Scioperi alla tedesca

Da qualche settimana a Monaco di Baviera e' in vigore lo sciopero dei trasporti pubblici: tram, bus e metropolitana sono diradati o percorrono tratte piu' brevi del solito. Quando la mia collega tedesca mi ha informata di questo sciopero, devo dire la verita', ho dovuto ammettere che non me ne ero neppure accorta. Tutto funziona regolarmente e alla perfezione, come al solito. Ok, la U-Bahn da Marienplatz a Garching invece che ogni 10 minuti, passa ogni 20. Beh, tutto qui? E' sufficiente andare su Internet, cliccare sul sito ufficiale dei trasporti pubblici di Monaco et voila'… Tutti gli orari sono aggiornati in base allo sciopero. Cose da pazzi. Almeno per me. Immaginate la stessa cosa in Italia, a Milano per esempio: disinformazione, trasporti ridotti ai minimi termini (giusto il necessario, magari tra le 7 e le 9 del mattino e tra le 17 e le 19, ma solo se si e' fortunati!): panico diffuso, caos imperante, disagi garantiti. A Monaco? Tutto liscio come l'olio, perlomeno ai miei occhi. Potrei quasi dire: ho visto cose che voi umani…

Scioperi alla tedesca

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6 risposte a “Scioperi alla tedesca

  1. Ah cmnque anche qua ad A'Dam, in due mesi e mezzo, il treno sara' stato in ritardo 3 volte, e una perche' c'era una mucca (giuroooo!!!) che pascolava lungo i binari.. in Italia l'avrebbero investita e fatto un barbeque!
     

  2. carissima concittadina (la mia carta di identità è sbagliata),
    non appena una nostra comune amica bionda con un gatto mi ha segnalato questo blog non ho resistito, dato il titolo, a leggere le cose che hai scritto.
    Ho trovato molto interessanti l'articolino sul cellulare e questo sullo sciopero, perchè mostrano l'Italia e gli italiani visti per confronto con la Germania ed i tedeschi.
    Mi sgorgano impellenti due considerazioni.
    La prima:
    ci dimostri che siamo un popolo culturalmente arretrato, data la mancanza di senso della collettività ("uso il cellulare e disturbo, chi se ne frega, poi sciopero e paralizzo un servizio pubblico, chi se ne frega"), cosa che è direttamente proporzionale alla latitudine (se fossi al tuo posto e qualcuno mi chiedesse perchè noi italiani abbiamo il problema dei rifiuti cosa dovrei fare, tirare fuori una cartina geografica e far vedere che l'Italia è molto lunga e disposta lungo un parallelo? capirebbe che non esiste un popolo ed una cultura italiana?).
    La seconda:
    ci mostri di quanto siamo arretrati, e che lo siamo di molto, e che bisogna che ci rendiamo conto del fatto che, anche quì al nord, siamo lontani da un decente grado di civiltà, come molti di noi ritengono per abitudine, forse per aver viaggiato poco, o per aver viaggiato guardando solo i quadri nei musei o prendendo il sole in spiaggia.
    Sentire queste cose non dai media, lontani, ma da una amica, ne moltiplica l'efficacia.
    Ti chiedo, in conclusione, di continuare ad avere la gentilezza di scrivere in merito per mostrarci questa prospettiva.
    grazie

  3. Caro concittadino anonimo, ci ho messo un po' a capire se il tono del tuo commento e' ironico o no e devo ammettere che ancora non mi e' chiaro del tutto. Comunque io non volevo affatto trasmettere il messaggio che gli italiani siano un popolo culturalmente arretrato e con un basso grado di civilta'. Quello che volevo sottolineare sono invece le differenze culturali tra i due popoli, italiano e tedesco. La tipica solarita' e voglia di comunicare italiane si riflettono nel nostro incessante bisogno di comunicare sempre, comunque e ovunque a dispetto di regole e buon senso (urlare su un treno, come mi e' capitato di sentire qui: "Mamma, no, non vado in piscina perche' e' troppo lontanaaaa!" non e' simpatico, a mio giudizio). La nostra creativita' ci porta a produrre stupende opere d'arte e ottime creazioni culinarie, ma anche a gestire male il paese e a essere incapaci di condurre uno sciopero come si vede. Io racconto cio' che vedo, lo filtro attraverso il mio modo di pensare e poi ognuno tragga le conclusioni che vuole. Si potrebbe anche pensare: "Si' i tedeschi sono organizzati e discreti, pero' che pppalle!". Un saluto  e grazie dell'intervento.

  4. Ma lo sciopero non è fatto per arrecare il maggior disagio possibile? Uno sciopero, se la gente non se ne accorge, non raggiunge il suo scopo…

  5. Caro Spinoza, la mia collega tedesca era fuori di se' per la rabbia e il fastidio, quindi penso che lo sciopero aggia raggiunto eccome il suo scopo. Su di me, italiana, no, ma sui tedeschi si'.

  6. …Milano?
    E tu immagina solo lontanamente cosa poteva accadere da Roma in giù.                                  😦