo: forse oggi sta male, forse aveva un appuntamento dal medico? Immagino si alzi molto presto alla mattina, almeno presto rispetto ai miei standard. Io che al mattino mi sveglio all'ultimo e faccio tutto in due minuti; poi scappo fuori casa con lo yogurt al müsli e i trucchi nella borsetta. Lei no; lei si prepara con calma, si alza all'alba, per avere modo e tempo di fare tutto con calma. Ha due figli e le tocca svegliare anche loro. Poi li veste e prepara loro la colazione, mentre li incalza a uscire di casa in orario. Dopo corre alla sua postazione. Questo lavoro, le piace, la appassiona. Per lei non e' un semplice lavoretto, ma l'occasione per fare qualcosa di utile socialmente. Lei ama i suoi bimbi, gli stessi che vede passare ogni mattina; li conosce, li saluta, ha una parola carina per ciascuno. Si sente tranquilla e in pace con se stessa solo quando ha visto l'ultimo sfilare in tutta sicurezza sulle strisce. Poi soddisfatta, lascia la sua postazione e continua la sua giornata. Ecco, io la penso cosi', penso cosi' la sua vita dietro a quell'immagine di pochi secondi che vedo di sfuggita ogni giorno alle 7.50.

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Una risposta a “Vite nascoste

  1. Brava, molto carina e molto dolce la storia della addetta alla sicurezza dei pargoli!

    Cristina